Sabato 19 e domenica 20 ottobre la Stagione Sinfonica del Teatro di San Carlo propone l’oratorio Mysterium di Nino Rota

Logo Teatro di San CarloSabato 19 ottobre, ore 20.30 (replica domenica 20 ottobre, ore 18) nuovo appuntamento della Stagione Sinfonica del Teatro di San Carlo.
In programma Mysterium, oratorio di Nino Rota di rara esecuzione affidato a Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo, diretti da Giuseppe Grazioli.
Voci soliste Rocìo Ignacio (soprano), Marianna Pizzolato (mezzosoprano), Alessandro Liberatore (tenore), Gianluca Buratto (basso).

«Mentre la musica occidentale si disperdeva in mille rivoli alla ricerca di un modo di comporre asettico e spersonalizzato, Rota scriveva musica dove la sua impronta era immediatamente riconoscibile, una musica straordinariamente attuale per la sua caratteristica di ispirarsi a qualcosa di molto umano», spiega Giuseppe Grazioli, specialista del repertorio novecentesco che ha pubblicato lo scorso febbraio per Decca i primi due di sei cd dedicati proprio al compositore milanese, Nino Rota Orchestral Works, assieme all’ Orchestra Sinfonica Verdi.
Nel corso della sua carriera Grazioli ha diretto le principali orchestre italiane fra le quali, oltre alla Verdi di Milano, l’ Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’ Orchestra RAI di Roma e Napoli, l’ Orchestra Toscanini di Parma. Nel maggio 2003 era sul podio per la prima mondiale di Vita di Marco Tutino al Teatro alla Scala di Milano.
Milanese classe 1911, tra i massimi rappresentanti della musica italiana del 900 tout court, Rota fu compositore eclettico: teatrale, sinfonico, cameristico oltre che naturalmente autore di musiche destinate al cinema e rese immortali dai capolavori di Federico Fellini. Un binomio artistico, quello Fellini/Rota, dai contorni quasi leggendari, che ha profondamente segnato la storia del cinema italiano. La fortunata collaborazione fra i due artisti comprende ben sedici film, da Lo sceriffo bianco (1952) a Prova d’orchestra (1978) a breve distanza dalla scomparsa del musicista avvenuta nel 1979. Il fecondo rapporto di Rota con il grande schermo (con la scrittura di circa centotrenta partiture) lo porta a lavorare oltre che con Fellini anche con altri importanti registi, da Monicelli a De Filippo, da Clement a Zeffirelli fino a Visconti (Il Gattopardo) e Francis Ford Coppola (Il Padrino 1 e 2). Proprio per Il Padrino parte II riceverà, nel 1975, il premio Oscar come migliore colonna sonora.
Anche l’attività musicale extra filmica di Rota è notevole ma è rimasta per molto tempo ingiustamente in secondo piano. Solo di recente ha ricevuto un più obiettivo apprezzamento grazie a un crescente numero di registrazioni discografiche e all’impegno di artisti come Riccardo Muti, Giuseppe Grazioli, Gianandrea Noseda.

Composto nel 1962 su commissione della “Pro Civitate Christiana di Assisi”, Mysterium prese vita nel pieno del Concilio Vaticano II e fu eseguito in prima assoluta proprio ad Assisi il 29 agosto 1962.
Considerata come uno dei lavori più riusciti e compiuti di Rota, la partitura è basata su una compilazione di testi dell’Antico e Nuovo Testamento elaborata con l’assistenza dello scrittore pugliese Vincenzo Verginelli.
Nella sua struttura architettonica composta da sette parti si presenta come un imponente affresco concepito in forma di meditazione dove il compositore sembra voler associare il valore e la forza universale del linguaggio musicale con il concetto cristiano-agostiniano di universalità del mistero della rivelazione.
Abituato a navigare a traverso vicendevoli universi stilistici questa sua composizione risulta dominata da un linguaggio moderatamente politonale fortemente influenzato dal mondo sonoro della generazione dei compositori italiani dell’ottanta fra cui Malipiero, Casella e Pizzetti, tutti suoi eminenti insegnanti.
Gli accenti mai puramente declamatori vengono sempre mantenuti in un tessuto corale e orchestrale di elegante essenzialità e austera espressività, dalle linee chiare e misurate che a volte appaiono spingersi ai limiti dell’universo tonale e che mai portano la scrittura musicale a perdersi in manierismi.
Rota amava sottolineare l’importanza del messaggio universale trasmesso dalla musica che quindi deve possedere una forza comunicativa e un’ immediatezza espressiva accessibile a ogni ascoltatore al pari del mistero divino e della sua portata cosmica espressa nel concetto et omnes unum sint.

Ufficio Stampa
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Teatro di San Carlo
Sabato 19 ottobre ore 20.30 /domenica 20 ottobre ore 18
Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo
direttore: Giuseppe Grazioli
maestro del coro: Salvatore Caputo
direttore del Coro di Voci Bianche: Stefania Rinaldi
soprano: Rocìo Ignacio
mezzosoprano: Marianna Pizzolato
tenore: Alessandro Liberatore
basso: Gianluca Buratto

Programma
Nino Rota: Mysterium, oratorio per quattro voci soliste, Coro, Coro di Voci bianche e Orchestra

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