“I Concerti dell’Accademia” propongono un suggestivo tuffo nel Rinascimento

I Concerti dell'Accademia-30 marzoL’Ensemble Barocco “Accademia Reale”, formato da Giovanni Borrelli (violino barocco), Carmine Matino (viola da braccio), Wally Pituello (violoncello barocco) e Tina Soldi (clavicembalo), insieme ai ballerini di danze barocche Leontina Alvano, Paola Cassella, Giulio D’Amore e Lucio Martino, sono stati i protagonisti di un particolare appuntamento tenutosi nell’ambito de “I Concerti dell’Accademia”, rassegna che si svolge nella chiesa napoletana di San Gennaro all’Olmo.
Al centro della mattinata un’interessante panoramica dedicata al Rinascimento e agli albori dell’epoca barocca, iniziata con la Pavane de Spaigne di Pierre-Francisque Caroubel (1556-c.1611), violinista nato a Cremona ma francese d’adozione, noto soprattutto come creatore di musiche per i balletti di corte, che collaborò anche con Michael Praetorius.
La successiva Sonata III apparteneva a Giovanni Battista Fontana (1571-1630), nato a Brescia e morto a Padova di peste, che fu un virtuoso del violino e per tale strumento scrisse anche una serie di Sonate, pubblicate postume a Venezia nel 1641.
Suo allievo fu Biagio Marini (1594-1663), del quale abbiamo ascoltato Sonata per violino per sonar con due corde Op. VIII (Venezia 1626), che evidenziava le innovazioni e le stravaganze apportate dall’autore in ambito strumentale.
Decisamente più famoso dei musicisti finora citati Arcangelo Corelli (1653-1713), ancora oggi riconosciuto fra i maggiori autori del periodo barocco, in particolare per i suoi Concerti Grossi e le raccolte di sonate da chiesa e da camera, queste ultime affidate ad un organico costituito da due violini e basso continuo, come la n. 10, tratta dall’op. V, proposta durante il concerto.
Era poi la volta del parigino Jacques-Martin Hotteterre (1674-1763), figura eclettica di compositore, flautista, oboista, fagottista, docente e costruttore di strumenti a fiato, autore della Deuxieme Suite da Premier livre de pièces pour la flûte traversière et autres instruments avec la basse, op. II (1715)
Non poteva mancare un omaggio a Antonio Vivaldi (1678-1741), consistente nella Sonata I per violino e basso continuo (dalla raccolta di Dodici sonate a violino e basso per il cembalo op. II, pubblicata a Venezia nel 1709), mentre la chiusura era affidata a la Marche pour la cérémonie des Turcs, dalla Comédie-ballet Le Bourgeois Gentilhomme, che segnò nel 1670 l’inizio della collaborazione fra il grande commediografo Moliére e l’italiano, naturalizzato francese, Jean-Baptiste Lully (1632-1687).
Riguardo agli interpreti, l’Ensemble Barocco “Accademia Reale” ha evidenziato un notevole affiatamento fra i quattro componenti, con i violinisti Giovanni Borrelli e Carmine Matino, dotati di un suono molto nitido, che hanno affrontato con grande sicurezza numerosi passaggi di alto virtuosismo, ben sostenuti da Wally Pituello al violoncello e Tina Soldi al clavicembalo.
Molto bravi anche i quattro ballerini, Leontina Alvano, Paola Cassella, Giulio D’Amore e Lucio Martino, che con i loro abiti d’epoca e le particolari figure coreografiche, ci hanno riportato indietro nel tempo.
In conclusione una mattinata di forti suggestioni che, grazie a un indovinato connubio fra musica e danza, ha trasformando per un’oretta la chiesa di San Gennaro all’Olmo in una corte rinascimentale.

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