Ai “Concerti di Primavera” il giovanissimo talento di Martina Tranzillo

Foto Max Cerrito

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Il penultimo appuntamento dell’edizione 2014 dei “Concerti di Primavera”, rassegna promossa dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli ed affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti, ha ospitato Martina Tranzillo, violoncellista salernitana nata nel 2002 e allieva di Ilie Ionescu, accompagnata al pianoforte dal maestro Luca Mennella.
Il programma, rivolto ad autori noti e meno famosi, che hanno fornito il loro fondamentale apporto alla letteratura violoncellistica, si è aperto con la Sonata in mi minore, op. 38 n. 1 del tedesco Bernhard Romberg (1767-1841).
A seguire la celeberrima Suite n. 1 in sol maggiore BWV 1007, con la quale si apriva la raccolta di Sei suite per violoncello solo di Johann Sebastian Bach (1685-1750), che fu portata a conoscenza del grande pubblico agli albori del Novecento da Pablo Casals e, da allora, è divenuta una tappa obbligata per ogni musicista che si rispetti.
Dopo un breve intervallo, indispensabile per smaltire le fatiche bachiane, il concerto è ricominciato con lo Studio n. 6 in sol maggiore del parigino Jean-Louis Duport (1749-1819), dai 21 studi posti alla fine del suo ampio trattato Essai sur le doigté du violoncelle, et sur la conduite de l’archet (1809).
A proposito dell’autore transalpino, va ricordato che suonava uno Stradivari del 1711, chiamato poi in suo onore “Il Duport”, attualmente di proprietà degli eredi del grande Mstislav Rostropovich.
Ultimi due brani proposti, la trascrizione per violoncello e pianoforte dell’allegro moderato, movimento iniziale del Concerto n. 9 in si bemolle maggiore di Luigi Boccherini (1743-1805) e la Polonaise da concerto del ceco David Popper (1843-1913).
Uno sguardo, ora, su Martina Tranzillo, che avevamo già ascoltato in diverse occasioni, a cominciare da un saggio finale di una masterclass tenuta da Ilie Ionescu (probabilmente l’esordio ufficiale in pubblico), durante il quale aveva eseguito un brano breve ma piuttosto difficoltoso.
A proposito di quel concerto ricordiamo che fu presentata dal suo maestro come “La formica atomica”, per la sua grande energia ed anche per il fatto di dover portarsi dietro, quasi trascinare, un violoncello molto più grosso di lei, non essendo riuscita a reperire in Italia, ad un prezzo accettabile, uno strumento adatto alla sua statura.
Da allora sono trascorsi circa due anni e la Tranzillo ha continuato a crescere, non solo in statura (per cui il problema dovrebbe essere in via di risoluzione), ma anche musicalmente, al punto da poter sostenere un intero recital, con esiti decisamente notevoli.
Non c’è dubbio che ci troviamo di fronte ad un talento da salvaguardare (e da questo punto di vista ci sembra che il maestro Ionescu stia facendo un ottimo lavoro) e da seguire con molta attenzione.
Una nota di merito va anche a Luca Mennella, che ha accompagnato la violoncellista nei brani di Romberg, Boccherini e Popper, fornendo la sua preziosa esperienza.
Pubblico numeroso, che ha costantemente incoraggiato con applausi lunghi e scroscianti la protagonista ed alla fine è stato omaggiato con un bis, consistente nell’Impromptu dell’armeno Alexander Arutiunian (1820-2012), caratterizzato da un elevato virtuosismo, ottima chiusura di una serata di grande interesse.

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