I “Concerti in Villa Floridiana” chiudono in grande stile con un duo di elevata esperienza

Duo Minella-BrunettoL’ultimo appuntamento dei “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione musicale Golfo Mistico in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della città di Napoli, ha ospitato il duo costituito da Silvano Minella al violino e Flavia Brunetto al pianoforte.
Primo brano in programma la Sonata in si bemolle maggiore KV 454, composta nel 1784 da Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) in occasione dell’esordio viennese della mantovana Regina Strinasacchi, una delle violiniste più talentuose del Settecento.
La “prima” ebbe luogo alla presenza dell’imperatore Giuseppe II, con lo stesso Mozart al pianoforte che arrivò al concerto, secondo quanto narrano le cronache, con la partitura ancora incompleta, episodio che troverebbe conferma visionando il manoscritto originale oggi conservato a Stoccolma.
E’ stata poi la volta della Sonata in sol minore, op. postuma 137 n. 3 D. 408 di Franz Schubert (1797-1828), ultima di un trittico risalente al 1816.
Non si sa ancora bene perché l’autore scrisse questi brani, ma l’ipotesi più verosimile è che, un’immediata pubblicazione, avrebbe con molta probabilità contribuito a diffondere il nome di Schubert fra i molti dilettanti presenti a Vienna.
Le cose andarono diversamente, e non solo le tre sonate vennero date alle stampe dall’editore Diabelli nel 1836 (quindi ben otto anni dopo la morte del musicista) ma, per invogliare gli acquirenti, furono ribattezzate “Sonatine”, appellativo con il quale sono tuttora note.
Il successivo Epithalam zu Eduard Reményis Vermählungsfeier S 129 di Franz Liszt (1811-1886) rappresentava un brano breve e molto particolare in quanto creato dall’autore ungherese nel 1872, come regalo di nozze per il connazionale Ede Reményi, uno dei più grandi violinisti dell’Ottocento, da lui ospitato a Weimar diversi anni prima.
La chiusura è stata invece rivolta alla Sonata in sol maggiore, op. 13 del norvegese Edvard Grieg (1843-1907), composta nel 1867 e dedicata al violinista e compositore Johan Svendsen
Seconda delle tre sonate per violino e pianoforte di Grieg, rispetto alla precedente n. 1 in fa maggiore op. 8 (1865), di carattere schumanniano, presenta un netto cambiamento verso temi ed atmosfere che non furono ben accolte dal suo maestro, lo svedese Niels Gade, in quanto considerate “troppo norvegesi”.
Uno sguardo ora ai due interpreti, che costituiscono un duo molto ben rodato, caratteristica evidenziata lungo l’intero concerto, caratterizzato spesso da sonorità particolari alle quali contribuivano in pari misura i due strumenti.
A ciò va aggiunta la scelta di pezzi che non si ascoltano mai, come quello di Liszt, o molto raramente, quali la Sonata di Grieg, il che ha contribuito a rendere il concerto ancora più interessante.
Spettatori attenti e partecipi, che hanno chiesto ed ottenuto un piacevole bis, consistente nella Canción, dalle Siete Canciones popolares Españolas di Manuel de Falla, con la quale si è chiuso l’ultimo concerto di una rassegna, giunta alla III edizione e confortata dalla costante presenza di un numeroso pubblico, che anche quest’anno ha regalato buona musica e ottimi interpreti.

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