Il maestro Mauro Castaldo ospite nella chiesa dell’Immacolata al Vomero della rassegna “15 concerti per organo a Napoli”

Foto Fulvio Calzolaio

Foto Fulvio Calzolaio

Fra gli eventi natalizi finanziati dal Comune di Napoli, quest’anno ha fatto capolino anche una rassegna organistica, curata dall’Associazione Culturale Atena.
In totale 15 appuntamenti, in poco più di due settimane, che hanno portato alla ribalta alcuni prestigiosi strumenti dislocati in varie chiese napoletane e una serie di musicisti di alto livello.
In tale ambito era inserito anche il concerto tenuto dal maestro Mauro Castaldo nella chiesa dell’Immacolata al Vomero, dove dal 1985 è collocato il meraviglioso organo Mascioni, op. 1072.
L’organista ha aperto la serata con l’ Antica Marcia di Turenne di Giovanni Battista Lulli (1632-1687), meglio conosciuto come Jean-Baptiste Lully, brano la cui origine si fa risalire ad un motivo trobadorico del XIII secolo, riferito a Baldassarre, uno dei tre re magi.
La successiva Toccata e Pastorale in fa maggiore metteva in evidenza Johann Pachelbel (1653 – 1706), autore tedesco che oggi è ricordato quasi esclusivamente per il suo Canone in re maggiore.
Celeberrima anche la Pastorale di Arcangelo Corelli (1653-1713), tratta dal Concerto grosso n. 8 in sol minore “per la notte di Natale”, seguita da Preludio in sol maggiore, Fuga in sol minore (dall’Oratorio “Messia”) e Allegro in sol minore di Georg Friedrich Händel (1685 – 1759).
Si è poi passati a Preludio in fa maggiore, Elevazione in sol minore e Giga in sol minore, tre brani di Domenico Zipoli (1688-1726), compositore che lasciò l’Europa all’apice della sua carriera, alla volta del Sudamerica, per prendere i voti e portare la sua esperienza nelle missioni gesuitiche.
Non riuscì nel suo scopo in quanto morì di tubercolosi a Córdoba, in Argentina, prima di poter essere ordinato sacerdote, ma i suoi lavori ebbero una capillare diffusione postuma, al punto da essere conosciuti più lì che da noi.
Era quindi la volta dell’ Andantino e Gavotta in fa maggiore di Giovanni Battista Martini (1706-1784), grande erudito, noto soprattutto per aver impartito numerose lezioni al giovane Mozart.
Una breve incursione nella musica portoghese con la Toccata in sol minore di João de Sousa Carvalho (1745-1799) ha preceduto la briosa chiusura, affidata alla Sonata in sol maggiore, unico brano per organo del catanese Vincenzo Bellini (1801-1835), di natura prettamente operistica.
Per quanto riguarda l’interprete, il maestro Mauro Castaldo ha fornito l’ennesima prova di grande bravura, abbinata al sapiente utilizzo dei registri del Mascioni (strumento che conosce come le proprie tasche, avendo ricoperto per diversi anni il ruolo di organista titolare della chiesa dell’Immacolata), frutto di un programma molto ben strutturato, costituito da pezzi piacevoli e di facile ascolto, legati a tematiche natalizie.
Ricordiamo ancora che la serata è stata introdotta da un breve excursus relativo alla storia del quartiere, da parte di una esperta guida turistica e, prima della parte dedicata all’organo, l’attore Domenico Salierno ha letto alcune pagine di argomento sacro, sottolineate dall’accompagnamento al flauto traverso di Ferdinando Pirone.
In conclusione un’iniziativa, che speriamo possa aver aiutato a recuperare un po’ di quel pubblico solitamente restio nei confronti dell’organo.
Rimangono, ad ogni modo, forti perplessità su come il comune ha deciso di concepire tale rassegna, quasi equivalesse a infornare una serie di pizze (bando chiuso il 15 dicembre, con relativa assegnazione qualche giorno dopo, obbligo di 15 concerti da proporre entro i primi di gennaio, con ulteriori paletti dai quali si evince una discreta ignoranza in materia), per cui, nella prima delle due settimane che hanno caratterizzato la manifestazione, ci siamo trovati di fronte ad un evento quasi fantasma, in quanto l’organizzazione, in un lasso di tempo ristrettissimo e prima di poter pensare alla promozione, ha dovuto reperire i musicisti.
Infine, non possiamo fare a meno di notare la situazione abbastanza paradossale che si è creata in quanto, durante tutto il 2014, la chiesa dell’Immacolata è stata sede dei “Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci, presieduta proprio dal maestro Castaldo che quindi, per una sera, si è trovato nella insolita veste di ospite in casa propria.
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