Il Festival di Musica da Camera di Napolinova si apre con un duo di livello internazionale

Duo Bocini-del PinoLa XVI Edizione del Festival di Musica da Camera, organizzato dall’Associazione Napolinova, sotto la direzione artistica di Alfredo de Pascale, si è aperta con un concerto del duo formato dal contrabbassista Alberto Bocini e dal pianista spagnolo Daniel del Pino.
Il programma proposto, che andava dall’Ottocento ai giorni nostri, è iniziato con una versione per contrabbasso e pianoforte della celebre Sonata in la minore D 821 di Franz Schubert (1797-1828), scritta nel 1824 per uno strumento che si stava affacciando sulla scena, l’Arpeggione, sorta di incrocio fra violoncello e chitarra, inventato dal liutaio viennese Johann Georg Stauffer.
La sua diffusione non ebbe il successo sperato, ma come testimonianza rimase questa composizione, pubblicata postuma nel 1871.
E’ stata poi la volta di Water for Tomorrow dello statunitense Terry Plumeri (1945), lavoro recentissimo in quanto il duo ha ricevuto la partitura direttamente dall’autore soltanto tre giorni prima dell’esibizione.
Ritorno all’Ottocento con il Grande allegro “alla Mendelssohn” di Giovanni Bottesini (1821-1889), parafrasi che celebrava i fasti del musicista tedesco, con reverenza ed anche una punta di ironia, e chiusura con due pezzi, Elegy e Burlesque, dell’ucraino Nikolaj Kapustin (1937), compositore contemporaneo molto interessante che meriterebbe una maggiore conoscenza e diffusione.
Per quanto riguarda gli interpreti, abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare nuovamente il maestro Bocini, dimostratosi esecutore di caratura internazionale, dotato di una versatilità che gli permette di affrontare, con la medesima bravura e naturalezza, autori classici e contemporanei, con incursioni anche in ambito jazz, come nel caso di Kapustin.
Molto bravo anche Daniel del Pino, che si è dimostrato anch’egli un ottimo solista ed ha evidenziato un perfetto affiatamento con il contrabbassista.
In conclusione un esordio quanto mai scoppiettante della rassegna, svoltosi nella splendida cornice della Sala del Vasari, che non solo ha accontentato gli appassionati più tradizionalisti, ma è riuscito nel non facile compito di avvicinarli alle sonorità moderne.

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