I “Concerti di Primavera” si aprono con il grande pianista Gianluca Luisi ed un inconsueto ricordo del suo maestro Aldo Ciccolini

CICCOLINII “Concerti di Primavera”, organizzati dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli grazie ai fondi provenienti dall’otto per mille, hanno avuto un’inaugurazione abbastanza particolare.
Infatti, il primo appuntamento cadeva precisamente a due mesi dalla morte del grande pianista Aldo Ciccolini, per cui la serata si è articolata in due distinte direzioni.
Da un lato abbiamo ascoltato alcune inedite testimonianze sul maestro, dall’altro assistito ad un intenso concerto di Gianluca Luisi, fra gli allievi più prestigiosi dell’artista recentemente scomparso.
Nel primo caso è stata proprio Luciana Renzetti, direttrice artistica della rassegna, a iniziare la serata, ricordando brevemente un pranzo pasquale di alcuni anni fa, tenutosi a casa sua, al quale aveva partecipato anche il maestro.
Nell’intervallo del concerto la Renzetti ha poi intervistato Maria Rosaria Napolitano, moglie di Alberto, appartenente ad una famiglia impegnata da diverse generazioni nel settore della vendita, accordatura e restauro dei pianoforti, la cui ditta fornisce anche gli strumenti utilizzati negli eventi che si svolgono nella Chiesa Evangelica Luterana di Napoli.
L’ attività intrapresa aveva messo in contatto i Napolitano con Ciccolini, ma i rapporti di lavoro erano sfociati ben presto in rapporti di amicizia per cui, ormai da moltissimo tempo, quando il musicista tornava a Napoli, era ospitato da loro e considerato ancor più che un parente.
Anche Gianluca Luisi ha voluto fornire un contributo, dal punto di vista dell’allievo, sottolineando come la docenza ed il contatto con le nuove generazioni rappresentavano per Ciccolini una vera e propria linfa vitale.
Da questo quadro è emersa, alla fine, una figura che, straordinaria in ambito interpretativo, possedeva anche numerosi pregi dal punto di vista umano (su tutti una grande umiltà) e non è poco, se consideriamo che virtù musicali e qualità umane raramente vanno a braccetto.

Gianluca LuisiPer quanto riguarda il concerto, Gianluca Luisi ha eseguito alcune parafrasi e trascrizioni operistiche di Franz Liszt, autore molto amato da Ciccolini, proponendo inizialmente un trittico verdiano, formato da motivi tratti da “Don Carlos”, “Trovatore” e “Rigoletto”, catalogati rispettivamente S. 435, S. 433 e S. 434 e risalenti ad un periodo compreso fra il 1859 ed il 1868.
Il primo tempo si completava con il Valzer del “Faust” di Gounod S. 407 (1861), mentre la seconda parte era interamente dedicata a Wagner, con la monumentale parafrasi dell’Ouverture del “Tannhauser” S. 442 (1848) e la struggente Isoldes Liebestod S. 447, da “Tristano e Isotta”, trascritta nel 1867.
In complesso un programma molto impegnativo e corposo, che Gianluca Luisi ha interpretato in modo magistrale, evidenziando una grande nitidezza e riuscendo a far emergere molte delle sfumature insite nelle diverse partiture, alcune delle quali prevedono l’impiego di una massa sonora impressionante (si pensi, ad esempio, all’Ouverture del “Tannhauser”).
Non è quindi un caso se, al termine del concerto, il numeroso pubblico, impressionato dalla bravura e dal virtuosismo del pianista, si sia prodotto in un lungo e fragoroso applauso.
Concludendo, anche la diciassettesima edizione dei “Concerti di Primavera” è cominciata nel modo migliore, riuscendo a proporre, nella stessa serata, un recital di alto livello e una commemorazione di un artista come Ciccolini, tanto più sentita in quanto spontanea e fuori dai soliti schemi convenzionali.
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