Roberta Schmid propone un ampio repertorio compreso fra l’Ottocento e i giorni nostri

Roberta Schmid 2Nella Basilica di Santa Chiara, sede di un Organo Mascioni del 1962, si è tenuto il terzo e penultimo appuntamento del ciclo “Organi Storici della Campania”, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti.
Protagonista della serata Roberta Schmid, organista titolare presso la chiesa vomerese di Santa Maria della Rotonda, che ha proposto brani appartenenti all’Ottocento, con qualche incursione relativa al Novecento e ai giorni nostri, come la Toccata del britannico Paul Ayres (1970), dalla Suite for Eric.
A seguire il corale “Herzlich tut mich verlangen”, dagli Elf Choralvorspiele op. 122, ultimo lavoro in assoluto di Johannes Brahms (1833-1897), completato nel 1896, e un’altra Toccata, tratta dalla produzione del russo Georgi Mushel (1909-1989), alunno di Mjaskovskij e Gnessin al conservatorio di Mosca.
Era poi la volta di una trascrizione de “Il vecchio castello”, da “Quadri di un’esposizione” di Modest Musorgskij (1839-1881), curata dal celebre organista francese Jean Guillou (1934).
Abbiamo quindi ascoltato il Corale in si minore n. 2, appartenente ai Trois chorals pour grand orgue di César Franck (1822-1890), autore belga di nascita, che fornì un fondamentale apporto alla scuola organistica transalpina.
La successiva Passacaglia metteva in evidenza Josef Gabriel Rheinberger (1839 – 1901), nato in Liechtenstein ma trapiantato in Germania, noto soprattutto per la sua vasta produzione organistica contraddistinta dalla perfetta fusione fra spirito romantico e severo stile contrappuntistico.
Con Exite Fideles, arrangiamento in chiave jazz di Adeste Fideles, siamo tornati nella produzione di Ayres, prima di giungere al gran finale, rivolto alla celeberrima Toccata, posta a chiusura della Sinfonia n. 5 in fa minore, op. 42 del francese Charles-Marie Widor (1844-1937), fra i massimi rappresentanti della scuola francese di tutti i tempi.
Per quanto riguarda l’interprete, Roberta Schmid ha eseguito molto bene i brani proposti, ponendo all’attenzione del numeroso pubblico anche autori e pezzi di raro e rarissimo ascolto, a sottolineare la vastità e la continua evoluzione del repertorio organistico.
Prossimo ed ultimo appuntamento del ciclo “Organi Storici della Campania”, domenica 29 giugno, con il concerto di Maurizio Rea, che chiuderà sia la rassegna, sia l’intensa stagione musicale organizzata dalla Associazione Alessandro Scarlatti.

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