Pina Cipriani festeggia 50 anni di palcoscenico alla Domus Ars con un concerto di grande intensità

Pina Cipriani alla Domus ArsLa cantante e attrice Pina Cipriani ha recentemente festeggiato i suoi 50 anni di carriera al Centro Culturale Domus Ars, contornata da amici e assidui frequentatori del Teatro Sancarluccio, da lei fondato nel 1972 insieme al marito (il compianto chansonnier Franco Nico), e suo palcoscenico prediletto per ben 40 anni.
Un periodo durante il quale il teatro (ora passato ad un’altra gestione) ha ospitato, agli albori della loro carriera, una serie infinita di personaggi dello spettacolo, in seguito divenuti celebri e, contemporaneamente, è stata la sede privilegiata di alcuni memorabili concerti della coppia Cipriani-Nico.
La serata, inserita nel cartellone di Convivio Armonico di Area Arte, ha avuto inizio con l’arrivo del primo ospite, il celebre chitarrista Raimondo Di Sandro che, nel 1972, insieme ad altri artisti, fra i quali Franco Nico, diede vita al gruppo “Bentornato Mandolino”, allo scopo di riportare in auge uno strumento che rischiava di cadere nel dimenticatoio.
Di Sandro ha eseguito, insieme a Pina Cipriani, i brani “Che t’aggia dì!” e “Mmiez ‘o ggrano”, musicati da Evemero Nardella, rispettivamente su testi di Corrado Della Gatta e Eduardo Nicolardi.
Si è quindi passati a un trittico dedicato alle liriche di Salvatore Palomba (presente in sala, intervenuto a metà spettacolo per recitare “Io me sunnavo”), con “Nonna nonna Maria Puverella”, su musica di Franco Nico e “Amaro è ‘o bbene” e “Che miracolo stammatina”, i cui motivi si devono a Sergio Bruni, interpretate da Pina Cipriani, accompagnata da un quintetto formato da Egidio Mastrominico (violino), Renata Cataldi (flauto), Giosi Cincotti (pianoforte e fisarmonica), Marco Gesualdi (chitarra) e Giacomo Pedicini (basso).
La cantante era quindi affiancata prima dal chitarrista Enzo Amato, che alla Domus Ars è di casa, con il quale ha eseguito “Uocchie c’arraggiunate” (di Alfredo Falcone Fieni e Rodolfo Falvo), e poi da un altro chitarrista, Carlo Faiello, autore di “Maddalena”.
A seguire, un’ampia pagina dedicata alle poesie del cilentano Giuseppe Liuccio e musicate da Franco Nico, che comprendeva “Nu passero p’amico”, “Me ricordo na vota”, “Evviva Garibaldi!” e “Chesta è la terra mia” (titolo di uno spettacolo che ha esordito nel 1997 e di un cd del 1998, ristampato nel 2004), dove la Cipriani era nuovamente in compagnia del sunnominato quintetto.
Ultimo ospite della serata, il pianista Piero De Asmundis, che ha suonato il motivo di “Carmela” (di Palomba-Bruni) e quindi, con Egidio Mastrominico, ha accompagnato Pina Cipriani in una rielaborazione curata da Franco Nico de “Le foglie morte” di Jacques Prévert e Joseph Kosma.
La parte conclusiva vedeva Pina Cipriani recitare un frammento di Enzo Moscato (Signora mia…) e cantare, sempre con l’ensemble formato da Egidio Mastrominico (violino), Renata Cataldi (flauto), Giosi Cincotti (pianoforte e fisarmonica), Marco Gesualdi (chitarra) e Giacomo Pedicini (basso), “L’Enemì” e “Io vulesse truvà pace”, due delle poesie di Eduardo musicate da Franco Nico.
Confrontandosi con questa panoramica, naturalmente non esaustiva, ma che ha comunque toccato alcune tappe significative di una carriera densa di successi e soddisfazioni, Pina Cipriani ha mostrato ancora una volta un’eccezionale bravura e l’immutata capacità di trasferire grandi emozioni al pubblico, grazie ad una voce unica e ad una presenza scenica di rara intensità.
Un grande plauso va, infine, a tutti gli strumentisti, che hanno accompagnata Pina Cipriani sul palcoscenico, alcuni giunti come ospiti, nei quali si evidenziava la voglia di rendere un affettuoso omaggio alla cantante e attrice napoletana, il che ha contribuito a rendere l’atmosfera della serata molto particolare e difficilmente ripetibile, come ha potuto constatare anche il numerosissimo pubblico intervenuto.
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