Un House Concert in casa Guadagno

Fulvio Giarrusso e Maria Grazia Ritrovato

Fulvio Giarrusso e Maria Grazia Ritrovato

Nell’ambito di Piano City Napoli, intensa tre giorni che ha portato il pianoforte in ogni angolo della città, una delle iniziative più originali è consistita nei cosiddetti House Concerts, esibizioni musicali ospitate in case private.
Una di queste, tenutasi presso l’abitazione della dottoressa Imma Guadagno (dove sono convenuti non solo amici e parenti ma anche diversi appassionati, che si sono prenotati tramite il sito web appositamente creato per l’evento), ha avuto come protagonisti Fulvio Giarrusso e Maria Grazia Ritrovato, confrontatisi con programmi abbastanza differenti, che presentavano Chopin e Liszt come punti in comune.
Giarrusso ha iniziato con tre brani di Brahms, due dei quali, l’Intermezzo in si bemolle minore op. 117 n. 2 e l’Intermezzo in la maggiore op. 118 n. 2, legati all’ultima produzione del grande compositore tedesco.
A seguire un’ampia panoramica chopiniana, costituita da due Preludi, un Valzer, tre Notturni e lo Studio in la minore op. 10 n. 2 quest’ultimo preceduto dal celeberrimo “Sogno d’amore” di Liszt.
Dal canto suo Maria Grazia Ritrovato, che nella mattinata aveva partecipato con grande successo alla kermesse svoltasi a Palazzo Piacentini (compresa sempre nel cartellone di Piano City Napoli), ha aperto il suo concerto con due pezzi di Chopin, il Valzer op. 69, n. 1 e la Fantasia-improvviso op. 66 e con lo Studio da concerto n. 3 “Un sospiro” di Liszt.
La parte centrale è stata invece dedicata ad Olga Sirignano, compositrice e pianista napoletana, attiva nella prima parte del Novecento, che la Ritrovato sta da tempo cercando di far uscire da un oblio sicuramente immeritato, se pensiamo soltanto all’eccellente fattura ed alla discreta complessità che caratterizzavano il Valzer romantico, il Notturno per la sola mano destra (scritto dall’autrice per poter suonare, tenendo sul braccio sinistro il secondogenito appena nato) e lo Scherzo in sol minore proposti per l’occasione.
Nel finale la pianista ha dato spazio ad alcune delle sue composizioni, quali Reciproco rondò, Barche alla marina, Volo, e A vela a Ventotene, che fondevano ritmi antichi e moderni, sospesi fra il sogno e la realtà e fortemente legati, come la Tarantella procidana del bis, alla terra di origine.
In complesso un concerto corposo, che è però scivolato via con grande leggerezza, grazie a due pianisti di ottimo livello, ed è stato chiuso da un fuori programma consistente in un “cameo” offerto dalla padrona di casa, pianista dilettante, che ha ben eseguito Clair de lune, dalla Suite Bergamasque di Debussy e Smile scritto da Charlie Chaplin per il suo film “Tempi moderni”.
Un abbondante buffet ha degnamente chiuso una serata ricca di emozioni, che ha abbinato arte e convivialità, rispondendo in pieno allo spirito animatore di Piano City Napoli 2013.

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