Ai “Concerti in Villa Floridiana” il Novecento trascinante del pianista e compositore Gérard Gasparian

Gérard GasparianL’Auditorium del Museo Duca di Martina ha ospitato recentemente un nuovo appuntamento dei “Concerti in Villa Floridiana”, rassegna organizzata dall’Associazione Musicale Golfo Mistico in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il P. S. A. E. e per il Polo Museale della città di Napoli.
Ospite della mattinata è stato il pianista e compositore armeno, trapiantato in Francia, Gérard Gasparian, che ha proposto un ampio programma, compreso fra il Settecento e la fine del Novecento.
Il recital si è aperto con quattro delle 555 sonate di Domenico Scarlatti (1685-1757), rispettivamente K. 125 in sol maggiore, K. 146 in sol maggiore, K. 30 in fa diesis minore e K. 25 in fa minore, le ultime due appartenenti alla raccolta “Essercizi per gravicembalo”, stampata a Londra nel 1738 e formata da trenta sonate, le uniche sottoposte alla diretta supervisione dell’autore.
La successiva Sonata in re minore op. 31 n. 2 di Ludwig van Beethoven (1770-1827) risale al 1802, anno cruciale nella vita del compositore, durante il quale iniziò a rendersi conto che la sua sordità lo stava progressivamente isolando dal resto del mondo, per cui scrisse una lettera, indirizzata ai fratelli Kaspar e Johann e mai spedita (oggi nota con l’appellativo di “Testamento di Heiligenstadt”), in cui li faceva partecipi del suo angoscioso stato d’animo.
Da qui il soprannome de “La Tragica” alla sonata, nota però maggiormente come “La Tempesta” poiché, anni dopo la sua creazione, ad una precisa domanda di Anton Schindler (segretario, amico e primo biografo di Beethoven), riguardante le fonti di ispirazione del brano, il compositore lo indirizzò, non sappiamo quanto seriamente, verso l’omonima commedia di Shakespeare.
Il breve intervallo ha diviso in due anche il programma che, nella seconda parte, era interamente dedicato al Novecento, partendo dai brevi, complessi ed originali Sarcasmi, op. 17 di Sergej Prokofiev (1890-1953), composti fra il 1912 ed il 1914.
Con questo pezzo, formato da cinque movimenti, il giovanissimo autore russo mostrava la sua adesione alle nuove istanze, sicuramente influenzato da Stravinskij, con il quale si era incontrato a Londra, non disdegnando anche l’inserimento di ritmi jazz.
Al Prokofiev delle cosiddette “Sonate da guerra” (trittico costituito dalle Sonate n. 6 in la maggiore op. 82, n. 7 in si bemolle maggiore op. 83 e n. 8 in si bemolle maggiore op. 84) si è ispirato Gasparian per la sua Sonata in tre movimenti, concepita nel 1990 a ridosso di una serie di sanguinosi conflitti politici e disastri naturali, che hanno sconvolto il popolo armeno alla fine degli anni ’80.
In particolare il pianista-compositore ha proposto i primi due movimenti della sua lunga composizione, dove emergono le tensioni di quel periodo, sottolineate da un connubio fra stile moderno e tradizioni popolari armene
Chiusura con due brani di Claude Debussy (1862-1918), Pour les arpèges composés, tratto dal secondo volume dei Douze Études pour piano (1915), rivolto alla ricerca di particolari sonorità pianistiche e Les collines d’Anacapri, appartenente al primo volume dei Préludes, scritti fra il dicembre 1909 ed il febbraio 1910, unico riferimento all’Italia nell’ambito della produzione del musicista francese.
Uno sguardo ora sull’interprete che, dopo aver proposto uno Scarlatti dal suono molto raffinato ed un discreto Beethoven, ha eseguito ottimamente i difficili pezzi del Novecento (compreso naturalmente il suo), riuscendo a catturare l’attenzione del numerosissimo pubblico presente.
A proposito degli spettatori, molto partecipi, c’è chi si è meravigliato di trovare ritmi jazz nel pezzo di Prokofiev e chi ha espresso grande meraviglia sul fatto che il pianista abbia suonato tutto il programma senza spartito, tranne il suo brano (ma, a ragionarci sopra, si può comprendere, vista la complessità di una composizione che non viene certamente eseguita tutti i giorni).
Grande successo e bis chopiniano, a conclusione di una intensa mattinata musicale, che ha portato alla ribalta napoletana un pianista e compositore di notevole livello internazionale.

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