Alla Sala Vasari il Festival di Musica da Camera di Napolinova propone un duo insolito e molto affiatato

Duo Pellarin-LovatoIl Festival di Musica da Camera, organizzato dall’Associazione Napolinova, prosegue con le sue proposte inusuali ed intriganti.
Questa volta ad esibirsi nella splendida Sala Vasari sono stati Guglielmo Pellarin, primo corno dell’Orchestra di Santa Cecilia, ed il pianista Federico Lovato, che hanno proposto brani composti fra l’inizio dell’Ottocento e la fine del Novecento.
Il concerto è iniziato con le Due sonate in fa maggiore di Luigi Cherubini (1760-1842), seguite dalla suggestiva ballata “Castel del Monte” per corno e pianoforte di Nino Rota (1911-1979), risalente al 1974 e dedicata al castello ottagonale fatto erigere nelle Murge da Federico II di Svevia nel XIII secolo.
La prima parte si è chiusa con il virtuosistico Preludio, tema e variazioni di Gioachino Rossini (1792-1868) e, dopo un breve intervallo, abbiamo ascoltato il delicato Notturno per corno e pianoforte, scritto nel 1864 da Franz Strauss (1822-1905), cornista virtuoso che dedicò numerosi brani allo strumento, noto soprattutto per essere il padre di Richard Strauss (1864-1949), autore del successivo Andante, op. postuma.
Gran finale con la Sonata op. 17 in fa maggiore di Ludwig van Beethoven (1770-1827), scritta a Vienna nel 1800 (in appena due giorni, secondo quanto riportano le cronache), per il virtuoso cornista Jan Vaclav Stich, che la eseguì in duo con lo stesso compositore tedesco al pianoforte, riscuotendo un enorme successo.
Per quanto riguarda gli esecutori, Guglielmo Pellarin, ha dimostrato di essere un solista di livello internazionale, che abbina nitidezza di suono ed estrema precisione, qualità che hanno entrambe conquistato i numerosissimi spettatori presenti.
Non è stato da meno l’altro componente del duo, il pianista Federico Lovato, solista molto bravo, che con Pellarin ha una lunga e consolidata frequentazione, per cui il loro affiatamento risulta elevatissimo.
Successo meritato e bis, rivolto ad un Intermezzo di Franz Lehár, con il quale si è chiusa una serata che ha ancora una volta confermato l’alto livello raggiunto dal Festival di Musica da Camera di Napolinova.

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