Con la Zefiro Baroque Orchestra sulla barca di re Giorgio I

Händel e re Giorgio I in gita sul Tamigi (dipinto di Jean-Édouard Hamman)

Händel e re Giorgio I in gita sul Tamigi (dipinto di Jean-Édouard Hamman)

Il primo appuntamento con il ciclo “Una balconata per la musica di corte”, organizzato nell’ambito della stagione in abbonamento dell’Associazione Alessandro Scarlatti, in collaborazione con la Soprintendenza di Palazzo Reale, ha ospitato la Zefiro Baroque Orchestra, diretta da Alfredo Bernardini.
In programma la “Musica sull’acqua” di Georg Friedrich Händel (1685 – 1759), nome sotto il quale sono comprese tre suite, rispettivamente in fa maggiore HWV 348, in re maggiore HWV 349 e in sol maggiore/minore HWV 350, e l’ Ouverture in do maggiore “Hamburger Ebb` und Flut” Wasser (Alta e bassa marea ad Amburgo) TWV55:C3 di Georg Philipp Telemann (1681 – 1767).
Nel primo caso i brani furono concepiti nel 1717 per accompagnare una passeggiata serale di re Giorgio I d’Inghilterra sul Tamigi, dalla residenza reale di Whitehall a Chelsea.
Le cronache dell’epoca narrano che il sovrano e alcuni nobili si spostarono su una elegante chiatta, allietati dalla musica che proveniva da una seconda imbarcazione, affiancata a quella reale, occupata da un’orchestra di una cinquantina di elementi.
La cosa fu così gradita, che le suite vennero ripetute altre tre volte, per cui alla fine gli strumentisti erano praticamente esausti.
Dal punto di vista musicale, i pezzi erano costituiti da una successione di danze, tipico della suite, dove trovavano spazio motivi di provenienza francese ed inglese.
Riguardo all’Ouverture di Telemann, l’acqua era invece al centro dell’intera composizione, in quanto non solo il brano venne scritto nel 1723, per i cento anni della Fondazione dell’Ammiragliato di Amburgo, ma i diversi movimenti descrivevano ninfe e divinità marine, il variare della marea, ed infine un gruppo di marinai piuttosto brilli.
Uno sguardo, ora, alla Zefiro Baroque Orchestra, ottimamente diretta da Alfredo Bernardini, apparsa quanto mai adatta alla suggestiva serata svoltasi nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale.
Ensemble compatto e molto affiatato, è riuscito a ricreare in pieno le atmosfere legate ai diversi brani (senza nemmeno la necessità di allagare il palcoscenico, come nella scorsa stagione è avvenuto in più di un’occasione nell’adiacente Teatro di San Carlo) ed ha confermato di essere una compagine di livello internazionale.
Pubblico numeroso, richiamato sia dal luogo che dalle musiche, in parte molto note, che ha apprezzato moltissimo la Zefiro Baroque Orchestra ed è stato omaggiato con due bis costituiti da La Réjouissance (dall’altra celebre suite di Händel intitolata “Musica per i reali fuochi d’artificio” HWV 351) e dalla riproposizione della danza finale (canarie), dell’ouverture di Telemann, quella che identificava un gruppo di marinai ubriachi.
In conclusione un concerto bello e piacevole, che ha inaugurato nel migliore dei modi “Una balconata per la musica di corte”, ciclo inserito nella stagione della Associazione Alessandro Scarlatti, che ci farà compagnia fino a gennaio del prossimo anno.

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