Lunedì 1 giugno il pianista Vladimir Ashkenazy ospite della stagione sinfonica del Teatro di San Carlo

Logo Teatro di San CarloÈ uno degli appuntamenti più attesi della stagione sinfonica in corso quello che vedrà esibirsi lunedì 1 giugno al Teatro di San Carlo (ore 20.30) uno dei più grandi interpreti musicali di tutti i tempi, Vladimir Ashkenazy, celebre pianista e direttore d’orchestra, impegnato in un programma cameristico assieme al clarinettista Dimitri Ashkenazy e alla violista Ada Meinich.

Se la direzione d’orchestra ha rappresentato per Vladimir Ashkenazy una delle sezioni più ampie della propria leggendaria carriera musicale, il suo indiscutibile talento continua a nutrirsi di una grandissima devozione per il pianoforte, strumento che lo ha reso celebre in tutto il mondo.
L’appuntamento al San Carlo rappresenta dunque un’occasione rara (la sua precedente esibizione al Lirico di Napoli è datata 1986 in occasione delle Settimane musicali) per riascoltare dal vivo il tocco e la poetica di uno dei più grandi pianisti dell’ultimo secolo.
Russo, classe 1937, Ashkenazy ha ereditato le sue doti musicali dalla famiglia: il padre David era pianista professionista e la madre Evstolia figlia di un maestro coro nella chiesa ortodossa russa.
Ashkenazy si è fatto notare sulla scena internazionale nel 1955 al Concorso Chopin di Varsavia e come vincitore del Concorso Queen Elisabeth di Bruxelles nel 1956.
Da allora ha costruito una carriera straordinaria, non solo come pianista tra i più importanti del ventesimo secolo, ma come artista a tutto tondo che continua ad offrire ispirazione agli amanti della musica di ogni dove.
Della sua sterminata discografia ricordiamo un cofanetto realizzato per Decca nel 2014 comprendente tutte le composizioni per pianoforte di Rachmaninov.
Con lui sul palco il clarinettista Dimitri Ashkenazy, regolarmente ospite di orchestre prestigiose tra cui la Royal Philarmonic Orchestra presso la Royal Festival Hall London, Deutsches Symphonie – Orchester di Berlino presso l’ Hollywood Bowl, la SBS Youth Orchestra presso la Sidney Opera House, la Czech Philarmonic Orchestra presso il Casals Festival di Porto Rico, la Japan Philarmonic a Tokyo, la Metropolitan Symphony e la Mito Chamber Orchestra in Giappone.
Alla viola Ada Meinech, musicista norvegese, già apparsa al fianco di orchestre da Camera di
livello internazionale tra cui Berlin Philharmonic, Spiramirabilis, Orchestra Mozart, Camerata di Ginevra, ma la cui versatilità l’ha portata ad esibirsi anche con ensembles di musica contemporanea e di tango, gruppi folk e gruppi di musica antica su strumenti originali.

Ad aprire il programma le Tre romanze per clarinetto e pianoforte op. 94 di Robert Schumann, scenario tra i più particolari della produzione cameristica del compositore tedesco.
Scritte tra il 7 e il 12 dicembre del 1848, suggeriscono la definizione di uno spazio sonoro il cui l’intimismo è narrato in termini di raccoglimento domestico e familiare.
Eseguite per la prima volta in forma privata presso l’abitazione di Schumann il 27 dicembre 1849, le tre elegantissime pagine sinfoniche mostrano già dal titolo il loro carattere amoroso e intimo.
Alla malinconia del brano iniziale fa seguito la pacifica e sognante atmosfera della romanza centrale cui succede il misterioso e di nuovo onirico brano conclusivo.

Segue Preludio, Allegro e Pastorale per clarinetto e viola scritto nel 1941 da Rebecca Clarke.
Inglese di nascita e di formazione, oppressa in famiglia da un padre violento e autoritario, studentessa prima al Royal Academy of Music poi al Royal College of Music, dedita allo studio del violino prima e della viola poi, Clarke è una delle prima donne a entrare in orchestra come professionista in Inghilterra e una delle pochissime musiciste, almeno nella prima metà e oltre del ‘900, a segnalarsi con notevoli risultati nel campo della composizione.
Nel Preludio troviamo la propensione della Clarke verso un indirizzo neoclassico espresso in una calibratissima cura delle ampie linee melodiche e delle regolazioni ritmico-armoniche tra i due strumenti. L’Allegro centrale mostra in modo più evidente l’inclinazione modernista e d’avanguardia dell’autrice, mentre il Pastorale conclusivo evidenzia l’origine inglese della compositrice.

Terzo brano in programma Fantasistykker (Quattro pezzi fantastici) per clarinetto e pianoforte, op. 43 composti nel 1864 da Niels Wilhelm Gade, figura fondamentale per la nascita di una musica danese originalmente caratterizzata, primo artefice di una proposta compositiva in grado di comunicare al mondo musicale l’esistenza di una propria specificità culturale, seppure innestata nel solco della tradizione classico-romantica soprattutto tedesca.
Nei suoi “Quattro pezzi fantastici” Gade, pur aderendo dunque ad un Romanticismo classicheggiante, dalle tinte tenui e non esasperate sul piano della drammatizzazione, manifesta (in particolare nel terzo dei quattro brani), un’impronta compositiva originale in cui si percepisce una evidente matrice nordica.

Chiude il concerto l’ultima composizione scritta da Dmitri Šostakovič prima della sua scomparsa, la Sonata per viola e pianoforte op. 147, tra le pagine più intense del suo intero repertorio cameristico.
Dedicata a Fjodor Druzinin, uno dei massimi violisti sovietici e membro del Quartetto Beethoven, la Sonata viene scritta nel 1975 e completata dal compositore pochi giorni prima della morte, avvenuta il 9 agosto di quell’anno.
La sua atmosfera rinvia a una malinconia struggente e soprattutto nel finale, il ripiegamento meditativo sul senso della vita e sul declinare dell’esistenza si fa evidente, innegabile testimonianza della condizione sofferente del compositore malato e consapevole dell’avvicinarsi della fine.
I due tempi estremi, Moderato il primo, Adagio l’altro, incorniciano l’Allegretto centrale la cui brillante vivacità ritmica fa da motore a una sorta di esposizione del campionario di tipologie melodiche e atteggiamenti stilistici del musicista sovietico: evocazioni popolari, richiami neo-romantici, inclinazioni grottesche e ironiche, il tutto condotto da una scrittura assai virtuosistica per la viola, cui fa da contrappeso un percorso più lineare e grave del pianoforte.
L’Adagio finale porta il sottotitolo “In memoria di Beethoven”, la presenza del grande compositore tedesco infatti si respira molto chiaramente nello spazio sonoro del brano che mostra trasfigurata una citazione del Chiaro di Luna.

Biglietti da 20 a 100 euro
per info: 0817972331 – 412
biglietteria@teatrosancarlo.it

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Teatro di San Carlo – stagione sinfonica 2014-2015
lunedì 1 giugno 2015, ore 20.30 (Turno S)

clarinetto: Dimitri Ashkenazy
viola: Ada Meinich
pianoforte: Vladimir Ashkenazy

Programma

Robert Schumann: Tre Romanze per clarinetto e pianoforte, op. 94

Rebecca Clarke: Preludio, Allegro e Pastorale per clarinetto e viola

Niels Wilhelm Gade: Fantasistykker per clarinetto e pianoforte, op. 43

Dmitri Šostakovič: Sonata per viola e pianoforte, op. 147
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