Il fisarmonicista Francesco Gesualdi grande protagonista del concerto dedicato alla Giornata Europea della Musica Antica

Francesco GesualdiIn occasione della II edizione della Giornata Europea della Musica Antica, promossa dal REMA (Rete Europea della Musica Antica), la stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini ha ospitato, nella splendida cornice della chiesa di Santa Caterina da Siena, il fisarmonicista di fama internazionale Francesco Gesualdi.
Si è trattato di una serata molto particolare, sia per il fatto che raramente è possibile assistere ad un concerto rivolto esclusivamente ad uno strumento come la fisarmonica, sia per il repertorio eseguito, che abbracciava un arco di tempo compreso fra la fine del Cinquecento e i giorni nostri.
L’apertura del recital era dedicata alla musica del passato, con tre Toccate di Girolamo Fescobaldi (1583-1643), tratte dal II Libro di Toccate del 1627 e la Canzon francese del principe di Carlo Gesualdo da Venosa (1566-1613).
Un salto di oltre quattro secoli ci portava ad “Ein Kleines…” composta nel 1998 da Aldo Clementi (1925-2011), seguita dal De Profundis (1978) della russa Sofija Gubajdulina, nata nel 1931 e tuttora vivente.
Pezzo conclusivo, proposto in prima assoluta, Album di figurine doppie (2014), scritto per Francesco Gesualdi da Stefano Gervasoni (presente in mezzo al pubblico).
Nel complesso i brani eseguiti hanno evidenziato la enorme versatilità della fisarmonica, che si adatta molto bene ai brani concepiti per strumenti a tastiera, come quelli di Frescobaldi e Gesualdo da Venosa e, nel contempo, appare in grado di confrontarsi nel migliore dei modi con le sonorità contemporanee.
Naturalmente tale discorso ha valore se le composizioni sono interpretate da un virtuoso della fisarmonica quale Francesco Gesualdi, che ha suonato i diversi brani con una intensità fortissima, trasferendo al pubblico incredibili emozioni, tenendo anche presente le difficoltà, di esecuzione per il musicista e di ascolto per lo spettatore, sottese ai pezzi di musica contemporanea.
In conclusione un concerto di elevatissimo livello, che porta alla ribalta le potenzialità poco note di uno strumento capace di sostituire un’intera orchestra.

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