Caos Bianco: Sacrae Voces

Copertina Sacrae VocesIl panorama musicale in campo religioso, per quanto riguarda soprattutto i brani che accompagnano le funzioni domenicali, versa da decenni in uno stato abbastanza preoccupante, al punto che spesso si sentono levare voci a favore del ripristino del canto gregoriano.
Numerose le cause, fra le quali un diffuso disinteresse in ambito ecclesiale, abbinato ad una scarsa competenza e sensibilità su un tema, non si sa bene perché, considerato di natura secondaria.
Ciò fa sì che molti motivi intonati nelle chiese rasentino la banalità, oppure, allo scopo di attirare i fedeli più giovani, tendano a trasformare la Messa in uno show.
Le cose non vanno sicuramente meglio se facciamo riferimento alla produzione sacra legata al settore classico, in quanto negli ultimi decenni abbiamo spesso assistito alla proposizione di brani che di religioso avevano a stento il titolo e risentivano fortemente dell’ignoranza, in tale ambito, dell’autore di turno.
Per tali motivi è sempre un piacere scoprire che, insieme a molta paccottiglia dove i temi spirituali sono trattati con estrema superficialità, esiste ancora qualche eccellenza come il duo Caos Bianco, nato nel 2011 e costituito dalla cantante e chitarrista Silvia Drago e dal violoncellista Luca Maria Colombo.
Il loro recente cd, intitolato Sacrae Voces (Carabà Edizioni), è formato da otto brani, composti solo da Colombo, oppure concepiti da entrambi gli interpreti, su testi prevalentemente in latino.
Dopo l’apertura dedicata all’Ave Maria, troviamo tre brani relativi ad altrettante parti della Messa (Alleluia, Kyrie, Sanctus), seguiti dal Magnificat e da Angele Dei.
La chiusura è rivolta a Kirtan e Eterno Brivido (Gloria), che ci riportano alla concezione del sacro, rispettivamente nella antica e quasi ipnotica religiosità indiana, e in quella molto più problematica e lacerante dell’odierno occidente.
Dal punto di vista musicale il duo utilizza uno stile moderno ma moderato, con qualche accenno minimalistico e alcune incursioni nei ritmi di origine orientale, sottolineati dalla presenza di uno strumento come la campana tibetana, quanto mai indicati per rimarcare la spiritualità dell’insieme.
A questo vanno naturalmente aggiunte le doti esecutive dei due musicisti, Silvia Drago, chitarrista molto brava, dotata anche di una voce bella ed intensa che trasmette notevoli suggestioni, e l’ottimo violoncellista Luca Mario Colombo.
In conclusione un cd caratterizzato da una essenzialità raffinata e ricca di tensioni sacre, che attraversano l’incisione dall’inizio alla fine.

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