Mercoledì 4 dicembre l’Associazione Alessandro Scarlatti propone il duo formato da Leonidas Kavakos e Yuja Wang

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2013-2014Mercoledì 4 dicembre, a Castel Sant’Elmo, alle ore 21.00 la Associazione Alessandro Scarlatti mette a segno un altro “colpo” cameristico nell’ambito del progetto “Uno+Uno”, presentando la coppia formata dal violinista greco Leonidas Kavakos e dalla pianista pechinese Yuja Wang, entrambi già noti separatamente al pubblico napoletano che ha avuto modo di apprezzarne le doti solistiche.
Le due giovani star della scena internazionale saranno insieme per affrontare le tre splendide Sonate per violino e pianoforte di Johannes Brahms, che furono composte nell’arco di un decennio tra il 1878 e il 1886.

La ventiseienne Wang è cresciuta e si è formata musicalmente in America sotto la guida di Gary Graffman (lo stesso insegnante di Lang Lang) e da quando nel 2007 ha sostituito Martha Argerich in un memorabile concerto a Boston ha collezionato trionfi in tutto il mondo.
Kavakos, che negli anni ha saputo conquistare l’affetto del pubblico e il consenso della critica, vincendo nel 2013 il Premio Echo Klassik come miglior strumentista dell’anno, è molto apprezzato per la continua ricerca che lo porta a ricoprire di volta in volta molteplici ruoli: solista, camerista e spesso direttore d’orchestra.

Costo dei biglietti

Platea I settore: 25 Euro
Platea II settore: 20 Euro
Platea III settore
Intero: 15 Euro
Giovani (under 35): 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Associazione Alessandro Scarlatti
Infoline: 081 406011
Sito web: www.associazionescarlatti.it
e-mail: info@associazionescarlatti.it

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Programma

J. Brahms:
Sonata per violino e pianoforte in sol maggiore n. 1 op. 78 “Regensonate”
Sonata per violino e pianoforte in la maggiore n. 2 op. 100, “Thunersonate”
Sonata per violino e pianoforte in re minore n. 3 op. 108

Leonidas Kavakos
Leonidas KavakosLeonidas Kavakos è unanimemente ritenuto artista di raro talento ed è apprezzato in tutto il mondo per il suo virtuosismo, la sua ineguagliabile musicalità e completezza.
Nato ad Atene in una famiglia di musicisti, ha ricevuto le prime lezioni di violino proprio dai suoi genitori.
Ha poi studiato presso il Conservatorio Ellenico di Atene con Stelios Kafantaris, uno dei tre fondamentali maestri della sua vita insieme a Josef Gingold e Ferenc Rados.
La consacrazione a livello internazionale è arrivata quando, non ancora ventunenne, ha vinto tre importanti riconoscimenti dedicati alla musica per violino.
Nel 1985 ha vinto il ‘Concorso Sibelius’ e poi il ‘Premio Paganini’ tre anni dopo.
Tali successi gli hanno spianato la strada verso nuove opportunità: è stato protagonista della prima registrazione nella storia della versione originale del Concerto per violino di Sibelius (1903/4), che si è aggiudicata un ‘Gramophone Award’; ha inoltre avuto l’onore di suonare sul celeberrimo violino ‘Il Cannone’ Guarneri del Gesù appartenuto a Paganini.
La straordinaria carriera di Leonidas Kavakos lo ha portato a stringere collaborazioni con le orchestre più prestigiose e i direttori d’orchestra più importanti del mondo quali la Filarmonica di Berlino/Sir Simon Rattle, l’Orchestra del Concertgebouw/Mariss Jansons, l’Orchestra Sinfonica di Londra/Valery Gergiev e l’Orchestra della Gewandhaus di Lipsia/Riccardo Chailly.
La stagione 2012/2013 lo ha visto protagonista di residenze con l’Orchestra Sinfonica di Londra e con la Filarmonica di Berlino, si è inoltre esibito con Mariss Jansons e l’Orchestra del Concertgebouw in occasione dei Concerti del Giubileo (125 anni di fondazione della celebre sala concertistica) interpretando il Secondo Concerto per violino di Bartók, precedentemente presentato in prima esecuzione proprio dall’orchestra olandese.
Inoltre negli Stati Uniti si esibisce regolarmente con la Filarmonica di New York, la Sinfonica di Chicago, la Sinfonica di Boston, la Philadelphia Orchestra e la Filarmonica di Los Angeles.
La stagione 2013/2014 per Leonidas Kavakos segna il debutto con la Filarmonica di Vienna/Riccardo Chailly.
Leonidas Kavakos ha mantenuto forti legami con la sua patria.
Per quindici anni ha curato gli eventi di musica da camera della Megaron Concert Hall che ha ospitato molti dei suoi amici artisti tra cui Rostropovich, Heinrich Schiff, Emanuel Ax, Nikolai Lugansky, Yuja Wang e Gautier Capuçon.
Leonidas Kavakos è molto impegnato come solista ma ha anche ampliato e diversificato i suoi orizzonti musicali diventando un apprezzato direttore d’orchestra.
Ha infatti diretto orchestre prestigiose quali la Filarmonica di Rotterdam, la Sinfonica di Vienna, l’Orchestra Sinfonica Tedesca di Berlino, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra del Festival di Budapest, la Chamber Orchestra of Europe, la Filarmonica di Stoccolma e le Orchestre Sinfoniche di Goteborg e della Radio Finlandese. Negli Stati Uniti ha diretto le Orchestre Sinfoniche di Boston, Atlanta e St Louis.
Gli appuntamenti principali dell’attuale stagione includono nuove esibizioni con l’Orchestra Sinfonica di Boston, l’Orchestra del Festival di Budapest, l’Orchestra Sinfonica di Goteborg e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino oltre ai prestigiosi debutti con l’Orchestra Sinfonica di Londra e l’Orchestre Philharmonique de Radio France.
Successivamente all’apprezzatissima registrazione dedicata a Sibelius nei primi anni ’90, Leonidas Kavakos ha registrato i 24 Capricci di Paganini per l’etichetta discografica Dynamic, le Sonate per violino solo di Ysaÿe per BIS, le Sonate di Enescu e Ravel insieme al pianista Péter Nagy per ECM e un’incisione di opere di Bach e Stravinsky.
Più di recente ha registrato dal vivo i cinque Concerti per violino e la Sinfonia N. 39 di Mozart con la Camerata Salzburg per Sony Classical.
Nel 2009 il Concerto per violino di Mendelssohn realizzato per Sony ha vinto un Premio ECHO Klassik come ‘Miglior Registrazione di un Concerto’.
A partire dal 2012 Leonidas Kavakos registra in esclusiva con Decca.
La sua prima incisione per tale etichetta discografica, vincitrice del Premio ECHO Klassik nella categoria ‘Strumentista dell’Anno’, ha incluso l’integrale delle Sonate per violino di Beethoven realizzate insieme a Enrico Pace.
In contemporanea con la pubblicazione del CD, il violinista greco ha portato in tournée le opere di Beethoven in numerose città europee tra cui Londra e Vienna con Emanuel Ax, Amsterdam, Milano (dove lui ed Enrico Pace sono stati insigniti del prestigioso Premio Abbiati) e al Festival di Salisburgo con Enrico Pace, dove le esibizioni sono state videoregistrate per la Radio Bavarese. Inoltre, durante la stagione attuale, i due musicisti eseguiranno le opere di Beethoven alla Carnegie Hall di New York e in Estremo Oriente.
La seconda registrazione per Decca, pubblicata nell’ottobre del 2013, ha incluso il Concerto per violino di Brahms con l’Orchestra della Gewandhaus di Lipsia e Riccardo Chailly.
Più avanti nella stagione Leonidas Kavakos registrerà le Sonate per violino di Brahms con la pianista Yuja Wang.
I due daranno vita a una serie di esibizioni dedicate a Brahms nelle principali città europee.
La trasmissione del valore educativo della musica e delle tradizioni stilistiche sono elementi fondamentali per il violinista greco che, dal 2012, è responsabile di una masterclass per violino e musica da camera ad Atene, attirando l’interesse di violinisti ed ensemble di tutto il mondo.
Oltre all’interesse sconfinato e all’incessante impegno rivolti ai diversi stili musicali, Leonidas Kavakos ha una grande passione per l’arte della liuteria, da lui considerata un profondo mistero e un segreto tutt’oggi non ancora svelato.
Il musicista greco suona uno Stradivari ‘Abergavenny’ del 1724 ma possiede dei violini moderni realizzati da Florian Leonhard, Peter Greiner, Eero Haahti e David Bague e archetti di François Xavier Tourte, Dominique Peccatte, Jean Pierre Marie Persois e Joseph Henry.

Yuja Wang
Yuja WangLa ventiseienne pianista cinese Yuja Wang è famosa in tutto il mondo per il suo stile che combina la spontaneità e l’immaginazione della giovinezza con la disciplina e la precisione di un’artista matura.
Yuja Wang, puntualmente elogiata per la sua tecnica raffinata, ha ricevuto grandi consensi anche per la padronanza dimostrata nei passaggi più impervi del suo repertorio, la profondità e la freschezza interpretativa e l’elegante e carismatica presenza scenica.
Yuja Wang registra in esclusiva per l’etichetta Deutsche Grammophon.
Il suo album di debutto, intitolato Sonatas & Etudes (pubblicato nel 2009) “evoca un misto di tecnica brillante e raro istinto per l’armonia”: questo il giudizio dato dalla rivista Gramophone, che ha nominato Yuja Wang ‘Giovane Artista dell’Anno’ ai Classic FM Gramophone Awards del 2009. La sua seconda registrazione, Transformation, nel 2011 le è valsa un Premio ECHO Classic come ‘Giovane Artista dell’Anno’.
In seguito Yuja Wang ha collaborato con Claudio Abbado e la Mahler Chamber Orchestra per la sua prima registrazione concertistica in cui vengono eseguite la “Rapsodia su un tema di Paganini” e il “Secondo Concerto per pianoforte in do minore” di Rachmaninov.
Questa registrazione si è aggiudicata una ‘nomination’ ai Grammy Award per la categoria ‘Best Classical Instrumental Solo’.
Di recente Yuja Wang ha registrato una raccolta di ‘encore’ realizzati da importanti compositori tra cui Albéniz, Bach, Chopin, Rachmaninov, Saint-Saëns e Scriabin.
Dal 2005, anno in cui Yuja Wang ha debuttato con la National Arts Center Orchestra diretta da Pinchas Zukerman, la pianista cinese si è già esibita con le più prestigiose orchestre del mondo tra cui quelle statunitensi di Boston, Chicago, Cleveland, Los Angeles, New York, Filadelfia, San Francisco e Washington, ma anche, tra le altre, la Staatskapelle di Berlino, la Filarmonica Cinese, la Filarmonica della Scala, la Filarmonica Israeliana, la Filarmonica di Londra, l’Orchestre de Paris, l’Orquesta Nacional de España, la Sinfonica NHK di Tokyo, l’Orchestra del Concertgebouw, l’Orchestra Mozart e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Nel 2006, Yuja Wang ha debuttato con l’Orchestra Filarmonica di New York nell’ambito del ‘Bravo! Vail Music Festival’ e nella stagione successiva ha suonato in Giappone e Corea con la stessa orchestra diretta da Lorin Maazel.
Nel 2008, Yuja Wang è stata in tournée negli Stati Uniti con l’Academy of St. Martin in the Fields diretta da Sir Neville Marriner.
Nel 2009 si è invece esibita come solista alla Carnegie Hall con la You Tube Symphony Orchestra diretta da Michael Tilson-Thomas.
Durante quell’estate si è esibita con Claudio Abbado al Festival di Lucerna nel Terzo Concerto per pianoforte di Rachmaninov per poi proseguire la collaborazione con l’Orchestra del Festival di Lucerna e Claudio Abbado per una tournée in Cina.
Yuja Wang si esibisce regolarmente nelle principali città asiatiche, europee e nordamericane; è inoltre un’impegnata musicista da camera e appare regolarmente in molti festival estivi in tutto il mondo e al Festival di Verbier.
Nel marzo del 2011 ha suonato in una serie di tre concerti alla Salle Pleyel di Parigi insieme ai primi musicisti della Filarmonica di Berlino.
Nell’ottobre del 2011 ha invece debuttato in recital alla Carnegie Hall (Stern Hall).
Ha lavorato al fianco di direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Daniel Barenboim, Gustavo Dudamel, Charles Dutoit, Daniele Gatti, Valery Gergiev, Mikko Franck, Manfred Honeck, Pietari Inkinen, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Kurt Masur, Antonio Pappano, Yuri Temirkanov e Michael Tilson-Thomas.
La stagione 2012/2013 di Yuja Wang vede nuove collaborazioni con la Filarmonica Israeliana e Zubin Mehta e anche una tournée americana con esibizioni alla Carnegie Hall e alla Disney Hall. Altri appuntamenti prevedono una tournée asiatica (Macao, Cina, Hong Kong, Taiwan e Giappone) di tre settimane con la Sinfonica di San Francisco e Michael Tilson-Thomas.
Le sue esibizioni hanno previsto nuove collaborazioni con i primi musicisti della Filarmonica di Berlino con una serie di concerti dedicati a Brahms alla Salle Pleyel di Parigi.
Nella primavera del 2013 si esibirà con la Filarmonica di Berlino presso la Philharmonie e ritornerà alla Carnegie Hall sia in recital che in concerto con la Sinfonica di San Francisco. Sarà poi impegnata con dei recital in una tournée giapponese che la vedrà debuttare alla Suntory Hall.
Yuja Wang ha iniziato a studiare al Conservatorio di Musica di Pechino da giovanissima dove ha avuto come maestri Ling Yuan e Zhou Guangren.
Tra il 1999 e il 2001, ha seguito il programma estivo “Morningside Music” presso il Mount Royal College di Calgary, un programma di scambio culturale e artistico tra Canada e Cina, grazie al quale ha potuto studiare con Hung Kuan Chen e Tema Blackstone al Mount Royal College Conservatory. In seguito si è trasferita negli Stati Uniti per studiare con Gary Graffman al Curtis Institute of Music di Filadelfia, dove si è diplomata nel 2008.
Nel 2006 Yuja Wang ha ricevuto il Premio Gilmore per Giovani Artisti.
Nel 2010 le è stato conferito il prestigioso Avery Fisher Career Grant.
Yuja Wang suona in esclusiva su dei pianoforti Steinway.

Le musiche (nota di Carlo Cavalletti)
La genesi della Sonata n. 1 in sol maggiore op. 78 di Brahms è strettamente legata a quella del suo Concerto per violino.
La Sonata fu iniziata a Pörtschach in Carinzia nella primavera-estate del 1878 mentre Brahms stava lavorando al Concerto, e venne completata sempre a Pörtschach un anno dopo mentre, con l’aiuto del fido amico Joseph Joachim, stava correggendo le bozze di stampa del Concerto.
In una lettera a Joachim del 22 giugno del 1879 in cui concordava una lettura al pianoforte delle bozze di stampa del Concerto, Brahms informa l’amico che «per ricreazione» avrebbero anche potuto suonare «una piccola Sonata»: la Sonata in sol maggiore, appunto.
In quegli stessi giorni Brahms sottopone la Sonata anche all’amica Clara Schumann, che il 10 luglio gli risponde: «Devo mandarti una parola per dirti quanto profondamente sono stata colpita dalla tua Sonata. L’ho ricevuta oggi e naturalmente I’ho suonata tutta e poi, fuori di me dalla gioia, mi sono sfogata piangendo. Dopo il primo movimento incantevole, e il secondo, puoi immaginare il mio piacere quando nel terzo ho ritrovato la mia melodia, così ardentemente amata».
La melodia alla quale Clara fa riferimento è quella di Regenlied (Canto della pioggia), un Lied di Brahms del 1873 che in effetti qui non solo diventa il tema principale dell’ultimo movimento, ma informa di sé in maniere più sottili anche i primi due.
Nelle sue lettere Brahms fa più volte riferimento al legame esistente fra il suo Lied e la Sonata in sol maggiore che non a caso è nota anche come “Regen-Sonate”, Sonata della pioggia: in una lettera all’amico Theodor Billroth scrive che l’ultimo movimento richiede «una dolce serata di pioggia per dare la necessaria atmosfera».
All’entusiasmo di Clara fece eco ben presto quello di altri amici fidati, come Elisabet von Herzogenberg: «Sai bene che nessuno può fare a meno di amarla più di ogni altra cosa al mondo, e che si diventa drogati da lei semplicemente studiandola e comprendendola, ascoltandola come in sogno e facendosi completamente assorbire da lei».
Dopo una prima esecuzione privata avvenuta il 30 ottobre del 1879 in casa di Billroth ad opera di Georg Hellmesberger con Brahms al pianoforte, la Sonata ebbe la sua prima esecuzione pubblica pochi giorni dopo ad opera degli stessi interpreti e fu poi pubblicata da Simrock nel 1880.

Nell’estate del 1883, durante un lungo periodo trascorso a Wiesbaden presso gli amici Rudolf e Laura Beckerath, Brahms faceva spesso musica insieme al padrone di casa, che era un ottimo violinista dilettante e possedeva uno Stradivari (!).
Poco dopo il suo ritorno a Vienna annunciò all’amico di aver iniziato una nuova Sonata per violino.
Il progetto fu poi accantonato per essere poi portato a termine quasi tre anni dopo, nell’estate del 1886, durante le vacanze trascorse in Svizzera nel villaggio di Hofstetten sul lago di Thun, nello stesso periodo in cui presero vita altri importanti lavori cameristici come la Sonata per violoncello e pianoforte op. 99 e il Trio op. 101.
Per celebrare la nuova Sonata e il luogo della sua nascita l’amico Joseph Widmann le dedicò un componimento poetico intitolato Thunersonate von Johannes Brahms e da allora il brano è conosciuto come “Thuner-Sonate”, Sonata di Thun.
Dopo un’esecuzione privata data da Brahms insieme alla violinista Marie Soldat a Vienna nell’ottobre del 1886, la prima esecuzione pubblica della Sonata in la maggiore, poi pubblicata da Simrock nel 1887 come op. 100, avvenne nella Sala Grande del Musikverein il 2 dicembre del 1886 ad opera ancora una volta di Hellmesberger e Brahms.
Elisabet von Herzogenberg, dopo averla ascoltata in privato da Joachim, scrisse a Brahms che si trattava di «una vera carezza».
E in effetti la Sonata conserva e forse porta a un grado ancora più alto la concezione intima, vocale e liederistica della Sonata op. 78, sia per la citazione di numerose melodie tratte da Lieder di Brahms (Komm bald e Wie Melodien zieht es mir nel primo tempo, Auf dem Kirchhofe nel terzo), sia per il suo tono generale che ha indotto William Newman a proporre per lei la definizione di “Lieder-Sonate”.
Esiste poi una evidente relazione fra questa Sonata ed Hermine Spies, il giovane contralto che Brahms aveva conosciuto a Wiesbaden provando per lei un forte interesse sia come interprete delle sue musiche sia, a quanto pare, come donna.
Entrambi i Lieder citati nel primo movimento, infatti, erano stati concepiti per lei e lo stesso Brahms ebbe a scrivere di aver composto la Sonata in re minore «attendendo l’arrivo di una cara amica».
Si potrebbe allora ipotizzare un significato criptografico, quasi à la manière de Schumann, di queste citazioni.

Anche la Sonata n. 3 in re minore, ultima delle tre Sonate per violino e pianoforte di Brahms, fu iniziata a Thun nella prolifica estate del 1886, ma venne completata solo due estati dopo.
Alquanto diversa dalle prime due quanto a struttura (è la sola ad essere articolata in quattro movimenti anziché in tre), tipo di scrittura e atmosfere espressive, fu eseguita in pubblico per la prima volta il 22 dicembre del 1888 a Budapest dal violinista ungherese Jenő Hubay – allievo di Joachim e maestro di Szigeti – con l’autore al pianoforte.
Pubblicata da Simrock nel 1889 come op. 108, è anche l’unica delle tre a portare una dedica: «al suo amico Hans von Bülow».
Ancora una volta Brahms è pieno di dubbi sul valore del suo nuovo lavoro che sottopone al parere dei soliti, fidati amici.
Il 21 ottobre, nell’inviarla timidamente ad Elisabet von Herzogenberg, scrive: «Quasi quasi sono tentato di mandarLe una piccolezza “casalinga”. Ma non Le reca troppo disturbo rifare il pacco e rimandarlo indietro? E proprio non ne vale la pena questa volta».
Pochi giorni dopo, quasi stupito dall’entusiastica accoglienza riservatale dall’amica, trova il coraggio di farla avere anche a Clara Schumann: «Perdonami se non ho mandato la Sonata prima a te, ma potrai credermi se te ne dico la ragione principale? A ogni nuovo pezzo mi manca la fiducia che possa piacere a qualcuno. Così anche questa volta e sono ancora molto in dubbio se sottoscriverai quanto dice la lettera della Signora Herzogenberg! Ma se la Sonata non ti piace a una prima lettura, non stare a provarla con Joachim, ma rimandamela indietro».
Che la cosa abbia stupito Brahms o no, la Sonata in re minore piacque moltissimo a Clara che ancora nel 1894, a settantacinque anni, dopo averla eseguita insieme a Joachim, scrisse: «amo questa Sonata oltre ogni dire, tutti i movimenti!».

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