Domenica 27 giugno la serie “Euterpe” dell’Amiata Piano Festival chiude con il Trio di Parma

Locandina Amiata Piano FestivalSarà un ensemble blasonato come il Trio di Parma a chiudere in bellezza domani, domenica 27 luglio, la serie Euterpe di Amiata Piano Festival.
Il pianista Alberto Miodini, il violinista Ivan Rabaglia e il violoncellista Enrico Bronzi sono di casa in Toscana, dato che si sono perfezionati con il leggendario Trio di Trieste alla Scuola di musica di Fiesole e all’Accademia Chigiana di Siena.
Ma in realtà la loro casa sono i palcoscenici più prestigiosi del mondo: dalla Carnegie Hall di New York alla Filarmonica di San Pietroburgo.
Domani sera proporranno due capolavori del repertorio cameristico: il Trio n. 1 op. 8 di Brahms e il Trio in la minore di Ravel.
Il loro concerto sarà anche un modo per rendere omaggio a Claudio Abbado.
La decima edizione di Amiata Piano Festival è dedicata infatti al sommo direttore d’orchestra e senatore a vita che ci ha lasciati lo scorso gennaio.
Ecco come lo ricorda il violoncellista del Trio di Parma Enrico Bronzi, che ha lavorato a lungo con il Maestro in seno all’Orchestra Mozart: “Il gesto di Claudio Abbado è sempre stato, per me, diretta emanazione della sua immaginazione. Bellissimo e immateriale, era evocativo e allusivo. Non prescriveva, ma invitava. Nonostante questo, non ho mai sentito così chiaramente come sotto la sua direzione, un impulso così potente ad aderire ad un’idea musicale altrui. La sua idea diventava la tua, la partecipazione doveva essere totale. E per ottenere questo, paradossalmente, ti ascoltava. Quasi a suggerire cos’era meglio per te in quel preciso momento, e non cosa fosse giusto in termini assoluti. Così capitava che, invece di dirigere un Concerto Brandeburghese, venisse a sedersi vicino a te, solo per darti qualche idea e decidesse di non dirigere affatto, perché lo giudicava non necessario. Se l’arte è perennemente sospesa tra immaginazione e artigianato, era soprattutto della prima che si occupava. Per questo aveva bisogno dei suoi strumentisti, di persone di cui si fidava e a cui demandava quasi integralmente le preoccupazioni puramente tecniche, per occuparsi senza mediazioni di aspetti che trascendessero tutto ciò. Un giorno si arrabbiò con me perché, volontariamente, mi ostinavo a chiamarlo “Maestro”, invece di “Claudio”, come pretendeva facessero tutti. Quello che non capiva era che si trattava di un’esigenza mia, non certo di ossequio nei suoi riguardi. Di Franco, Luigi e Mario ne conoscevo tanti. Di Claudio così ce ne sono stati ben pochi e certamente avrei fatto lo stesso se avessi avuto l’occasione di incontrare un giorno Debussy o Monteverdi”.

Il concerto avrà luogo nella Sala Musica Collemassari del Podere San Giuseppe a Poggi del Sasso (Cinigiano, Grosseto), con inizio alle ore 19.00.
Durante l’intervallo agli ascoltatori verrà offerta una degustazione dei pregiati vini prodotti dalla Cantina ColleMassari
.

Amiata Piano Festival è sostenuto dalla Fondazione Bertarelli.

I biglietti sono esauriti, ma è stata predisposta una lista d’attesa:
infotel. 339-4420336

_________________________________________________________

Trio di Parma

Trio di ParmaIl Trio di Parma si è costituito nel 1990 nella classe di musica da camera di Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio di Parma e si è perfezionato con il Trio di Trieste alla Scuola di Musica di Fiesole e all’Accademia Chigiana di Siena.
Nel 2000 è stato scelto per partecipare all’Isaac Stern Chamber Music Workshop alla Carnegie Hall di New York.
Si è affermato ai Premi internazionali “Vittorio Gui” di Firenze, Concorso di Musica da Camera di Melbourne, ARD di Monaco, Concorso di Musica da Camera di Lione.
Inoltre nel 1994 l’Associazione Nazionale della Critica Musicale gli ha assegnato il “Premio Abbiati” quale miglior complesso cameristico.
E’ stato invitato dalle più importanti istituzioni musicali in Italia e all’estero (tra cui Accademia di S. Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano, Filarmonica di Berlino, Carnegie Hall di New York, Wigmore Hall di Londra, Konzerthaus di Vienna, Filarmonica di S. Pietroburgo).
Ha collaborato con importanti musicisti quali Vladimir Delman, Anton Nanut, Bruno Giuranna, Alessandro Carbonare; ha effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per la Rai e per numerose emittenti estere (come Bayerischer Rundfunk, Ndr, Bbc Londra, Abc-Classic Australia).
Ha inoltre inciso le opere integrali di Brahms per l’Unicef, di Beethoven e Ravel per la rivista Amadeus, Shostakovich per Stradivarius (miglior disco dell’anno 2008 dalla rivista Classic Voice) ed infine Pizzetti, Liszt, Schumann e Dvořák per Concerto.
Oltre a un impegno didattico regolare nei Conservatori di Novara, Gallarate e al Mozarteum di Salisburgo, tiene corsi alla International Chamber Music Academy di Duino e alla Scuola di Musica di Fiesole.
Ivan Rabaglia suona un Giovanni Battista Guadagnini costruito a Piacenza nel 1744 ed Enrico Bronzi un Vincenzo Panormo costruito a Londra nel 1775.

Questa voce è stata pubblicata in Prima del concerto e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.