Sabato 14 marzo Il Circolo Artistico Ensemble e Sandro Cappelletto ospiti della Fondazione Pietà de’ Turchini con il “Quatuor pour la fin du Temps” di Olivier Messiaen

Logo Fondazione Turchini 2Sabato 14 marzo, alle ore 21.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena (via S. Caterina da Siena 38 – Napoli), Il Circolo Artistico Ensemble, formato da Dario Candela (pianoforte), Luca Iovine (clarinetto), Giuseppe Carotenuto (violino) e Manuela Albano (violoncello), e Sandro Cappelletto, ospiti della Fondazione Pietà de’ Turchini, propongono il “Quatuor pour la fin du Temps” di Olivier Messiaen

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili

Ufficio Stampa
Federica Castaldo
335492769
direzione@turchini.it

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Quando si ascolta il “Quatuor pour la fin du Temps” del francese Olivier Messiaen (1908-1992), non si può fare a meno di pensare al contesto in cui è nato ed è stato inizialmente eseguito, ovvero il campo di concentramento di Görlitz in Slesia.
Lì l’autore era internato, nel 1940, insieme ad altri 30.000 soldati, in prevalenza connazionali catturati dalle truppe tedesche.
Tra i suoi compagni di prigionia c’erano il violinista Jean le Boulaire, il clarinettista Henry Akoka e il violoncellista Étienne Pasquier.
La loro presenza, insieme a quella di un noto compositore non passò inosservata, al punto che i responsabili del lager chiesero a Messiaen di scrivere un trio.
Il caso volle, poi, che l’autore, mentre lavorava alla ristrutturazione di una baracca, destinata a diventare un teatro per i prigionieri, trovasse un pianoforte, ancora in parte funzionante, per cui il trio divenne un quartetto, al quale prese parte anche il musicista, avente come filo conduttore alcuni passi dell’Apocalisse di S. Giovanni.
La prima esecuzione si tenne il 25 gennaio 1941 nello Stalag VIII A, davanti a numerosi ufficiali tedeschi e a circa 400 infreddoliti prigionieri di tutte le classi sociali, con Messiaen al pianoforte.
L’evento rappresentò fonte di grande conforto e riscatto morale per i reclusi e lo stesso compositore scrisse in seguito un commosso resoconto al proposito.
Partendo dalla composizione e dalle vicende ad essa legata, il Circolo Artistico Ensemble ed il noto musicologo Sandro Cappelletto, hanno dato vita ad un originale allestimento del capolavoro di Messiaen che la Fondazione Pietà de’ Turchini ha voluto riproporre in un momento di così alta tensione sulla scena politica internazionale.
Il gruppo formato da Dario Candela (pianoforte), Luca Iovine (clarinetto), Giuseppe Carotenuto (violino) e Manuela Albano (violoncello) eseguirà gli otto movimenti del brano, alternati ai testi curati e letti da Cappelletto, narranti le vicissitudini che precedettero l’esecuzione del brano e alcune delle descrizioni relative alle diverse parti dell’opera, redatte dallo stesso Messiaen.
La composizione, caratterizzata da uno stile moderno rende molto bene le suggestioni legate alla fine del tempo, non solo come emergono dal libro dell’Apocalisse di S. Giovanni, ma anche nel senso ulteriormente fornito dall’autore, che fa riferimento alla fine delle “variazioni e divisioni, sottese al ritmo, che nell’eternità non avranno più senso”.

(tratto in buona parte da Il Circolo Artistico Ensemble e Sandro Cappelletto celebrano il centenario di Messiaen tramite le suggestioni del “Quatuor pour la fin du Temps” – Marco del Vaglio, Critica di Musica Classica, 2008)

Sandro Cappelletto
Sandro CappellettoScrittore e storico della musica, Sandro Cappelletto è nato a Venezia nella seconda metà del Novecento.
Laureato in Filosofia, ha studiato armonia e composizione con il maestro Robert Mann.
Tra le sue principali pubblicazioni, la prima biografia critica di Carlo Broschi Farinelli (“La voce perduta”, EDT, 1995), un’analisi della “Turandot” di Puccini (Gremese Editore, 1988), una biografia di Beethoven (Newton Compton, 1986), un saggio su Gaetano Guadagni (Nuova Rivista Musicale Italiana, 1993), un’inchiesta politica sugli enti lirici italiani (“Farò grande questo teatro!”, EDT 1996).
Esce nel 2006 “Mozart – La notte delle Dissonanze” (EDT), libro dedicato al misterioso Adagio introduttivo del Quartetto per archi K 465.
Per la “Storia del teatro moderno e contemporaneo” (Einaudi, 2001) ha scritto il saggio “Inventare la scena: regia e teatro d’opera”. Nel 2002, con Pietro Bria, dà alle stampe “Wagner o la musica degli affetti” (Franco Angeli), raccolta di riflessioni e interviste di Giuseppe Sinopoli, di cui nel 2006 cura, per Marsilio Editori, “Il mio Wagner – il racconto della Tetralogia”.
Autore di programmi radiofonici e televisivi per le frequenze Rai (crea nel 2001 la trasmissione di Rai-Radio Tre “La scena invisibile”), ha scritto numerosi lavori teatrali (“Quel delizioso orrore”, “Solo per archi’, “Poiché l’avida sete”, “Vostro devotissimo Wolfgang Amadé”).
I suoi testi per il teatro musicale sono nati dalla collaborazione con numerosi compositori italiani: Ambrosini, Corghi, D’Amico, Gentile, Lupone, Morricone, Pennisi, Piacentini.
Accademico dell’Accademia Filarmonica Romana, ha diretto su invito di Giuseppe Sinopoli il settore drammaturgia e didattica del Teatro dell’Opera di Roma.
Nel 2004 vince il Premio d’Arcangelo per la critica musicale indetto dal festival di Martina Franca.
Giornalista professionista, collabora al quotidiano “La Stampa”.
E’ membro della commissione artistica della Scuola di Musica di Fiesole.

Il Circolo Artistico Ensemble
Circolo-Artistico-EnsembleIl Circolo Artistico Ensemble è specializzato nel repertorio del primo Novecento, ha proposto in prima esecuzione contemporanea opere di autori Italiani attivi tra le due guerre ottenendo per questo progetto il riconoscimento di grandi interpreti: nel 2008 Aldo Ciccolini ha suonato con il C. Art. Ensemble al Teatro Mercadante di Napoli, e Bruno Canino al Teatro La Fenice di Venezia, Roberto De Simone ha affidato al gruppo la Suite “In morte della Tarantola”, eseguita in prima assoluta a Parigi e ultimamente all’Auditorium del Parco della Musica di Roma e poi in Germania, Francia e in Italia, Taranto, Catania, Roma, Macerata, Milano con enorme successo di stampa in testate come il Giornale della Musica, Amadeus, Repubblica, Rhein Neckar Zeitung, Il Mattino e il Roma.
Da qui è nato il progetto TaranTODAY – formule ritmiche di carattere ipnotico- con l’intento di commissionare nuove composizioni che abbiano come fonte ispiratrice la musica popolare del Sud Italia. Nel novembre 2011 è uscito un CD del C.Art. Ensemble registrato con la partecipazione di Aldo Ciccolini per Naxos, dove, in prima mondiale, sono pubblicati i quintetti di Mario Pilati e Achille Longo.
Forte di una consolidata esperienza cameristica, il “C. Art. Ensemble” si è esibito inoltre al fianco di Alain Meunier, Antony Pay, Rocco Filippini, Antonio Salvatore, Francesco Manara, Carlo Bruno, ha collaborato con Roberto De Simone e Sandro Cappelletto, con gli attori Renato Carpentieri e Rosaria De Cicco e con Movimento Danza e svolge una intensa attività concertistica.
L’Ensemble ha costituito nel 2007 il Centro Italiano di Musica da Camera, tra le cui attività c’è, tra l’altro, la gestione della Biblioteca Mario Pilati, dedicata al Novecento musicale italiano dove i componenti svolgono attività di ricerca.
Il C. Art. Ensemble è una formazione ad organico variabile costituita in prevalenza da musicisti napoletani vincitori di concorsi presso prestigiose istituzioni europee: Teatro San Carlo di Napoli, Conservatorio Superiore “Cortot” di Parigi, Musikhochschule di Francoforte, Accademia Chigiana di Siena.
Tre dei componenti dell’Ensemble fanno parte stabilmente dell’orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli.
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