Gesualdo da Venosa: Tenebrae Responsoria

Gesualdo - Tenebrae ResponsoriaQuando si affronta la figura del principe e grande compositore Carlo Gesualdo da Venosa (1566-1613), è inevitabile che le vicende legate alla sua vita privata (l’uccisione della prima moglie Maria d’Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa con la complicità di persone fidate, lo spostamento alla corte di Ferrara a seguito delle nozze con Isabella d’Este ed il ritorno al castello avito di Gesualdo, dove trascorse l’ultimo periodo della sua esistenza in quasi totale isolamento), finiscano per prendere il sopravvento sul lato riguardante l’attività artistica.
Inoltre, c’è da dire che l’intera produzione gesualdiana, a distanza di circa quattro secoli, risulta abbastanza ostica, per chi la esegue come per chi l’ascolta e, di conseguenza, l’autore non è certamente in cima alle preferenze degli appassionati di musica classica (o presunti tali).
Gesualdo scrisse sia musica profana, racchiusa in sei Libri di madrigali a cinque voci, sia musica religiosa, costituita dalle due raccolte di Sacre Cantiones (la prima formata da brani a cinque voci e la seconda da brani a sei e sette voci) e dai Tenebrae Responsoria a sei voci.
Questi ultimi, concepiti per le suggestive funzioni religiose, che avevano luogo nelle sere di Giovedì, Venerdì e Sabato della Settimana Santa, comprendono ventisette mottetti, divisi in tre gruppi da nove, completati da un cantico (Benedictus) ed un salmo (Christus factus est), a chiusura del primo giorno.
Pubblicati nel 1611 da Giovanni Giacomo Carlino, la cui tipografia era situata in un’ala del castello del principe, i Tenebrae Responsoria furono riportati alla luce soltanto verso la fine degli anni ’50 del Novecento, grazie agli studi intrapresi dal tedesco Wilhelm Weismann e dall’inglese Glenn Watkins, che ne curarono la prima edizione in tempi moderni.
Da quel momento la raccolta ha attirato l’attenzione di diversi gruppi specializzati nell’esecuzione di musica antica e, buon ultimo, è giunto l’Ensemble Arte Musica, fondato e diretto da Francesco Cera, al quale la Brilliant Classics (distribuita in Italia dalla Ducale Music) ha affidato una particolare versione del capolavoro gesualdiano.
Il maestro Cera ha infatti utilizzato solo undici mottetti (quattro relativi al Giovedì Santo, quattro al Venerdì Santo e tre al Sabato Santo), alternandoli ai versetti del Vangelo di San Matteo rivolti alle ultime ore di Cristo, eseguiti a turno da uno dei solisti con l’intonazione tipica dei canti gregoriani.
Il risultato complessivo si configura come una vera e propria Passione ante-litteram, concepita sulla falsariga di quelle bachiane, dove emerge un sestetto di voci splendide, affiatate e ricche delle sfumature indispensabili per eseguire i brani di Gesualdo, formato da Damiana Pinti e Lucia Napoli (voci di soprano), Andres Montilla (alto), Luca Dordolo (tenore), Mauro Borgioni (baritono) e Salvo Vitale (basso).
Inoltre, ogni singolo componente ha la possibilità di mostrare la propria bravura in quanto chiamato a dare vita, negli interventi sottolineati dal canto gregoriano, ai diversi personaggi presenti nel racconto della Passione (dall’Evangelista alla moglie di Pilato, passando per Gesù, Pietro, il Sommo Sacerdote, Pilato, Giuda, il Centurione e le serve del Sommo Sacerdote).
Va infine aggiunto che le voci dei controtenori sono sostituite da quelle di due soprani e, anche in questo caso, siamo probabilmente di fronte ad una novità assoluta.
In conclusione un cd pregevolissimo, sia dal punto di vista musicale, sia per la concezione alla base dell’intera incisione, accompagnato da un unico rammarico, consistente nella distribuzione del disco avvenuta dopo Pasqua, il che va considerato sicuramente un danno di natura commerciale, pur se, come per le passioni bachiane, la fruizione dei Responsoria di Gesualdo, dato il loro fascino, non può essere limitata ad un brevissimo periodo dell’anno.

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