Gian Francesco Malipiero: Brani orchestrali

Malipiero - brani orchestraliLa “generazione dell’Ottanta” comprende alcuni musicisti italiani, nati intorno al 1880, contraddistinti da stili talora molto diversi, che si misero in evidenza a partire dagli albori del Novecento, tra i quali ricordiamo Alfano, Casella, Malipiero, Pizzetti e Respighi.
Tranne Respighi, la cui popolarità non è mai declinata, gli altri furono penalizzati e volutamente ignorati dalla critica del dopoguerra, fortemente di parte, per la loro reale o presunta adesione al regime fascista.
Ancora oggi, a distanza di quasi un secolo dall’inizio del “Ventennio”, e con molti pregiudizi miseramente crollati, la sorte di questi compositori non è per niente mutata, almeno per quanto riguarda la loro presenza nei cartelloni delle stagioni sinfoniche sparse per la penisola.
Alla miopia ed all’ignoranza di gran parte delle sovrintendenze nostrane si è fortunatamente contrapposto, da un paio di decenni, il settore discografico, un po’ perché costituito da persone la cui cultura musicale è incommensurabilmente superiore a quella di chi dirige Enti e Fondazioni, un po’ per la necessità di offrire al pubblico degli appassionati allettanti novità, vincendo in tal modo una concorrenza sempre più spietata, in un settore che rimane sostanzialmente di nicchia.
Così, prima alcune etichette straniere, che godono di una distribuzione capillare in tutto il mondo, ed in seguito anche qualche etichetta italiana, sono riuscite a colmare il vuoto che si era creato intorno a questi autori, grazie a numerose e pregevolissime incisioni.
Un interessante esempio al proposito viene da un cd della Stradivarius (distribuita da Milano Dischi) rivolto ad alcuni brani del veneziano Gian Francesco Malipiero (1882-1973).
L’apertura è dedicata al Secondo concerto per violino ed orchestra, risalente al 1963, qui in prima registrazione mondiale, indicativo della parte finale della produzione del compositore.
Pur risultando abbastanza anacronistico per quel periodo, il brano mantiene però ancora oggi una validità che molte opere coeve di altri autori non hanno.
Il successivo “Rispetti e Strambotti” costituisce la versione per orchestra d’archi del giovanile “Primo quartetto per archi”, con il quale Malipiero si aggiudicò il premio Coolidge nel 1920,
Al proposito lasciamo all’autore in persona, personalità eclettica che, fra l’altro, curò le edizioni critiche delle opere di Monteverdi, il compito di spiegare la sua composizione “… il titolo Rispetti e Strambotti ha dato luogo a false interpretazioni. Difatti chiunque apra un dizionario troverà definiti i rispetti come una «sorta d’ottava di carattere popolare composta dei primi quattro versi rimati alternativamente e i secondi quattro a rima baciata», e gli strambotti come una «poesia contadinesca, da innamorati». Ma se queste definizioni precise sono applicabili ai componimenti poetici di questo genere, non si possono prendere così alla lettera, per un’opera musicale. Al di sopra della rima baciata o che si alterna, sta il carattere dell’antica poesia italiana, ed è in questo che il musicista ha creduto di ravvisare qualche analogia col suo quartetto”
Terzo brano in programma, il Concerto per flauto e orchestra (anch’esso in “prima” mondiale), completato nel 1968, che rappresenta uno degli ultimi brani composti da Malipiero ed è costituito da quattro brevi movimenti, l’ultimo dei quali prevede un serrato dialogo fra lo strumento solista ed una serie di percussioni.
La chiusura è invece affidata alla Sinfonia n. 6 “Degli Archi”, pubblicata nel 1948 e contraddistinta da un organico e da una struttura simile al concerto grosso barocco, il cui finale, che non lascia adito ad alcuna speranza, descrive molto bene un periodo travagliato e ricco di incognite, come quello legato all’immediato dopoguerra.
Per quanto riguarda gli interpreti, ottima risulta la prova dei due solisti, Francesco Parrino al violino e Stefano Parrino al flauto, che evidenziano molto bene le sonorità legate ad una musica di grande fascino e di complessa esecuzione.
Di elevato livello anche l’Orchestra della Provincia di Catanzaro “La Grecìa”, diretta da Francesco Di Mauro, che si dimostra compagine di tutto rispetto, ben affiatata e in perfetta sintonia con i sunnominati solisti.
Va ancora ricordato l’interessante ed esaustivo libretto di accompagnamento, dove trovano posto alcune significative immagini legate alla vita dell’autore ed è anche spiegato l’arcano della curiosa immagine di copertina.
In conclusione un cd che evidenzia il valore di un musicista come Gian Francesco Malipiero, che va considerato fra i massimi compositori della musica del Novecento, non solo italiana, ma mondiale.

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