Domenica 6 aprile “I Solisti dell’Accademia di Napoli” eseguono Haydn a Castellammare di Stabia (Na) nell’ambito della I edizione di “Pasqua in Città”

Locandina  SOLISTI ACCADEMIADomenica 6 aprile 2014, alle ore 19.30, nella Chiesa di S. Antonio di Padova a Castellammare di Stabia (Na), nell’ambito della I edizione della rassegna “Pasqua in Città 2014” (direttore artistico Antonello Siano), organizzata dall’A.Gi.Mus. – Napoli con il patrocinio del Ministero dei Beni e e delle Attività culturali e del Turismo, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Castellammare di Stabia, concerto de I Solisti dell’Accademia di Napoli (direttore artistico Paolo Scibilia) con la partecipazione di Ilie Ionescu (violoncello) e Mariana Muresanu (violino), già prime parti dell’Orchestra del Teatro di S. Carlo di Napoli.

In programma Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce (1786) per quartetto d’archi di F. J. Haydn

Ingresso libero
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Guida all’ascolto e biografie

Franz Joseph Haydn ((Rohrau 1732 – Vienna 1809.
Compositore austriaco, tra i maggiori del periodo classico, è’considerato il “padre” della Sinfonia e del Quartetto d’archi.
Trascorse la maggior parte della sua lunga carriera in Austria, come maestro di cappella, presso la famiglia Esterhazy.

Il Quartetto d’ Archi occupa una posizione fondamentale nell’opera di Haydn.
Il genere stesso subì una trasformazione decisiva attraverso lo sviluppo impresso dalle numerose composizioni di Haydn nel corso della seconda metà del ‘700, perdendo definitivamente la funzione di musica d’occasione e d’intrattenimento leggero (il divertimento per quattro strumenti ad arco), per assumere invece il ruolo di forma classica per definizione, ancor più della sinfonia e della sonata per pianoforte.
Il numero esatto di quartetti d’archi scritti da Haydn non è noto, a lui attualmente sono attribuite fra 77 e 84 composizioni di questo genere, dato che per alcune di esse esistono fra i musicologi dubbi di autenticità. Haydn può essere considerato a buon diritto il creatore del quartetto per archi, dato che egli portò questa forma ad un elevatissimo grado di perfezione di scrittura, nel rispetto dell’equilibrio fra le diverse parti di ogni composizione.
L’equilibrio si presenta sia nella importanza crescente delle voci intermedie sia come dialogo paritario fra i quattro strumenti ad arco, che alle volte propongono delle melodie “semplici” ed orecchiabili ed altre volte procedono indipendentemente fra loro in andamento fugato.

Le ultime Sette parole di Cristo sulla Croce
(Titolo completo dell’opera: “ Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del Nostro Redentore in croce – o sieno Sette Sonate con un Introduzione ed al fine un Teremoto – composte e ridotte in quartetti da Sigr. Giuseppe Haydn maestro di cappella di S.A.S. il Principe di Esterház”).
La composizione venne commissionata nel 1785 a Franz Joseph Haydn dal vescovo di Cadice (Andalusia, Spagna) come lavoro orchestrale da eseguirsi nel contesto della Settimana Santa.
Il risultato furono «Sette sonate con un’introduzione ed al fine un terremoto», che vennero eseguite probabilmente il venerdì santo del 1786 nella chiesa sotterranea di Santa Cueva.
L’esecuzione dell’opera ebbe un tale successo da convincere Haydn, in seguito, a predisporre altre stesure strumentali: una in forma di grande oratorio per soli, coro ed orchestra; una per pianoforte solo; infine, una versione per quartetto d’archi, nella quale ogni numero è preceduto dalle parole di Cristo nella versione latina.
Haydn compose sette sonate in tempo molto lento, precedute da un’Introduzione e concluse da un Terremoto che rompe la tensione generata dalla sequenza delle sonate.
La musica delle sonate delinea lo stato d’animo di Gesù, del buon ladrone, di Maria e Giovanni, dei crocifissori: «Ciascun frammento di testo ha ricevuto nella musica strumentale un trattamento tale da commuovere anche l‘ascoltatore più inesperto nelle profondità della sua anima».
Dominata da un profondo afflato emotivo, peraltro unito all’assoluta perfezione formale dell’impianto quartettistico, l’opera risulta a tutt’oggi uno dei massimi capolavori del genere.

I Solisti dell’Accademia di Napoli
Ensemble formatosi all’interno della prestigiosa Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli è diretto da Ilie Ionescu e Marianna Muresanu (rispettivamente primo violoncello e primo violino con obbligo di spalla della storica istituzione partenopea).
L’Ensemble “I Solisti dell’Accademia di Napoli” ha compiuto 25 anni di prestigiosa carriera.
In Italia ha sostenuto centinaia di concerti nelle sale più prestigiose: Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Rossini di esaro, Teatro Manzoni di Milano, Sala dei Giganti di Padova, Sorrento Festival, Taormina Festival, Ravello Festival, Festival Johannes Brahms di Ischia. All’estero: Festival internazionale di Linz, Nizza, Montecarlo, Ginevra, Rabat, Casablanca, Ankara, Smirne, Amsterdam, Maastricht, Atene, Patrasso, Bucarest, Città del Capo.
In occasione del centenario della morte di Giuseppe Verdi esegue il raro manoscritto del “Quartetto per archi in mi minore”, composto a Napoli nel 1873 e tuttora custodito nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.
Memorabili i concerti per le Ambasciate d’Italia all’estero, dietro invito del ministero degli esteri quali testimonial dell’arte e della cultura italiana.

Discografia: “Le ultime sette parole di Cristo sulla croce” di F. J. Haydn (Pentaphon); “Four Vibrations” di Montuori (Pentaphon); “Stabat Mater” di Fenaroli in prima esecuzione mondiale (Nuova Era); “Martucci Longo – Napoli tra due secoli” primo volume della collana (Loro di Napoli) dedicata ad autori della scuola musicale napoletana che contiene due quintetti del compositore napoletano Achille Longo in prima esecuzione mondiale.
In preparazione, il secondo volume dedicato all’autore Roberto De Simone.

A.Gi.Mus.
Associazione Giovanile Musicale. E’ una delle più prestigiose e storiche istituzioni musicali italiane. Struttura a carattere nazionale nazionale non lucrativa, con sede in Roma, presso la sede del Conservatorio Statale di Musica “Santa Cecilia” – è stata fondata a Roma nel 1949, per volere dell’Ente Musicale e Morale della Farnesina, sotto Statuto e Patronato del Ministero della Pubblica Istruzione, approvato con Circolare Ministeriale del 12 aprile 1949.
Nel corso della sua lunga storia, l’Associazione ha contribuito, in maniera significativa, alla promozione della musica colta nel Paese, spesso collaborando con istituzioni prestigiose, come: la Rai, l’Accademia di S.Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, la Filarmonica Romana, l’Università dei Concerti – ed al lancio di artisti, la cui fama ha oggi valicato i confini nazionali – tra i quali Uto Ughi, Giusppe Scotese, Franco Medori, Paolo Bordoni, Severino Gazzelloni, Sergio Cafaro, Roberto Cappello, Cecilia Gasdia e numerosi altri. Molteplici inoltre le presenze a reti televisive nazionali ed internazionali come RaiUno, RaiTre, Rai International, Rai Sat, Canale 5.
La valenza nazionale raggiunta dall’A.Gi.Mus. è data certamente, oltre che dall’esperienza più che sessantennale, dalla: qualità delle sue produzioni con diversi programmi e formazioni; dalle circa seicento manifestazioni l’anno in sedi prestigiose; dai lusinghieri successi di critica e di pubblico; dall’efficienza delle sue ben cinquanta sezioni periferiche, presenti su tutto il territorio nazionale, ed al numero sempre più crescente di associati, che vanta attualmente la presenza di circa ventimila iscritti.
L’A.Gi.Mus., per i suoi alti meriti artistici, è una delle associazioni italiane di rilievo, riconosciuta e finanziata dal Ministero della Pubblica Istruzione e dal MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), tramite il F.U.S.(Fondo Unico per lo Spettacolo) già fin dal 1980 e di cui gode il Patrocinio permanente.
Dal 2013 l’A.Gi.Mus. è incaricata regolarmente dal MiBACT per la realizzazione di concerti nell’ambito dell’iniziativa governativa “Una notte al Museo” che si tengono nei musei e luoghi d’arte d’eccellenza statali italiani; attività per la quale l’ .Gi.Mus. ha ricevuto gli elogi del Capo della “Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale” del MiBACT (Dott.ssa Maria Buzzi) per :“aver ulteriormente contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa e l’auspicio di proficuo prosieguo di collaborazione…”.
L’A.Gi.Mus. festeggia quest’anno il 65° anniversario della sua costituzione: 1949 – 2014
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