Nella basilica napoletana dello Spirito Santo il Coro Mysterium Vocis protagonista di un ottimo concerto di Natale

Coro Mysterium VocisIl periodo natalizio si contraddistingue da sempre per un’offerta di musica decisamente maggiore rispetto al resto dell’anno.
Così si arriva al termine delle feste dopo aver fatto indigestione di canti di Natale (più o meno sempre gli stessi), proposti da cori riunitisi magari solo in questa occasione, che si esibiscono davanti ad amici e parenti muniti dei più sofisticati e fastidiosi mezzi atti a riprendere l’evento.
Purtroppo la norma è questa ma, fortunatamente, non mancano le eccezioni e, a tal proposito, con un po’ di ritardo, vi parleremo del concerto del Coro Mysterium Vocis, tenutosi, a ridosso di Natale, nella splendida e gelida basilica napoletana dello Spirito Santo in pieno centro storico.
L’ensemble, diretto dal maestro Rosario Totaro e accompagnato all’organo da Pierfrancesco Borrelli, ha eseguito un repertorio legato ad un periodo vastissimo, che andava dal XII secolo ai giorni nostri.
In apertura abbiamo ascoltato Personent hodie, L’unico Figlio e Gaudete, Christus nascetur, appartenenti alla tradizione medievale, mentre il successivo Laetentur coeli era tratto dalla raccolta Sacri concentus del tedesco Hassler, vissuto fra la seconda metà del Cinquecento e gli albori del Seicento.
Era poi la volta della prima esecuzione in tempi moderni dell’Inno del SS. Natale, lavoro del romano Pietro Paolo Bencini (ca. 1670 – 1755) che precedeva Pastorale di Natale e Amen di S. Alfonso Maria de’ Liguori, ripresi da Pietrantonio Gallo (autore barocco attivo a Napoli, riscoperto proprio grazie ad un progetto portato avanti dall’Associazione che fa capo al coro), nell’elaborazione del maestro Marco Palumbo.
Si passava quindi ad una vasta panoramica sul Novecento, iniziata con l’Ave Maria del britannico Malcolm Archer, classe 1952, seguita da Carol of the bells, composta nel 1916 dall’ucraino Mykola Leontovich (1877-1921), sulla base di un antico canto profano, la cui lirica fu in seguito scritta nel 1936 dal russo-americano Peter J. Wilhousky.
Non potevano mancare un paio di evergreen, come White Christmas di Irving Berlin e il gospel Oh Happy Day di Edwin Hawkins, il cui motivo originale risaliva al XVIII secolo, mentre gli echi medievali di Sir Christèmas (da Ave Rex, op. 45) ci davano l’opportunità di conoscere William Mathias, un altro autore inglese sicuramente da approfondire.
Uno sguardo a casa nostra con tre brani del napoletano Gaetano Panariello (1961), la prima assoluta del suggestivo Videntes stellam, abbinato a Hodie Christus natus est e O Magnum Mysterium.
Sempre rimanendo in Italia, abbiamo avuto un breve ma significativo saggio della Lauda per la natività del Signore, che Ottorino Respighi concepì nel 1930, avvalendosi di un testo attribuito a Jacopone da Todi.
Finale rivolto alla parte conclusiva della Messa Pastorale del già citato Pietrantonio Gallo e al mozartiano Laudate Dominum, dal Vesperae solennes de confessore KV 339 composto dall’autore austriaco per una funzione tenutasi nella cattedrale di Salisburgo nel 1780.
Un programma molto vasto, come avevamo anticipato in precedenza, che il Coro Mysterium Vocis, ottimamente diretto dal maestro Rosario Totaro e supportato al meglio da Pierfrancesco Borrelli all’organo, ha interpretato con grande intensità e bravura, riuscendo anche a sopperire ad alcuni vuoti creatisi per un attacco influenzale che ha colpito diversi suoi componenti.
Ricordiamo, inoltre, i soprani Olga Cafiero e Sabrina Santoro (soprani) e i contralti Tiziana Fabbricatti e Marina Esposito, componenti del coro che hanno fornito un prezioso contributo in qualità di soliste, il soprano Fiorella Orazzo, in veste di voce recitante, impegnata nella parte dedicata alle letture di alcune leggende natalizie della tradizione napoletana e Guido Mandaglio al fagotto, che è intervenuto nei brani di Bencini e Mozart.
In conclusione un concerto che ha confermato il valore di una compagine, nata più di un ventennio fa, caratterizzatasi in questo lungo arco di tempo per le sue numerose ed interessanti proposte.
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