Il grande ritorno dei CamPet Singers con “Krakozhian Orchestra”

Krakozhian OrkestraCosa accade se gli orchestrali di una compagine dell’Est europeo, giunti direttamente dall’aeroporto al palcoscenico per il concerto d’esordio della loro tournée, scoprono che nelle custodie non ci sono più gli strumenti, sostituiti dagli oggetti più svariati (dai guanti per lavare i piatti ai tradizionali mattoni)?
In qualche modo devono sopperire a questa improvvisa mancanza, esibendosi ugualmente, con il solo ausilio della voce ed alternando pezzi musicali a brevi siparietti, legati alla loro quotidianità di artisti, fatta di ripicche, rivalità e pettegolezzi.
Partendo da questo presupposto Felice Mondo ha sviluppato le vicende attorno alle quali ruota “Krakozhian Orchestra”, il cui titolo ha come riferimento lo stato immaginario, patria del protagonista del film di Steven Spielberg “The Terminal”.
Lo spettacolo, che ha esordito a Palazzo Zevallos Stigliano, nell’ambito del ciclo “Centenari, bicentenari ed oltre”, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti, è stato affidato ai CamPet Singers (effervescente gruppo vocale napoletano, fondato nel 1991 da Andrea Campese e Sergio Petrarca, ed attualmente diretto dal maestro Carlo Forni), al quale Mondo appartiene, avvalendosi del prezioso apporto del regista Raimondo Pepe e della partecipazione dell’oboista Fabio D’Onofrio.
Così, intervallate da brevi scenette piene di ironia, abbiamo potuto apprezzare una serie di brani “a cappella”, sullo stile degli Swingle Singers, ai quali il gruppo si è ispirato sin dalla sua iniziale costituzione.
Numerosi i pezzi proposti, per buona parte classici, ma con sconfinamenti anche nel leggero, eseguiti sempre con il brio e la simpatia che caratterizzano una compagine unica nel suo genere, padrona di un repertorio sterminato.
All’ottima qualità vocale, i CamPet Singers hanno abbinato una innata bravura a muoversi sul palcoscenico, già evidenziata soprattutto quando, non molto tempo fa, portarono avanti una meritoria operazione di recupero dei brani del Quartetto Cetra.
Ma, in questa occasione, hanno dovuto “fare i conti” con un regista vero, il cui merito maggiore, a nostro avviso, è stato quello di riuscire a contenere un gruppo, irrefrenabile anche quando si riunisce al di fuori del palcoscenico, indirizzandolo verso un giusto equilibrio, senza snaturarlo, disegnando nel contempo una serie di personaggi pensati su misura, in modo che ognuno potesse offrire il meglio di sé.
Così, solo per fare alcuni esempi, Carlo Forni, a capo della Krakozhian Orchestra, doveva risolvere e superare problemi ancora maggiori di quando dirige i CamPet Singers, mentre Mark Weir dava fondo a tutta la sua pignolite britannica, insistendo sull’esatta pronuncia di tutti i titoli in lingua inglese, riprendendo puntualmente chi li annunciava (e quasi sempre si trattava del direttore).
A Guido Ferretti toccava invece il compito di ricordare il nonno di origine napoletana il quale, ad ogni Carnevale, pretendeva che il nipote indossasse i panni di Pulcinella, trasformandolo puntualmente nello zimbello della festa, in quanto tutti gli altri bambini vestivano abiti sgargianti e festosi, che stridevano fortemente con la povertà del bianco e nero della maschera partenopea.
Ancora, Alessandra Lanzetta, si calava perfettamente nei panni della donna seminatrice di zizzania e Luisa Daniele recitava la parte dell’orchestrale che aveva perso la testa per l’oboista.
A quest’ultimo, musicista di grandissimo spessore, che si è perfettamente calato nello spirito della rappresentazione, spettava la parte del privilegiato perché, usufruendo di due biglietti, aveva potuto viaggiare in compagnia dello strumento e quindi non era stato derubato, ed inoltre risultava l’unico degli orchestrali alloggiato in un albergo decente.
In complesso uno spettacolo molto piacevole, che merita sicuramente una riproposizione, per cui chiudiamo ringraziando i CamPet Singers, formati da Ester Castaldo, Rosalia La Volpe, Francesca Zurzolo, Luisa Daniele, Alessandra Lanzetta, Francesca Veglione, Andrea Campese, Guido Ferretti, Felice Mondo, Carlo Forni, Sergio Petrarca, Mark Weir, per averci dato un’oretta di sano divertimento, in prosa e musica, salutato da un grande successo di pubblico, costituito dai molti appassionati che seguono da anni questo gruppo affiatatissimo, sulle scene come nella vita di tutti i giorni.

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