Ai “Vespri d’organo” splendido concerto del duo formato da Egidio Mastrominico e Giovanni Picciafoco

Foto Fulvio Calzolaio

Foto Fulvio Calzolaio

L’appuntamento di fine marzo con l’VIII edizione dei “Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è il maestro Mauro Castaldo, ha ospitato il violinista Egidio Mastrominico e l’organista Giovanni Picciafoco.
L’insolito duo ha proposto una serie di composizioni di rarissimo ascolto, concepiti da autori poco conosciuti, partendo dal Concerto del Signor Telemann appropriato all’Organo, trascrizione curata dal tedesco Johann Gottfried Walther (1684-1748).
Cugino di Bach, Walther univa in sé le figure del compositore e del musicologo e redisse, fra l’altro, un dizionario in tedesco dove riportava numerose biografie di compositori, e il significato di quasi tremila vocaboli legati all’ambito musicale.
I successivi tre brani, da Sei pezzi, op. 150 per violino e organo, appartenevano a Josef Gabriel Rheinberger (1839–1901), probabilmente l’unico autore che può vantare il Liechtenstein, sebbene in seguito la sua carriera si svolse in Germania.
Boemo di nascita, ma austriaco di adozione, era invece Heinrich Ignaz von Biber (1644–1704), la cui carriera si svolse prevalentemente a Salisburgo.
Il suo nome è associato quasi esclusivamente alla raccolta intitolata “Le Sonate del Rosario”, che chiude con l’enigmatica e suggestiva Passacaglia dell’Angelo Custode per violino solo.
Una breve incursione nella gloriosa tradizione organistica francese ci portava ai Trois Pièces pour Grande Orgue à pédales, op. 29 di Gabriel Pierné (1863–1937).
Inspiegabilmente meno famoso di tanti suoi colleghi, pur se considerato uno dei migliori autori transalpini nel periodo fra fine Ottocento e inizio Novecento, Pierné fu anche un grande interprete (successe al suo maestro César Franck come organista titolare della Basilica parigina di Santa Clotilde) e un apprezzatissimo direttore d’orchestra.
Ultimo brano in programma, la Sonata Quarta per violino e organo dell’austriaco Johann Heinrich Schmelzer (1623-1680), tratta dalla raccolta Sonatae unarum fidium seu, pubblicata nel 1664 e dedicata al cardinale Carlo Carafa della Spina, all’epoca nunzio apostolico a Vienna.
Uno sguardo ora agli interpreti per sottolineare innanzitutto la scelta di un programma di notevolissimo valore musicale, che ha portato alla ribalta compositori meritevoli di essere maggiormente approfonditi, creatori di brani molto belli ed interessanti.
A ciò va aggiunta la bravura di entrambi come solisti, e il loro ottimo affiatamento nei pezzi per violino ed organo, nonostante suonassero insieme per la prima volta, qualità che contraddistingue solo gli esecutori di alto livello.
Pubblico un po’ più numeroso del solito, il che fa ben sperare, come ha voluto rimarcare anche padre Leonardo Mollica, parroco della chiesa dell’Immacolata, sede della rassegna, nel suo discorso conclusivo di ringraziamento ai due splendidi interpreti.
E anche noi ci uniamo a questo augurio, affinché una rassegna che da otto anni sta proponendo costantemente brani rivolti ad uno strumento come l’organo, di grande fascino e suggestione, ma penalizzato da una serie di pregiudizi che lo collegano automaticamente alle attività ecclesiali, possa continuare nella sua meritevole opera di diffusione di un repertorio in buona parte sconosciuto.

Questa voce è stata pubblicata in Recensioni concerti e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.