Domenica 8 dicembre un trio d’eccezione ospite della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Trio Kremer-Dirvanauskaite-Buniatishvili Foto Hidenobu Shirakawa

Trio Kremer-Dirvanauskaite-Buniatishvili (Foto Hidenobu Shirakawa)

Domenica 8 dicembre nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, alle ore 20.00, trio d’eccezione formato da tre interpreti che rappresentano al meglio la scuola musicale dell’Est: il violinista Gidon Kremer, la pianista Khatia Buniatishvili e la violoncellista Giedre Dirvanauskaite.
Un grandissimo violinista (e inventore di programmi che vanno dal classico alla contaminazione di stili) alla testa di un trio composto da vere “stelle” della musica strumentale per un programma con evidenti rimandi musicali e stilistici tra i compositori russi .
Con un po’ di elasticità matematica riguardo il numero degli esecutori anche questo formidabile trio può essere considerato parte del progetto dell’Associazione Alessandro Scarlatti “Uno + Uno”, ideato per mettere a confronto solisti di fama internazionale che si uniscono per memorabili esecuzioni di musica da camera

Costo dei biglietti

Platea I settore: 25 Euro
Platea II settore: 20 Euro
Platea III settore
Intero: 15 Euro
Giovani (under 35): 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Associazione Alessandro Scarlatti
Infoline: 081 406011
Sito web: www.associazionescarlatti.it
e-mail: info@associazionescarlatti.it

_________________________________________________________

Programma

Sergej Rachmaninov (1873 – 1943): Trio elegiaco in sol minore n. 1

Mieczyslaw Weinberg (1919 – 1996): Trio op 24

Sergej Rachmaninov: Trio elegiaco in re minore n. 2

Gidon Kremer
Fra tutti i più grandi violinisti del mondo Gidon Kremer ha probabilmente avuto la carriera meno convenzionale.
Nato a Riga, in Lettonia, ha iniziato gli studi all’età di quattro anni con il padre e il nonno, entrambi musicisti eccellenti.
All’età di sette anni è entrato alla Scuola di Musica di Riga.
A sedici anni ha ricevuto il Primo Premio della Repubblica Lettone e due anni dopo ha iniziato a studiare con David Oistrakh al Conservatorio di Mosca.
Ha continuato a vincere premi prestigiosi incluso quello del Concorso “Queen Elisabeth” e il primo premio ai Concorsi Internazionali ‘Paganini’ e ‘Tchaikovsky’.
Questi successi hanno dato inizio alla sua carriera, durante la quale Gidon Kremer si è affermato a livello internazionale come uno dei più originali e ambiziosi artisti della sua generazione.
Si è esibito su tutti palcoscenici più importanti del mondo, con le più grandi orchestre d’Europa e d’America.
Ha inoltre collaborato con i più rinomati direttori d’orchestra contemporanei.
Il repertorio di Gidon Kremer è eccezionalmente ampio e abbraccia le opere per violino classiche e romantiche così come la musica dei compositori del XX e del XXI secolo quali Henze, Berg e Stockhausen.
Si è inoltre impegnato nella valorizzazione delle opere di compositori viventi russi e dell’est europeo eseguendo molti nuovi brani, tanti dei quali dedicati a lui stesso.
Gidon Kremer ha collaborato con svariati compositori tra cui Alfred Schnittke, Arvo Pärt, Giya Kancheli, Sofia Gubaidulina, Valentin Silvestrov, Luigi Nono, Aribert Reimann, Peteris Vasks, John Adams, Victor Kissine, Michael Nyman, Philipp Glass, Leonid Desyatnikov e Astor Piazzolla, portando la loro musica al pubblico, nel rispetto della tradizione ma rimanendo contemporaneo.
Si potrebbe dire che negli ultimi trent’anni nessun altro solista si è impegnato quanto Gidon Kremer nel campo della musica contemporanea.
L’estesa discografia di Gidon Kremer annovera più di centoventi registrazioni, molte delle quali gli sono valse numerosi riconoscimenti e premi internazionali per la sua eccezionale capacità interpretativa.
Tra i premi ricevuti si ricordano il ‘Grand prix du Disque’, il ‘Deutscher Schallplattenpreis’, l’‘Ernst-von-Siemens Musikpreis’, il ‘Bundesverdienstkreuz’, il ‘Premio dell’Accademia Musicale Chigiana’, il ‘Triumph Prize 2000’ (Mosca), il ‘Premio Unesco’ nel 2001, il ‘Saeculum-Glashütte Original-Musikfestspiel Preis’ (Dresda) nel 2007 e il ‘Rolf-Schock Prize’ (Stoccolma) nel 2008. Inoltre nel 2010 gli è stato conferito il ‘Premio alla Carriera’ al Festival Musicale di Istanbul e, nel 2011, ha ricevuto il ‘Premio una vita nella musica – Artur Rubinstein’ (Venezia), che da molti è considerato l’equivalente del Premio Nobel in campo musicale.
Nel febbraio del 2002 Gidon Kremer e la Kremerata Baltica hanno vinto un ‘Grammy Award’ nella categoria “Best small Ensemble Performance” per la loro incisione After Mozart realizzata per l’etichetta Nonesuch.
La stessa incisione ha ricevuto anche un ‘ECHO Klassik Award’ sempre nell’autunno dello stesso anno.
Di recente la casa discografica EMI Classics ha pubblicato il CD The Berlin Recital, realizzato insieme a Martha Argerich, con opere di Schumann e Bartók, mentre Nonesuch ha pubblicato un album con i Concerti per violino di W. A. Mozart registrato insieme alla Kremerata Baltica al Festival di Salisburgo del 2006.
Nel 2010 sempre Nonesuch ha pubblicato la registrazione CD De Profundis.
Gidon Kremer collabora inoltre attivamente con l’etichetta discografica ECM che ha pubblicato le sue registrazioni delle Sonate e Partite di J. S. Bach.
Le ultime pubblicazioni da parte dell’etichetta tedesca sono The Art of Instrumentation: Homage to Glenn Gould, il CD Hommage à Piazzolla: The Complete Astor Piazzolla Recordings ed Edition Lockenhaus, una raccolta di CD completata nel 2011 con registrazioni dal vivo in onore del trentennale del prestigioso festival.
Nel 1997 Gidon Kremer ha fondato l’orchestra da camera Kremerata Baltica con lo scopo di promuovere giovani musicisti talentuosi provenienti dall’area baltica.
Da allora Gidon Kremer ha effettuato grandi tournée con l’Orchestra esibendosi in molte delle più rinomate sale concertistiche e apparendo come ospite nell’ambito dei festival più prestigiosi.
Ha inoltre registrato circa venticinque CD per Teldec, Nonesuch, Deutsche Grammophon ed ECM. Dal 2002 al 2006 Gidon Kremer è stato il direttore artistico del Festival ‘Les Muséiques’, a Basilea (Svizzera).
Gidon Kremer suona un violino Nicola Amati del 1641.
È anche autore di quattro libri di successo (l’ultimo dei quali si intitola Letter to a young pianist) tradotti in diverse lingue e in cui si riflettono il suo impegno e le sue conoscenze in campo artistico.

Giedre Dirvanauskaite
È nata a Kaunas, in Lituania, da un famiglia di musicisti.
Nel 1995 si è diplomata presso l’Istituto d’Arte Ciurlionis dove ha avuto come insegnante di violoncello Romanas Armonas; in seguito è stata ammessa all’Accademia Lituana di Musica e Teatro e ha studiato con il Prof. Saulius Sondeckiene.
Giedre Dirvanauskaite si è distinta in numerosi concorsi a livello nazionale; ha inoltre seguito i corsi di specializzazione tenuti, tra gli altri, da Mstislav Rostropovich, Hatto Beyerle e Tatiana Grindenko.
Giedre Dirvanauskaite ha partecipato a diversi festival musicali in Lituana e all’estero: il Festival Internazionale di Musica Sugrizimai di Vilnius, il Festival di Musica da Camera di Gstaad e il Festival ‘les museiques’ di Basilea (Svizzera); dal 1997 viene regolarmente invitata al Festival Internazionale di Musica da Camera di Lockenhaus, in Austria, dove ha avuto la possibilità di suonare in ensemble con artisti del calibro di Mate Bekavac, David Geringas, Heinz Holliger, Boris Pergamenschikov, Lukas Hagen, Vladimir Mendelssohn e tanti altri.
Giedre Dirvanauskaite si è inoltre esibita come solista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Lituania, l’Orchestra da Camera Lituana, la Kremerata Baltica, l’Orchestra Filarmonica Armena, l’Orchestra da Camera di Kiev e con importanti direttori tra i quali Juozas Domarkas, Roman Kofman, Andres Mustonen, Esa-Pekka Salonen, Robertas Servenikas e Saulius Sondeckis.
Nel 1997 è stata tra i fondatori dell’orchestra Kremerata Baltica, con cui continua ad esibirsi in tutto il mondo.
Nel gennaio 2005 Giedre Dirvanauskaite si è esibita come solista della Kremerata Baltica al MIDEM di Cannes.
Negli ultimi anni Giedre Dirvanauskaite ha tenuto numerose tournée in formazioni di musica da camera, principalmente in trio o quartetto, esibendosi con pianisti quali Andrius Zlabys, Sa Chen, Khatia Buniatishvili e Valery Afanasiev.
Di recente ha suonato insieme a solisti del calibro di Gidon Kremer, Martha Argerich, Yuri Bashmet, Michel Lethiec e Michel Portal in occasione di diversi festival musicali in Cina, Giappone, Russia, Stati Uniti d’America, Italia e non solo.
A partire dal 2009 Giedre Dirvanauskaite si esibisce regolarmente in trio con il violinista Gidon Kremer e la pianista Khatia Buniatishvili.
Di recente, l’etichetta discografica ECM ha pubblicato un CD in cui i tre musicisti hanno suonato due Trii di Tchaikovsky e Kissine.
Tale registrazione ha vinto il prestigioso Preis der Deutschen Schalplattenkritik (premio della critica tedesco) per la maestria delle esecuzioni in esso contenute, oltre ad aver ricevuto apprezzamenti anche dai critici di tutto il resto del mondo come una delle migliori registrazioni di Tchaikovsky mai realizzate.
Nel 2011 Giedre Dirvanauskaite ha suonato in prima esecuzione un Duo di Victor Kissine e una nuova versione di Ex-contrario per violino, violoncello e orchestra da camera di Giya Kancheli.
La violoncellista lituana ha anche registrato con Gidon Kremer e la Kremerata Baltica l’opera Silent Prayer, sempre di Giya Kancheli, per l’etichetta ECM.
L’incisione, che include anche una registrazione dal vivo del Quintetto per pianoforte di Franck con Khatia Buniatichvili in qualità di solista, è stata pubblicata in tutto il mondo con il titolo di “Hymns and Prayers”.
Giedre Dirvanauskaite suona un violoncello realizzato da Alexander Gaglianus nel 1709.

Khatia Buniatishvili
Nata il 21 giugno 1987 a Tbilisi, la pianista georgiana Khatia Buniatishvili e la sorella maggiore Gvantsa hanno iniziato a studiare pianoforte da giovanissime sotto la guida della madre, una grande appassionata di musica.
Ancora oggi, esibirsi a quattro mani rimane una delle attività preferite delle due sorelle.
Lo straordinario talento di Khatia Buniatishvili è stato riconosciuto quando, all’età di sei anni, ha debuttato da solista con un’orchestra; in seguito è stata invitata ad esibirsi in Svizzera, Paesi Bassi, Francia, Germania, Belgio, Italia, Austria, Russia, Cina, Israele e Stati Uniti d’America.
Khatia Buniatishvili non si considera una ‘bambina prodigio’, ma preferisce definirsi come una musicista che non ricerca il virtuosismo fine a se stesso.
Il suo repertorio include pianisti di generazioni passate quali Rachmaninov, Richter e Gould. Ammira molto la sua pianista preferita, Martha Argerich, per la sua unicità e, di conseguenza, non la vede come qualcuno da emulare.
Inoltre, dato che si sente “completamente una persona del Novecento”, Khatia non si identifica con nessun pianista dei giorni nostri.
Durante gli studi presso il Conservatorio di Stato di Tbilisi, Khatia Buniatishvili ha vinto un premio speciale al ‘Concorso Internazionale Horowitz per Giovani Pianisti’ di Kiev nel 2003 e la borsa di studio ‘Elisabeth Leonskaya’.
All’edizione del Concorso Pianistico di Tbilisi dello stesso anno ha conosciuto Oleg Maisenberg che l’ha convinta a trasferirsi all’Accademia di Musica e Arti Figurative di Vienna per i suoi studi. Nel 2008 ha ricevuto la medaglia di bronzo alla dodicesima edizione del Concorso ‘Arthur Rubinstein’ dove si è distinta come ‘Miglior Interprete’ di Chopin e come musicista ‘Preferita dal Pubblico’.
Nel 2008 ha debuttato alla Carnegie Hall (Zankel Hall) con il Secondo Concerto per pianoforte di Chopin.
Khatia Buniatishvili ha fatto parte del progetto New Generation Artist della BBC Radio 3 tra il 2009 e il 2011; collabora inoltre con le diverse orchestre della BBC.
Nel 2010 ha ricevuto il Borletti-Buitoni Trust e per la stagione 2011/2012 è stata inserita tra le ‘Rising Stars’ del Musikverein e della Konzerthaus.
Di recente Khatia Buniatishvili si è esibita con l’Orchestra Filarmonica della BBC, l’Orchestra Sinfonica di Berlino, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, l’Orchestra Sinfonica di San Francisco, l’Orchestre de Paris e l’Orchestra Filarmonica di Monaco dirette da Paavo Järvi e con l’Orchestre Philharmonique de Radio France.
I suo impegni in recital l’hanno portata ad esibirsi nelle città di Berlino, Monaco, Stoccarda, Vienna, Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Parigi e alla Wigmore Hall di Londra.
È inoltre apparsa in festival prestigiosi quali quelli di Verbier, Lucerna, Ravinia, Aspen, Gstaad e Amsterdam. Durante la prossima stagione si esibirà con l’Orchestra Sinfonica di Vienna, l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la London Philharmonia, l’Orchestre de Paris e nuovamente con l’Orchestra Sinfonica di San Francisco.
Sarà inoltre protagonista di una tournée in Giappone.
Khatia Buniatishvili parla correntemente cinque lingue e vive a Parigi.

Le musiche – nota di Carlo Cavalletti

Rachmaninov scrisse il Trio élégiaque n. 1 in sol minore in gran fretta nel gennaio del 1892 in vista di un concerto di proprie musiche da lui organizzato a Mosca per il 30 gennaio. Interpreti, insieme a lui, ne furono il violinista David Kreyn e il violoncellista Anatoli Brandukov.
Il brano, rimasto inedito e pubblicato postumo a Mosca solo nel 1947, deriva il suo nome da quel Pezzo elegiaco che costituisce il primo movimento del Trio in la minore op. 50 composto nel 1882 dal venerato Ciaikovskij in memoria di Nikolaj Rubinstejn.
È fin troppo facile riconoscere dei limiti in questo brano in un unico movimento composto in quattro giorni da un Rachmaninov non ancora diciannovenne in procinto di conseguire il suo diploma in composizione al Conservatorio di Mosca: impossibile non notare un certo squilibrio fra i tre strumenti (naturalmente a tutto vantaggio del pianoforte) e soprattutto un’eccessiva ripetitività nel ripresentare un pur suggestivo materiale tematico.
Ma fin dalle battute d’avvio – un cupo Lento lugubre aperto dal gelido oscillare degli archi da cui emerge una nobile melodia affidata al pianoforte, dolcissima ma intrisa di malinconia – riconosciamo la firma di Rachmaninov e ben presto ci troviamo invischiati nel suo desolato universo, fatto di ossessive e cupe rimuginazioni attraversate di tanto in tanto da fantasmi di morte; quella morte che infine si manifesta apertamente nelle ultime battute (“Alla marcia funebre”), quando gli archi espongono stancamente per l’ultima volta il tema sui profondissimi rintocchi del pianoforte.

Meno di due anni dopo, il 5 ottobre del 1893, Rachmaninov iniziò a lavorare a un nuovo trio con pianoforte.
Quando alcuni giorni dopo esplose la notizia della morte di Ciaikovskij, decise di dedicare al venerato maestro il lavoro nascente, che sarebbe divenuto il Trio élégiaque n. 2 in re minore, utilizzando per la dedica la stessa formula adottata anni prima da Ciaikovskij nel suo omaggio a Rubinstejn: «à la mémoire d’un grand artiste». In realtà l’omaggio di Rachmaninov va ben oltre la dedica e il titolo, posto che il suo nuovo lavoro ricalca fedelmente la struttura formale, il numero e la tipologia dei movimenti del Trio di Ciaikovskij: come quello, infatti, è un monumentale lavoro di oltre 45 minuti articolato in tre movimenti con al centro una serie di variazioni.
Il primo tempo, un Moderato. Allegro vivace (lì era un Moderato assai. Allegro giusto) è un’ampia pagina dai toni intensamente elegiaci caratterizzata dai frequenti cambi di tempo e da una notevole densità di scrittura così come il terzo tempo, il più breve dei tre, un Allegro risoluto. Moderato (lì era Allegro risoluto e con fuoco. Andante con moto). Fra i due il poeticissimo e lungo canto del Quasi variazione (Andante), messo ancora più in evidenza da alcune variazioni più rapide e leggere e da un’estrema felicità di scrittura strumentale.
Terminato il 15 dicembre del 1893, il Trio elegiaco in re minore ebbe la sua prima esecuzione a Mosca il 31 gennaio del 1894 ad opera del violinista Yuly Konius e del violoncellista Anatoli Brandukov con l’autore al pianoforte, e venne poi pubblicato in quello stesso anno da Gutheil a Mosca come op. 9.

Quella di Mieczyslaw Weinberg (o Moisei Samuilovich Vaynberg secondo la grafia russa) è una figura misconosciuta nel panorama musicale del ventesimo secolo.
Il suo singolare destino e la sua relativa “invisibilità” si spiegano innanzitutto con le sue origini e con le particolari situazioni storiche che si è visto costretto ad affrontare.
Era nato a Varsavia nel 1919 da una famiglia ebrea proveniente dalla Moldavia che aveva sofferto le violenze antisemite ben prima della sua nascita: il suo nonno e il suo bisnonno erano stati trucidati durante un pogrom, cosa che spinse suo padre a trasferirsi a Varsavia come violinista e direttore di un teatro Yiddish dove anche sua madre Sonia lavorava come attrice e dove egli stesso a dieci anni iniziò l’attività di pianista.
Diplomatosi nel 1939 al Conservatorio di Varsavia, Weinberg sembrava destinato a una brillante carriera di virtuoso, ma la minaccia nazista lo costrinse a trasferirsi in Russia, dove studiò composizione al Conservatorio di Minsk.
Il giorno dopo il suo diploma, nel giugno del 1941, i nazisti attaccarono la Russia e ancora una volta fu costretto a partire.
Finì a Tashkent, in Uzbekistan, dove lavorò come pianista al teatro d’opera e conobbe Shostakovich, divenendone amico.
Nel frattempo i suoi genitori e sua sorella, rimasti in Polonia, erano stati deportati nel campo di concentramento di Trawniki da dove non fecero mai ritorno.
Nel 1943 Shostakovich, colpito dalla Prima Sinfonia di Weinberg, riuscì a farlo trasferire a Mosca. Benché non venisse direttamente perseguitato durante lo zdanovismo, la sua musica fu ignorata dal sistema e per sopravvivere dovette comporre anche per il circo.
Nel 1948 la polizia segreta uccise suo suocero e infine nel 1953 venne arrestato con l’accusa di “nazionalismo borghese ebreo”.
Grazie all’intercessione di Shostakovich e soprattutto alla morte di Stalin, fu rilasciato e poco dopo riabilitato.
Continuò a vivere a Mosca, a poca distanza da Shostakovich che frequentò assiduamente, mentre le sue molte composizioni venivano eseguite dai maggiori interpreti: Gilels, Kogan, Rostropovich, il Quartetto Borodin, Kondrashin…
Pur non essendone mai stato direttamente allievo, Weinberg ha subito moltissimo l’influenza di Shostakovich, anche se la sua musica presenta una sostanziale chiarezza neoclassica.
D’altro canto fortissima in lui è l’eco della musica ebraica e la memoria dolorosa delle atrocità subite dalla sua gente.
«Molte mie opere – ebbe a dire – sono collegate al tema della guerra. Questo, purtroppo, non è stata una mia scelta, ma è stato imposto dal mio destino, dal tragico destino dei miei parenti. Considero un mio dovere morale scrivere sulla guerra e sugli orrori occorsi all’umanità nel nostro secolo».
Caratteri questi tutti presenti nel Trio op. 24 composto a ventisei anni nel 1945, aperto maestosamente da un Präludium und Arie (Larghetto) dai toni arcaicizzanti ma già tesi e nervosi che si fanno ancora più spigolosi e ansiogeni nella brusca Toccata (Allegro marcato) che segue, attraversata da una melodia del violino di sapore ebraico. Dopo la sospensione lirica del Poem (Moderato), l’atmosfera torna nervosa nell’ampio e articolato Finale (Allegro moderato) che dopo una sezione fugata e il ritorno del tema del primo movimento si conclude con un intenso corale.

_________________________________________________________

Seguici su Facebook:

Critica Classica

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band.
Acquistalo su:

ascoltalo GRATIS su:SPO

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirli clikka qui

Questa voce è stata pubblicata in Prima del concerto e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.