Martedì 9 dicembre Riccardo Muti con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini al Conservatorio San Pietro a Majella

Muti e Orchestra CherubiniMartedì 9 dicembre il Maestro Riccardo Muti tornerà a Napoli, alla guida dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, in un concerto che si annuncia memorabile e che si terrà nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella.
Il Maestro Muti sarà a Napoli in occasione della chiusura del Forum Universale delle Culture di Napoli e a conclusione delle celebrazioni dedicate dal Conservatorio al compositore Niccolò Jommelli, ed eseguirà la Sinfonia n. 4 in do minore D 417 “la Tragica” di Franz Schubert.
Il Maestro terrà una prova generale aperta al pubblico, alle ore 17.00, prima del concerto serale previsto per le ore 20.00.

L’evento potrà essere seguito, nei due orari sopra indicati, anche su maxischermo nella chiesa di San Pietro a Majella e nella Chiesa di San Domenico Maggiore.

Riccardo Muti dopo i suoi studi a Napoli e a Milano, inizia la sua prestigiosa carriera di Direttore d’orchestra al Maggio Musicale Fiorentino alla fine degli anni Sessanta, per poi passare alla guida delle più prestigiose orchestre del mondo, dalla Philharmonia Orchestra di Londra alla Philadelphia Orchestra, dai Berliner Philharmoniker alla Bayerischen Rundfunk, dalla New York Philharmonic all’Orchestre National de France alla Philharmonia di Londra ai Wiener Philharmoniker.
Dal 1986 al 2005 è stato direttore musicale del Teatro alla Scala e dal settembre 2010 è Music Director della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra.
Innumerevoli riconoscimenti conseguiti nel corso della sua carriera: Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e la Grande Medaglia d’oro della Città di Milano; la Verdienstkreuz della Repubblica Federale Tedesca; la Legion d’Onore in Francia e il titolo di Cavaliere dell’Impero Britannico conferitogli dalla Regina Elisabetta II.
Il Mozarteum di Salisburgo gli ha assegnato la Medaglia d’argento per l’impegno sul versante mozartiano; è Membro Onorario della Wiener Hofmusikkapelle e della Wiener Staatsoper; lo stato d’Israele lo ha onorato con il premio “Wolf” per le arti. Ultimo, in termini cronologici, il premio “San Pietro a Majella” per la diffusione a livello planetario del patrimonio culturale della scuola musicale napoletana. Università italiane e straniere gli hanno conferito la Laurea Honoris Causa.

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Fondata nel 2004 da Riccardo Muti, è formata da giovani strumentisti italiani che, selezionati da una commissione formata dalle prime parti delle più prestigiose orchestre europee, sotto la guida del Maestro, hanno la possibilità di mettere a frutto la preparazione accademica allo scopo di raggiungere un altissimo livello professionale per poter poi trovare, dopo il limite di tre anni di permanenza nella Cherubini, una collocazione nelle migliori orchestre del mondo.
In questi 10 anni di vita l’Orchestra giovanile, lavorando su un repertorio che attraversa quattro secoli di storia della musica, ha tenuto concerti da protagonista attraverso tournée in Europa e nei teatri di tutto il mondo, affiancando all’intensa attività con il suo fondatore collaborazioni con artisti da Claudio Abbado a Rudolf Barshai, da Dennis Russel Davies, a Kevin Farrell, Patrick Fournillier, Herbie Hancock, Leonidas Kavakos, Lang Lang, Ute Lemper, Alexander Lonquich, Kurt Masur, Kent Nagano, Krzysztof Penderecki, Donato Renzetti, Vadim Repin, Giovanni Sollima, Yuri Temirkanov, Alexander Toradze, Pinchas Zukerman.

La Sinfonia n. 4 in do minore (D 417) fu intitolata da Schubert stesso, in un momento di ripensamento successivo alla composizione della partitura, la “Tragica”.
Nonostante questo appellativo, gli stati d’animo dominanti nella sinfonia sono quelli del pathos e dell’agitazione piuttosto che della tragicità.
Articolata in quattro movimenti -Adagio molto (do minore) con Allegro vivace (do minore), Andante (la bemolle maggiore), Menuetto: Allegro vivace (mi bemolle maggiore) con Trio (mi bemolle maggiore) e Allegro (do minore)-, la sinfonia prevede un organico corposo con archi, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani.
Terminata il 27 aprile del 1816 ma eseguita dopo la morte dell’autore (probabilmente il 19 Novembre 1849), fu pubblicata solo nel 1884.
È quella che più di ogni altra composizione di Schubert sente l’influenza del modello beethoveniano schiudendo nuove prospettive alle possibilità che Schubert possa essere considerato un compositore sinfonico.

Prof. Giulia Veneziano
Responsabile dell’Ufficio Stampa Conservatorio di Musica San Pietro a Majella
giuliaveneziano@gmail.com

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