The Rascal and the Sparrow – Poulenc meets Piaf

Poulenc meets PiafIl compositore Francis Poulenc (1899-1963) e la cantautrice Édith Piaf (1915-1963), il primo scherzosamente soprannominato “il filibustiere”, la seconda “passerotto” per la sua minutezza, sono stati fra i principali protagonisti della scena artistica del Novecento francese.
Poulenc nacque in una famiglia molto agiata (il padre fu fra i fondatori di quella che diventerà la casa farmaceutica Rhône-Poulenc), mentre la Piaf, figlia di un artista di circo e di una cantante di strada, visse un’infanzia di estrema povertà, abbandonata dai genitori che la affidarono alle cure approssimative della nonna materna.
Entrambi ebbero amici in comune, a cominciare dallo scrittore e regista Jean Cocteau, per cui è presumibile immaginare che qualche volta si siano incontrati, ma mancano documenti al proposito.
E’ comunque certo che Poulenc non disdegnava la frequentazione di cabaret e music-hall, dove la Piaf iniziò la sua prestigiosa carriera, e che la stimasse, al punto da dedicarle, nel 1959, un brano dal titolo Improvvisation pour piano in do minore “En Hommage à Édith Piaf”, posto a conclusione della raccolta Quinze improvisations pour piano.
Prendendo spunto da questo indizio, seppur debole, il pianista Antonio Pompa-Baldi, foggiano trapiantato a Cleveland, ha concepito un cd intitolato “The Rascal and the Sparrow” – Poulenc meets Piaf.
Il disco, inciso dalla Steinway & Sons, diretta emanazione della omonima fabbrica di pianoforti, comprende arrangiamenti di alcuni brani per voce e pianoforte, tratti dalla produzione di Poulenc e curati da Pompa-Baldi, abbinati a elaborazioni pianistiche di Roberto Piana, relative ai motivi più famosi portati al successo dalla Piaf.
Da una parte abbiamo quindi una panoramica, che abbraccia un periodo compreso fra il 1925, anno dei Cinq poèmes de Ronsard, e il 1959, data relativa al citato “En Hommage à Édith Piaf”.
Dall’altra tutta una serie di canzoni, dall’indimenticabile Vie en rose (1945) il cui testo venne scritto dalla Piaf e musicato da Louis Guglielmi, fino a Non, je ne regrette rien (di Dumont-Vaucaire), incisa nel 1960.
Il risultato complessivo si configura come un’operazione quanto mai ricca di fascino, romanticismo e struggenti malinconie, sottolineati dal suono nitido e ricco di sfumature di Antonio Pompa-Baldi, pianista di fama internazionale, che fornisce un apporto determinante e grande credibilità ad un progetto da lui accarezzato da tempo.
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