Una leggenda napoletana della canzone ai “Concerti in Villa Floridiana”

Fausto CiglianoIl recente appuntamento con i “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione Golfo Mistico e affidata alla direzione artistica del maestro Giacomo Serra, ha ospitato il cantautore Fasto Cigliano ed il Gabriella Pascale Ensemble, formato da Gabriella Pascale (voce), Ninni Pascale (voce e chitarra), Ettore Sciarra (chitarra), Michele Signore (violino e mandoloncello), Vittorio Pepe (basso) e Pasquale De Paola (percussioni).
Gli artisti hanno dato vita al concerto-spettacolo “Silenzio Cantatore”, titolo mutuato dall’ultimo cd inciso dal gruppo, a sua volta riferito alla celeberrima canzone di Libero Bovio e Gaetano Lama.
In un auditorium gremito all’inverosimile, al punto che, per motivi di sicurezza, molti sono stati costretti a rimanere fuori, Cigliano ha riproposto, da solo o supportato da Gabriella Pascale e dal suo gruppo, una serie di motivi che lo hanno portato alla notorietà, insieme a classici, appartenenti ad un arco di tempo compreso fra il Seicento e i giorni nostri.
La carrellata ha avuto inizio con “Michelemmà”, il cui testo è ancora oggi erroneamente attribuito a Salvator Rosa, “So Stanco” di Alan Wurzburger e “I’ te vurria vasà” di Russo-Di Capua, eseguiti da Cigliano accompagnato dal Gabriella Pascale Ensemble.
Per dar modo al cantante di riposarsi un po’, era la volta di Gabriella Pascale a salire sul palcoscenico e interpretare alcuni brani celebri come “Maruzzella” e “Indifferentemente”.
Il ritorno di Cigliano coincideva con la proposizione di “Silenzio Cantatore” e “Sarrà chi sa” (motivo che nel 1959 gli valse la vittoria al Festival della Canzone Napoletana), accompagnate da chitarra e violino, mentre tutto il gruppo era in seguito impegnato in “Veleno” e “Alla Fiera di Mast’Andrea”, sorta di confronto fra tradizione recentissima e molto antica.
Di nuovo una sosta per Cigliano, che lasciava a Gabriella Pascale un altro gruppo di canzoni, con un’incursione anche nel repertorio cubano, reso celebre dal film “Buena Vista Social Club”.
Il gran finale era rivolto a “Dove sta Zazà”, di Cutolo-Cioffi, canzone degli anni ’40 diventata un cavallo di battaglia della compianta Gabriella Ferri e allo struggente “’O Piscatore”, dove la musica di De André si avvaleva del testo tradotto in napoletano da Dario Iacobelli, prematuramente scomparso lo scorso anno.
Non sono mancati i fuori programma, durante i quali il cantante ha interpretato “E se domani” in lingua napoletana (da lui presentato senza molta fortuna al Festival di Sanremo del 1964, prima di diventare un successo di Mina), alcune battute di “Ossessione ’70”, legata ai mondiali di calcio del Messico, e ha voluto poi chiudere lo spettacolo con “White Christmas” interpretato secondo lo stile dei crooner americani.

Gabriella Pascale Ensemble

Gabriella Pascale Ensemble

Nel complesso uno spettacolo di alto livello, caratterizzato da artisti validissimi e di grande esperienza, molto affiatati fra loro, che hanno contribuito ad esaltare un repertorio immortale e valorizzare al massimo un interprete che, nonostante un’età non più giovane, riesce ancora a trasmettere forti emozioni, grazie ad una bravura e ad una professionalità d’altri tempi.
Ricordiamo, infine, la preziosa presenza del giornalista e critico musicale Michelangelo Iossa, che ha condotto lo spettacolo con mano sicura, illustrando volta per volta il programma, accompagnando Cigliano dietro le quinte e stimolando il cantante nella proposizione al pubblico di alcuni episodi salienti di una lunghissima carriera che ancora prosegue.
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