L’Autunno Musicale della Nuova Orchestra Scarlatti propone un intenso abbinamento fra musica del Novecento e letteratura dell’Ottocento

Boulez-BuchnerNata da un’idea del clarinettista Gaetano Russo e dell’attore Enzo Salomone, la piéces “Se Boulez incontra Büchner” è stata recentemente riproposta nella chiesa di S. Francesco delle Monache, sede dell’Associazione Domus Ars, nell’ambito dell’Autunno Musicale della Nuova Orchestra Scarlatti.
Il lavoro si basa su un intrigante connubio fra musica e letteratura, con composizioni del repertorio novecentesco, alternate e sovrapposte alla lettura di alcuni frammenti dell’ottocentesco “Woyzeck” di Georg Büchner (1813-1837), il tutto racchiuso da due brani schubertiani, il Momento musicale per archi, op. 94 n. 3 e il secondo movimento dal Quartetto in re minore D 810 più noto come “La Morte e la fanciulla”.
Assoluti protagonisti della serata sono stati i due creatori del suggestivo allestimento.
Da un lato, Gaetano Russo ha eseguito con grande trasporto ed intensità Abîme des oiseaux, tratto dal Quartetto per la fine del Tempo (1941) di Olivier Messiaen, che ebbe la prima nel campo di concentramento di Görlitz, dove l’autore era prigioniero, e Domaines (1968-69) di Pierre Boulez.
Dall’altro lato, l’attore Enzo Salomone si è superato, dando voce ai vari personaggi, che si ritrovano in un’opera rimasta allo stato di abbozzo (a causa della prematura morte dell’autore nel 1837), portatrice di una sconvolgente visione profetica, che anticipa sia i regimi totalitari, sia l’Olocausto, dove Büchner descrisse la storia di Woyzeck, soldato semplice, debole ed indifeso, disposto anche a fare da cavia pur di migliorare il suo tenore  di vita e fornire il sostentamento alla sua compagna ed al figlio nato dalla loro relazione, fino a quando, una volta resosi conto del tradimento della donna, preso da una folle gelosia, la accoltellava.
In complesso si può osservare che, ad alcuni anni dalla “prima”, l’abbinamento fra Boulez e Büchner (le cui opere, non dimentichiamolo, distano fra loro poco più di 130 anni), non solo mantiene ancora tutta la sua carica emotiva, ma grazie al progressivo affiatamento dei due artisti ed alla loro straordinaria bravura, ha ormai raggiunto quasi la perfezione.
Vanno ancora citati i componenti del Quartetto della Nuova Scarlatti, Raffaele Pagano e Ledia Nikolla (violini), Valeria La Vaccara (viola) e Manuela Albano (violoncello), eccellenti interpreti delle due pagine schubertiane ed, infine, ricordiamo che il maestro Russo ha voluto dedicare la serata ai morti di Lampedusa, deboli e indifesi come il protagonista del dramma di Büchner.

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