Un duo di rinomanza internazionale chiude il Festival di Musica da Camera di Napolinova

GlobeDuo Oliva-SavareseLa chiusura della sedicesima edizione del Festival di Musica da Camera di Napolinova, tenutasi nella Sala Vasari, è stata affidata al “GlobeDuo”, ensemble cameristico di rinomanza internazionale, formato dal flautista Andrea Oliva e dalla chitarrista Costanza Savarese.
Il programma proposto dai due musicisti comprendeva una serie di trascrizioni di brani famosi, composti nell’Ottocento e nel Novecento, iniziando con la Pavane in fa diesis minore, op. 50 per coro e orchestra di Gabriel Fauré (1845-1924).
Il successivo Rondo capriccioso, op. 14, tratto dalla produzione pianistica di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847), ha preceduto Adios Nonino, brano dedicato alla memoria del padre da Astor Piazzolla (1921-1992).
Con la celebre Danza dall’opera “La vida breve” siamo passati allo spagnolo Manuel de Falla (1876-1946), mentre di Heitor Villa-Lobos (1887-1959) abbiamo ascoltato l’Aria, dalla Bachianas Brasileiras n. 5, normalmente affidata ad un soprano, accompagnato da un’orchestra di violoncelli.
Il concerto si è chiuso con la rielaborazione di Anton Giulio Priolo della Suite n. 1, op. 46 che Edvard Grieg (1843-1907) ricavò dalle musiche di scena da lui scritte per il Peer Gynt di Ibsen.
Confrontandosi con questo vasto ed interessante repertorio, i due interpreti hanno evidenziato un’ottima intesa, un suono elegante e raffinato, e una elevata bravura che ha permesso loro di superare le svariate difficoltà insite in trascrizioni di brani, concepiti spesso in origine per organici molto più complessi di quanto possano essere la chitarra ed il flauto.
Pubblico traboccante, che si è infervorato soprattutto sulle note di apertura della suite di Grieg (che diversi anni fa vennero utilizzate per pubblicizzare un famoso olio di oliva) ed ha apprezzato moltissimo i due esecutori, che hanno concluso il loro recital con la romantica Serenade di Schubert suonata come bis.
I ringraziamenti finali vanno, doverosamente, ad Alfredo de Pascale, direttore artistico di Napolinova che anche quest’anno, fra le costanti e consuete difficoltà di un settore ormai a forte rischio di estinzione, è riuscito ad offrire una rassegna di livello molto elevato, giunta al sedicesimo anno e ad ingresso gratuito, il che ha quasi del miracoloso.

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