Al Festival di Musica da Camera di Napolinova il duo Cuciniello-Mauro propone brani molto interessanti e di raro ascolto

Duo Cuciniello-MauroLa Sezione Giovani del Festival di Musica da Camera, organizzato da Napolinova, sotto la direzione artistica di Alfredo de Pascale, ha ospitato il contrabbassista Marco Cuciniello e la pianista Sabina Mauro.
Nella splendida Sala Vasari, i due musicisti hanno proposto un programma molto particolare, apertosi con una Sonata di Henry Eccles (1670-1742), autore britannico trapiantato in Francia, dove lavorò alla corte di Luigi XIV.
Molti dei suoi brani si ispirarono all’italiano Giovanni Valentini, oggi completamente dimenticato, ma famosissimo ai suoi tempi, vissuto fra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento.
Con un salto di circa due secoli e mezzo siamo approdati al newyorkese Frank Proto (1941), ed alla sua Sonata “1963” per contrabbasso e pianoforte, contraddistinta da ritmi moderni, comprendenti anche incursioni di natura jazzistica.
Il successivo Kol Nidrei, op. 47 era tratto dalla produzione del tedesco Max Bruch (1838-1920) e consiste nelle variazioni su due melodie ebraiche, la prima delle quali legata al Kol Nidre, preghiera recitata in sinagoga all’inizio della cerimonia serale, in occasione della festività annuale dello Yom Kippur.
E’ toccato poi a Valse miniature di Sergej Koussevitzky (1874-1951), russo di nascita, in seguito naturalizzato americano, fra i più noti direttori d’orchestra del suo tempo, nonché valente contrabbassista.
Il programma si è chiuso con Mélodie e Bolero di Giovanni Bottesini (1821-1889), che, per la sua bravura si guadagnò l’appellativo di “Paganini del contrabbasso” e scrisse per lo strumento numerosi pezzi che richiedono dosi di alto virtuosismo.
Per quanto riguarda gli interpreti, Marco Cuciniello e Sabina Mauro si sono dimostrati entrambi molto bravi ed il loro affiatamento è apparso veramente notevole.
A ciò va aggiunto il grande merito di aver proposto pezzi belli e di rarissimo ascolto, compreso il bis, una struggente Preghiera dello svizzero-americano, di origini ebraiche, Ernest Bloch.
Pubblico meno numeroso di quello che ha seguito la parte della rassegna dedicata agli esecutori più affermati e, poiché tale fenomeno è stato costante lungo l’intera manifestazione, il direttore artistico Alfredo de Pascale ha affermato che, a partire dal prossimo anno, cercherà di ovviare all’inconveniente, soprattutto tenendo presente come lo scopo principale di tutte le iniziative di Napolinova sia quello di dare spazio e visibilità ai giovani talenti.
Prossimo appuntamento lunedì 11 novembre, alla Sala Chopin, con il concerto dei flautisti partecipanti alla masterclass di Andrea Oliva, accompagnati dal pianista Maurizio Iaccarino, che chiuderà ufficialmente la XVI Edizione del Festival di Musica da Camera.

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