Sabato 21 febbraio prosegue a Pagani (Sa) la rassegna dell’Orchestra Filarmonica Campana “Armonie del Tempo”

Orchestra Filarmonica CampanaRitorna la musica sinfonica nella stagione 2014-2015 “Armonie del Tempo” dell’Orchestra Filarmonica Campana con il concerto del 21 Febbraio, ore 21.15, presso la Sala Mario Ferrante del Circolo Unione di Pagani.
Il maestro Ivan Antonio salirà sul podio per riprendere l’esecuzione dell’integrale delle Sinfonie di Ludwig van Beethoven, percorso intrapreso dalla Filarmonica negli ultimi anni e che ha come obiettivo quello di raggiungere una costante attitudine alla ricerca e all’approfondimento di questo repertorio che ha contribuito ad edificare il Romanticismo musicale.
Dopo le tre sinfonie, (I, V, VII) già interpretate nelle scorse stagioni concertistiche con la direzione di Giulio Marazia, che hanno descritto con efficacia il punto di partenza e l’approdo mediano del sinfonismo di Beethoven, dai folgoranti tentativi d’esordio della Prima, con cui il compositore di Bonn cercò di eguagliare e superare i modelli di Haydn e Mozart, alla partitura forse più iconica della sua produzione (e di tutta la ‘musica classica’), la celebre Quinta, che per gli ascoltatori dell’epoca fu clamorosa e fortemente toccante, continuando a rappresentare un’esperienza intensa per tutte le generazioni a seguire, ecco ripartire il nostro progetto di ricerca con una nuova interpretazione proprio della celeberrima quinta sinfonia di Beethoven. Bisogna far uscire il pubblico dai concerti con qualche punto interrogativo, non solo con certezze.
Completano il programma del concerto la Sinfonia dal “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini e la suite n.1 op. 46 dal “Peer Gynt” di Edvard Grieg.

Il 26 dicembre 1815 Rossini firmò un contratto nel quale si impegnava a comporre per il teatro Argentina il “secondo dramma buffo” per il carnevale romano entro il febbraio 1816.
Dopo innumerevoli vicissitudini, tutte degne dell’indole picaresca del compositore, il 20 febbraio 1816 andò in scena Almaviva, o sia l’inutil precauzione fra i fischi del pubblico; ma già dalla seconda serata quello che si preannunciava come uno dei peggiori fiaschi della carriera di Rossini si trasformò nel più grande dei trionfi.
Da allora Il Barbiere di Siviglia è una delle opere più celebri, eseguite e citate al mondo (come ebbe anche a profetizzare lo stesso Beethoven durante l’incontro con Rossini).
Ed è proprio con il Barbiere che Rossini portò a compimento quella riforma del teatro buffo, dove accanto agli atavici giovani innamorati e ai vecchi tiranni appare prepotentemente il personaggio di Figaro, astuto esemplare della nascente borghesia, furbo e utilitarista ma anche inesorabilmente affascinante e “romanamente” spassoso.

Quando, dopo alcuni anni, decise di portare il Peer Gynt sulle scene teatrali, Ibsen chiese a Edvard Grieg di comporre le musiche di scena.
Dal momento che allestire i lavori più lunghi di Ibsen, come appunto Peer Gynt, è estremamente difficile e considerato il successo delle musiche di scena di Grieg, la partitura musicale cominciò a vivere indipendentemente dal dramma.
Tanto più che oltre dieci anni più tardi, dalla partitura teatrale (op. 23) Grieg decise di ricavare due suite sinfoniche di quattro episodi ciascuna (op. 46 e op. 55), che diventarono le sue composizioni più popolari.
Solo la prima delle due canzoni di Solveig fu inserita nelle suite, affidandone la melodia ai violini.

La quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in do minore op. 67, fu composta tra il 1807 e l’inizio del 1808 e fu eseguita il 22 dicembre 1808 a Vienna.
I primi abbozzi risalgono in realtà al 1804.
La Quinta, forse la più eseguita e la più universalmente conosciuta delle nove sinfonie, è considerata il paradigma del sinfonismo beethoveniano nel senso che nessuna altra opera presenta le caratteristiche, quasi le idiosincrasie del linguaggio di Beethoven con altrettanta chiarezza e concisione.
Nel primo movimento (Allegro con brio) la forma sonata ha il suo teorema: nessuna pagina aveva mai organizzato il principio del contrasto, del “patetico” schilleriano con una tale integrazione fra scansione ritmica e invenzione tematica: tutto muove da una idea di quattro note («Ecco il destino che batte alla porta» come avrebbe detto Beethoven al povero Schindler) che invadono ritmicamente tutto lo spazio disponibile cancellando ogni distinzione fra disegno e ornamento.
L’Andante con moto, senza rigidità strofica, è impostato come un tema con variazioni, interrotte per tre volte da improvvise fanfare degli ottoni.
Lo scherzo (Beethoven non usa più questo termine, ma solo Allegro) amplia la sua tradizionale funzione di pezzo di alleggerimento con il colore sinistro, in pianissimo, dei contrabbassi: questi strumenti aprono il trio intermedio, in stile fugato nel modo più volte adottato nella Sinfonia Eroica.
Per la prima volta (in una sinfonia) Beethoven collega direttamente i due ultimi movimenti: il ritmo dello scherzo (una reminiscenza del quale tornerà nel finale) si dissolve in pianissimo e in un lungo episodio di transizione (solo il timpano esprime il movimento ritmico, mentre gli archi tengono la stessa nota per 15 battute) si comprime l’energia che investe il finale (Allegro), grandiosa costruzione su concetti semplici come l’inno e la marcia.
La sonorità dei tromboni (mai usati prima da Beethoven in una sinfonia), la conclusione della pagina da Sempre più Allegro a Presto, l’insistenza sulla cadenza finale danno un carattere di apoteosi riassuntiva dell’intera sinfonia.

Il direttore
Ivan AntonioVentisettenne musicista, laureato con il massimo dei voti in Musica applicata ai contesti multimediali e in Composizione presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” di Salerno.
Ha studiato composizione con Lucia Ronchetti e Massimo Botter e direzione d’orchestra con Nicola Hansalik Samale.
Nel 2011 ha composto le musiche per Lp Via Lontano pubblicato e distribuito da VL Capital Building e le musiche per il cortometraggio Festa Mobile commissionato dalla BIT di Milano sulle tradizioni musicali sacre e profane della Campania.
Tale lavoro per elettronica e orchestra risulta pubblicato per le Edizioni Gaia.
Alcuni suoi lavori orchestrali sono puntualmente presenti nelle stagioni concertistiche dell’Orchestra Sinfonica Ensemble Contemporaneo di Pagani (Sa).
Si è esibito in recital pianistici in vari teatri quali il Diana di Nocera Inferiore (Sa), il S. Alfonso M. De Liguori e La Locandina di Pagani e il Teatro Marrucino di Chieti, proponendo programmi particolari strutturati su musiche originali di vario genere, dalla New Age al Jazz, con incursioni nella classica.
Ha collaborato artisticamente come maestro di palcoscenico alla prima esecuzione dell’opera Fichi D’India di Nicola Hansalick Samale.
Ha partecipato al corso annuale in direzione d’orchestra promosso e organizzato dall’Associazione “Corelli Chamber Orchestra” di Roma, tenuto dal Maestro Nicola Hansalick Samale.
Nel 2012 partecipa come direttore di coro all’evento “Da Venere a Bacco” organizzato dall’associazione Amici di Villa Calvanese di Castel San Giorgio (SA) per la messa in scena dell’Opera “La Traviata” di G. Verdi.
Per l’apertura della IV stagione concertistica Città di Pagani 2012/13, gli viene commissionata l’ouverture per Coro e Orchestra “Dorian Gray”.
Nel 2013 viene incaricato dall’associazione musicale Ensemble Contemporaneo a dirigere la rassegna dei concerti per le scuole, eseguendo il musical teatrale “Cenerentola” tratto dal celeberrimo cartone animato della Walt Disney, da lui riadattato e orchestrato, riscuotendo ampio successo di critica e di pubblico per la presenza di circa 2000 alunni.
Collabora assiduamente con la compagnia teatrale “I Fanciullini” per la realizzazione di Musical destinati al progetto “Teatro Scuola” del Teatro comunale Diana di Nocera Inferiore (Sa). Dal 2014 è direttore principale dell’Orchestra Filarmonica Campana e del Coro Collegium Vocale Salernitano, a capo di queste due compagini artistiche, con un progetto ampio e ambizioso, è impegnato nella diffusione della musica classica, sinfonica e lirica dal vivo.
E’ docente di pianoforte e di musica d’insieme presso l’Accademia Vesuviana del Teatro ad Ottaviano (Na).

Ufficio Stampa
Via Nazionale n. 933
Nocera Superiore (Sa)

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