Ai “Concerti di Autunno” il duo Montefoschi-Marzocchi propone un’interessante finestra sul Novecento americano e neozelandese

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Il recente appuntamento della rassegna “Concerti di Autunno”, organizzata dalla Comunità Evangelica Luterana ed affidata alla direzione artistica di Luciana Renzetti, ha ospitato il flautista Andrea Montefoschi ed il pianista Marco Marzocchi.
Il duo si è confrontato con un repertorio particolarmente interessante e poco frequentato, rivolto ad alcuni compositori americani del Novecento, con una incursione anche nella produzione neozelandese, rappresentata da Christopher Norton, autore della melodica Sonatina per flauto e pianoforte di apertura e del penultimo brano (5 Microjazz, 1983), caratterizzato da una modernità accettabile dove trovano posto anche ritmi blues e funky.
Il primo pezzo “americano” era quindi la Canzone per flauto e pianoforte di Samuel Barber, trascrizione operata dal musicista del romantico movimento centrale del suo Concerto per pianoforte ed orchestra op.38.
Prima del breve intervallo è stata la volta di Moments op.47 per flauto e pianoforte di Robert Muczynski (1929-2010), nato a Chicago, che studiò alla DePaul University, dove ebbe fra i docenti il russo Alexander Čerepnin.
La seconda parte è iniziata con la Sonata per flauto e pianoforte op.23, sicuramente la pagina più ostica, ma contemporaneamente quella più vicina alla musicalità di fine Novecento, opera di Lowell Liebermann (1961), nato a New York e allievo di David Diamond e Vincent Persichetti alla Juilliard School of Music.
Il concerto si è concluso con la Sonata op.14 per flauto e pianoforte, che ha portato nuovamente alla ribalta Robert Muczynski, confermando l’ottima impressione ricevuta dall’ascolto del suo pezzo precedente.
Un breve sguardo, ora, ai due interpreti, che hanno mostrato di essere entrambi molto bravi ed affiatati, superando le numerose difficoltà legate a partiture spesso contraddistinte da una elevata complessità.
Ulteriore grande merito dei due esecutori è stato quello di proporre autori che difficilmente entrano in qualsiasi tipo di rassegna, sia perché abbastanza sconosciuti dalle nostre parti, ma soprattutto in quanto fautori di una musica troppo poco “moderna” (Liebermann a parte) se paragonata a quella di tanti musicisti, o presunti tali, che in questi ultimi decenni, con le loro “trasgressioni”, hanno contribuito ad allontanare dalle sale concertistiche un pubblico già di per sé poco propenso a qualsiasi forma di novità.
La rassegna “Concerti di Autunno” proseguirà con una serata dedicata al repertorio violoncellistico, portando alla ribalta la quattordicenne Raffaella Cardaropoli, interprete ricca di talento che, ad onta della sua giovanissima età, ha già maturato una notevole esperienza.

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