Mercoledì 15 gennaio la stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti riprende con lo “Spirito d’Armenia” di Jordi Savall

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2013-2014Dopo la la pausa natalizia, i concerti della stagione concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti riprendono mercoledì 15 gennaio 2014, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo con l’atteso concerto di Jordi Savall e del suo gruppo Hespèrion XXI.
Il programma della serata, intitolato “Spirito d’Armenia”, sarà un vero e proprio viaggio alla scoperta di una grande tradizione musicale troppo poco conosciuta, con la partecipazione di un inconsueto gruppo di strumenti come il duduk e il kamancha e l’esecuzione di alcuni tesori del repertorio tradizionale armeno.

La musica armena, espressione di una delle più antiche civiltà cristiane d’Oriente, è sopravvissuta miracolosamente a periodi convulsi e drammatici: il concerto diretto dal grande maestro catalano prevede l’esecuzione di ballate anonime medievali, canti d’amore e di morte, canti politici e canti tradizionali raccolti nell’800 e nel ‘900.
Una musica ora nostalgica, ora contemplativa, talvolta vivace, ma sempre coinvolgente ed emozionante, perché riflette in modo autentico e profondo lo spirito di un popolo dalla storia antica e travagliata.
Lo stesso Savall, oltre a dirigere, suonerà la ribeca, la viella e la viola d’arco.

Costo dei biglietti

Platea I settore: 25 Euro
Platea II settore: 20 Euro
Platea III settore
Intero: 15 Euro
Giovani (under 35): 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Associazione Alessandro Scarlatti
Infoline: 081 406011
Sito web: www.associazionescarlatti.it
e-mail: info@associazionescarlatti.it

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Programma
Hespèrion XXI
Aram Movsisyan, canto
Georgi Minassyan, duduk
Haïg Sarikouyoumdjian, duduk
Gaguik Mouradian, kamancha
Jordi Savall, ribeca, viella, viola d’arco e direzione

Hespèrion XXI
Viva Biancaluna Biffi, viola da arco
Pedro Estevan, percussioni

Spirito d’Armenia

Anonimo: Azat astvatsn & ter kedzo (Ode à la liberté et supplique pour les Arméniens)

Medievale Anonimo: Akna krunk (chant d’exil)

Sayat Nova (1712 – 1795): Kani vur djan im (chant d’amour)

Tradizionale: Canto e danza

Tigran Tchukhadjian (1837-1898): O’h intsh anush (chant d’exil)

Anonimo: Matshkal (chant rustique)

Sayat Nova: Dun en glkhen (supplique au roi avant l’exil)

Tradizionale: Lamento sulla città di Ani

Tradizionali raccolti da Komitas (1869 – 1935)
Garun a (chant rustique),
Al aylukhs (ronde rustique: dialogue amoureux)
Canti nuziali

Gusan Ashot (1907 – 1989): Lamento: en sarer

Tradizionale, raccolti da Komitas: Alagyeaz & Khnki tsar (chants rustiques)

Mkhitar Ayrivanetsi (1222 – 1290): Sirt im sasani (cantilène du jeudi saint)

Gabriel Yeranian (1827 – 1862): Hayastan yerkir (ode à la patrie)

Tradizionale, raccolto da Daniel Ghazarian (1883 – 1958): Hey djan (chant d’amour)

Tradizionale, raccolto da Komitas: Hov arek (chant rustique: plainte)

Tradizionale: Lamento: sev mut amper

Tigran Tchukhadjian: Menk kadj tohmi (chant de lutte)

Hespèrion XXI
Hesperion XXIIl valore più importante della musica antica radica nella sua capacità, come linguaggio artistico universale, di trasmettere sensibilità, emozioni e idee ancestrali che catturano ancor oggi lo spettatore attuale.
Con il suo repertorio che va dal X fino al XVIII secolo, Hespèrion XXI cerca continuamente punti nuovi di unione tra Oriente e Occidente con una chiara volontà di integrazione e di recupero del patrimonio musicale internazionale, in particolare dell’ambito mediterraneo, stabilendo una connessione con le musiche del Nuovo Mondo americano.
Nel 1974, a Basilea, Jordi Savall e Montserrat Figueras, proprio con Lorenzo Alpert e Hopkinson Smith fondarono il gruppo Hespèrion XX, un gruppo di musica antica che intendeva recuperare e diffondere il ricco e affascinante repertorio musicale anteriore al XIX secolo a partire da nuove premesse: i criteri storici e gli strumenti originali.
Il suo nome, Hespèrion, significa “originario di Esperia”, che nell’Antica Grecia era la denominazione delle penisole più occidentali d’Europa: quella iberica e quella italiana.
Era anche il nome che riceveva il pianeta Venere quando compariva ad Occidente.
Hespèrion XX, a partire dal 2000, cambiò il proprio nome in Hespèrion XXI.
Hespèrion XXI è oggi un punto di riferimento ineludibile per comprendere l’evoluzione della musica nel periodo che va dal Medio Evo fino al Barocco.
Il suo lavoro di recupero di opere, partiture, strumenti e documenti inediti ha un doppio valore incalcolabile: da un lato il rigoroso lavoro di ricerca apporta nuovi dati e interpretazioni delle conoscenze storiche di un’epoca e dall’altro lato, la squisita qualità delle interpretazioni mette a disposizione del pubblico la possibilità di godersi una naturalezza della delicatezza estetica e spirituale propria delle opere di quei tempi.
Fin dagli inizi, Hespèrion XXI assunse una direzione artistica chiara e innovativa che finirà per fare scuola nel panorama mondiale della musica antica, perché concepiva e concepisce la musica antica come strumento di sperimentazione musicale, con cui si ricerca la massima bellezza e l’espressività delle interpretazioni.
Qualsiasi interprete di musica antica è in debito con lo spirito originale di ciascuna opera e bisogna imparare a collegarcisi attraverso lo studio dell’autore, degli strumenti dell’epoca, dell’opera in sé e delle sue circostanze concrete.
Però come artigiano della musica, è anche obbligato a prendere delle decisioni su quello che sta interpretando: il suo talento, la sua creatività e la sua capacità di trasmettere emozioni correlate alla sua capacità di collegare il passato al presente, la cultura con la sua divulgazione.
Il repertorio di Hespèrion XXI include, tra le varie cose, opere di repertorio sefardita, romanze castigliane, pezzi del Secolo d’Oro Spagnolo e l’Europa delle Nazioni.
Alcuni dei loro programmi di concerti più celebrati sono stati Il canzoniere di Santa Maria di Alfonso X il Saggio, La Diaspora Sefardita, le musiche di Gerusalemme, di Istanbul, dell’Armenia o le Folías Criollas.
Grazie al notevolissimo lavoro dei numerosi musicisti e collaboratori che hanno collaborato con il gruppo in tutti questi anni, Hespèrion XXI svolge ancora un ruolo chiave nel recupero e nella rivalutazione del patrimonio musicale con una grande ripercussione a livello mondiale.
Ha pubblicato più di sessanta CD e in questo momento tiene concerti in tutto il mondo e partecipa abitualmente ai grandi Festival Internazionali della Musica Antica.

Aram Movsisyan
Nato nel 1984 a Yerevan (Armenia), dedica inizialmente la sua formazione allo sport a livello agonistico, specializzandosi nella ginnastica. Per questo motivo le sue qualità vocali possono venire apprezzate solo dall’entourage familiare, che però lo sprona ad esibirsi regolarmente nel suo repertorio anche per gli amici e in ambito scolastico.
All’età di 13 anni, dopo un incidente che lo costringe a rinunciare allo sport, comprende la profondità e l’autenticità del suo rapporto con la musica, sostituendo così la pratica amatoriale ad un’approfondita preparazione tecnica.
Nel 2002 entra tramite concorso nella classe di Canto Tradizionale del conservatorio di Komitas.
Parallelamente agli studi in Conservatorio nel 2004 entra far parte dell’Ensemble vocale e strumentale di musica popolare «Tatul Altounian », prendendo parte a diversi concerti e tour.

Jordi Savall
Jordi SavallJordi Savall è una delle personalità musicali più polivalenti della sua generazione.
Da più di quarant’anni, fa conoscere al mondo meraviglie musicali cadute nell’oscurità dell’indifferenza e dell’oblio.
Dedicatosi alla ricerca di queste musiche antiche, le studia e le interpreta, con la sua viola da gamba o come direttore. Le sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, sia musicali che culturali, lo collocano tra i principali artefici del fenomeno di rinascita della musica storica.
Ha fondato, insieme a Montserrat Figueras, i complessi musicali Hespèrion XXI (1974), La Capella Reial de Catalunya (1987) e Le Concert des Nations (1989), con i quali esplora e crea un universo di emozioni e di bellezza, che proietta sul mondo e su milioni di amanti della musica antica. Secondo The Guardian (2011) “ciò che realmente lo distingue sono le sue incursioni fuori dal tempio dell’alta cultura. Ricercatore onnivoro, egli vaga dalle biblioteche di Manchester ai villaggi colombiani al fine di salvare tradizioni musicali, con registrazioni che vanno dai ritmi berberi alle estasi di un raga, dall’emozionante quiete di un lamento armeno alla vivacità di una gagliarda elisabettiana”.
Con la sua fondamentale partecipazione al film di Alain Corneau Tous les Matins du Monde (Premio César per la migliore colonna sonora), la sua intensa attività concertistica (140 concerti l’anno) e discografica (6 registrazioni ogni anno), e con la creazione della propria casa discografica ALIA VOX, fondata unitamente a Montserrat Figueras nel 1998, Jordi Savall ha dimostrato che la musica antica non deve necessariamente essere elitaria, e che anzi interessa a un pubblico di tutte le età, ogni volta più vario e più numeroso.
Il suo ingente impegno in concerti e incisioni può essere definito come un’opera “non tanto di semplice recupero musicale, quanto piuttosto di rianimazione creativa”, come ha scritto il critico Allan Kozinn su The New York Times (2005).
Completati i suoi studi di violoncello al Conservatorio di Barcellona (1964), nel 1965 inizia come autodidatta lo studio della viola da gamba e della musica antica nel gruppo Ars Musicae, e perfeziona la sua formazione musicale dal 1968 alla Schola Cantorum Basilensis Schola Cantorum Basiliensis (Svizzera), dove fino al 1993 ha collaborato con corsi e masterclass, come fa attualmente, come professore invitato, alla Juilliard School di Nuova York.
Nel corso della sua carriera ha registrato e pubblicato più di 200 dischi dei repertori di musica medievale, rinascimentale, barocca e del classicismo, con una speciale attenzione al patrimonio musicale ispanico e mediterraneo.
Essi gli hanno meritato molti riconoscimenti, tra cui Midem Classical Awards, ICMA e Grammy.
Per Jordi Savall “la musica è uno dei mezzi di espressione e di comunicazione più universali, e la misura della sua importanza e della sua significatività non può essere determinata secondo i criteri di evoluzione del linguaggio, quanto invece secondo il grado d’intensità espressiva, di ricchezza interiore e di umanità”.
I suoi programmi di concerto hanno trasformato la musica in uno strumento di mediazione in favore dell’intesa e della pace tra popoli e culture diverse, a volte in contrasto.
Perciò tra gli artisti invitati a fare parte delle sue formazioni si contano musicisti arabi, israeliani, turchi, greci, armeni, afghani, messicani e nordamericani.
Con giudizio unanime, nel 2008, Jordi Savall è stato nominato Ambasciatore dell’Unione Europea per il dialogo interculturale e, insieme a Montserrat Figueras, chiamato a fare parte degli “Artisti per la Pace” nel programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO.
La sua parabola artistica è considerata uno dei motori del rinascimento della musica antica, sia quella dell’Europa che quella del Nuovo Mondo e quella del Mediterraneo, ed è un riferimento primario nello studio, l’interpretazione, la direzione e l’approccio a diverse tradizioni culturali in un dialogo interculturale di grande significato che ha valicato tutte le frontiere.
La sua feconda carriera musicale gli ha meritato i più alti riconoscimenti nazionali e internazionali, tra i quali è doveroso citare i titoli di Dottore Honoris Causa delle Università di Evora (Portogallo), Barcellona (Catalogna) e Lovanio (Belgio), e anche il prestigioso Premio Léonie Sönning 2012, considerato il premio Nobel per la musica.
“Jordi Savall è il testimone di un’eredità culturale comune d’infinita varietà. È un uomo per il nostro tempo” (The Guardian, 2011).

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