Ai “Vespri d’organo” Luigi Zanni propone alcune pagine significative dell’Ottocento italiano e francese

Luigi ZanniLa rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, recentemente gemellata con il “St. Nikolaus Orgelfestival” di Stuttgart (Germania) e organizzata dall’Associazione Trabaci, ha recentemente ripreso i suoi appuntamenti.
Primo ospite, dopo la lunga pausa estiva, il maestro Luigi Zanni che, nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero, dove è collocato uno splendido organo Mascioni, ha proposto quattro brani del repertorio ottocentesco appartenenti ad altrettanti autori.
Apertura con Thème et Variations, op. 115, risalente al 1898, di Marco Enrico Bossi (1861-1925), fra i pochi musicisti di rilievo che l’Italia abbia avuto in ambito organistico da due secoli a questa parte.
Con i successivi 6 versetti per il Gloria in re maggiore di Vincenzo Petrali (1830-1889), avevamo la possibilità di conoscere un autore sicuramente meno noto di Bossi, figura comunque importante, in un periodo durante il quale la musica per organo italiana aveva ancora come principale punto di riferimento l’opera lirica.
E’ stata poi la volta del Corale n. 3 in la minore, opera di uno dei massimi compositori per organo di tutti i tempi, il belga di adozione francese César Franck (1822-1890).
Dedicato all’allieva ed amica Augusta Holmès, il pezzo appartiene ai Trois chorals pour grande orgue, che costituiscono il testamento spirituale del musicista, in quanto vennero completati pochi giorni prima della sua morte, avvenuta nel 1890 per i postumi di un incidente stradale.
Chiusura rivolta all’Adagio ed alla celeberrima Toccata, ultimi due movimenti della Sinfonia n. 5, op. 42 n. 1 (1887) del francese Charles-Marie Widor (1844-1937), il cui nome è legato soprattutto alla letteratura organistica, anche se affrontò con uguale abilità molti altri generi ed ebbe inoltre una prestigiosa carriera come docente.
Per quanto riguarda l’interprete, Luigi Zanni ha saputo sfruttare al meglio le molteplici sonorità dell’organo (che ha risposto in modo esemplare), adeguandole ai diversi brani eseguiti, evidenziando grande sicurezza ed elevata bravura, con soddisfazione sia del pubblico presente, sia del direttore artistico della rassegna, il maestro Mauro Castaldo, che lo ha avuto come alunno al Conservatorio di Benevento.
In conclusione un concerto molto bello, che ci ha restituito in tutto il loro splendore pagine note e meno note dell’ottocento organistico italiano e francese.

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