Il prestigioso apporto degli interpreti italiani al recente Copenhagen Renaissance Music Festival

Laboratorio Turchini

Laboratorio Turchini

Si è svolta, dal 2 al 13 novembre, l’edizione 2013 del Copenhagen Renaissance Music Festival, incentrata sulla figura di Gesualdo da Venosa, del quale si celebrano i 400 anni dalla morte.
La rassegna ha ospitato una folta rappresentanza italiana, a cominciare dall’Ensemble Odhecaton, diretto da Paolo Da Col e formato da Alessandro Carmignani, David Allsopp, Gian Luigi Ghiringhelli (controtenori), Mauro Collina, Raffaele Giordani, Vincenzo Di Donato, Gianluca Ferrarini (tenori), Giovanni Dagnino e Marcello Vargetto (bassi).
La compagine si è esibita il 3 novembre nella Holmens Kirke, proponendo un suggestivo programma rivolto principalmente ai Tenebrae Responsoria Sabbati Sancti a 6 voci, di Gesualdo da Venosa, completato con brani di Josquin Desprez (Stabat Mater, a 5 voci), Jaches de Wert (Vox in Rama, a 6 voci) e Salvatore Sciarrino (Responsorio delle tenebre a sei voci).
Alla diffusione dello stile napoletano agli albori del Seicento era invece dedicato il recital dell’arpista e musicologa milanese Mara Galassi, tenuto l’8 novembre alla Frederiksberg Kirke che, in duo con il francese Jean-Marc Aymes (clavicembalo ed organo) ha proposto una serie di brani di Jean de Macque, Girolamo Frescobaldi, Bernando Pasquini e di due autori attivi nella città partenopea, il lucano Giovanni Maria Trabaci, primo italiano a diventare maestro della Reale Cappella di Napoli e Ascanio Mayone, nato a Napoli, dove ricoprì, fra l’altro, gli incarichi di organista e di maestro di cappella alla chiesa della Santissima Annunziata.
Il giorno successivo la Reformert Kirche è stata sede della conferenza “Performing Gesualdo’s music today”, alla quale hanno partecipato Dinko Fabris, Antonio Florio, Bo Holten, Jean-Marc Aymes, Mara Galassi, Gilbert Martinez, e del successivo appuntamento con il “Laboratorio Turchini”, diretto da Antonio Florio, e formato da Leslie Visco (soprano solista), Silvia Tarantino (soprano), Enrico Vicinanza (alto), Fabio Anti (tenore), Giuseppe Naviglio (basso), Tommaso Rossi (flauto), Francesco Aliberti (organo).
Nel corso dell’intenso concerto, dal titolo “Intorno a Gesualdo”, il pubblico ha potuto ascoltare brani strumentali e per voci e strumenti, tratti dalla produzione di alcuni compositori che gravitavano a Napoli intorno al grande musicista ed altri che, invece, Gesualdo conobbe una volta trasferitosi alla corte di Ferrara, dopo aver sposato in seconde nozze Isabella d’Este.
Fra i primi si ricordano Pomponio Nenna e Giovanni Maria Sabino, entrambi pugliesi, ed il padre teatino Scipione Stella (che accompagnò Gesualdo a Ferrara), fra i secondi Luzzasco Luzzaschi ed il suo alunno Girolamo Frescobaldi.
A chiudere l’elenco delle presenze italiane, il basso Daniele Carnovich che, insieme ai già citati Raffaele Giordani e Mara Galassi, ha fornito il suo apporto come componente del gruppo francese “Concerto Soave”, diretto da Jean-Marc Aymes, confrontatosi con i madrigali ed i mottetti di Gesualdo.
In conclusione una manifestazione che ha celebrato un grandissimo autore, ancora oggi di incredibile attualità, evidenziando nel contempo alcune delle eccellenze italiane nell’ambito dell’interpretazione della musica rinascimentale.

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