Parata di talenti alla Sala Chopin

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Il concerto inaugurale della stagione dell’Associazione Napolinova, svoltosi nella Sala Chopin di Palazzo Mastelloni, ha avuto come protagonisti alcuni dei partecipanti al Corso di Perfezionamento violinistico, tenuto dal maestro Felice Cusano, interprete leggendario e docente di grande prestigio.
Apertura con Debora Fuoco, fra i pilastri dell’Orchestra Filarmonica della Calabria, interprete dell’Andante del violinista e compositore genovese Ernesto Camillo Sivori (1815-1894).
Amico e unico allievo di Paganini, volle proseguirne i fasti, ma una volta scomparso cadde ben presto nel dimenticatoio, per cui oggi, parlando di Sivori, ci si riferisce all’omonimo calciatore italo-argentino del passato.
Il discorso relativo alla notorietà cambia completamente nel caso di Mozart, presente nel programma con il movimento iniziale del Concerto per violino in la maggiore n. 5 KV 219, eseguito dal ventenne Nicola Marvulli, figlio d’arte molto promettente (il padre Michele, noto pianista, docente e direttore d’orchestra, ha avuto maestri del calibro di Arturo Bonucci, Nino Rota e Franco Ferrara).
Giovanissima, ma già con il suo bagaglio di esperienza, anche Federica Tranzillo, che alla carriera da solista alterna quella cameristica, nell’ambito del Campania String Quartet, ensemble che si sta affermando come una delle realtà campane di maggiore interesse nel panorama italiano, tenendo anche presente che l’età dei suoi componenti oscilla fra i 14 ed i 18 anni.
Federica Tranzillo ha ottimamente eseguito i primi quattro movimenti della Partita n. 2 in re minore BWV 1004 di Bach e uno dei “Capricci” più celebri di Paganini, il n. 13 in si bemolle maggiore, noto con l’appellativo “La Risata”, per il suo incipit che assomiglia quasi ad un ghigno diabolico.
Vincenzo Meriani ha avuto invece il compito di far rivivere le sonorità vertiginose della Tzigane di Ravel, composta nel 1924 dall’autore francese su richiesta della violinista ungherese Jelly d’Arányi e concepita in origine per violino e luthéal (strumento antesignano del pianoforte preparato).
Sempre rimanendo in Francia, è stata la volta della Sonata in la maggiore per violino e pianoforte, scritta da César Franck (1822-1890) come regalo di matrimonio per l’amico violinista Eugène Ysaÿe.
I primi due tempi di questo capolavoro della letteratura cameristica sono stati affidati a Greta Medini, che ha scelto una lettura molto equilibrata del brano, rifuggendo in tal modo dall’esasperato romanticismo che sovente ne caratterizza l’esecuzione e finisce per snaturarlo.
Pienamente romantico, invece, il primo movimento della Sonata n. 1 in la minore, op. 105 di Robert Schumann, disegnato con grande eleganza ed intensità da Alba Ovcinnicoff, in forza all’Orchestra del Teatro di San Carlo e, a dispetto del cognome, unica napoletana fra i partecipanti.
Il successivo Rondo capriccioso in la minore, op. 28 di Camille Saint-Saëns (1835-1921) ha messo in evidenza Roberto d’Auria, talento giovanissimo che ha infiammato la platea con la sua interpretazione.
Non poteva mancare Fabrizio Falasca, nativo di Sarno (Sa), che proprio nell’ambito dei concerti organizzati da Napolinova ha mosso i suoi primi passi, e oggi può essere considerato fra i musicisti più interessanti della sua generazione.
La Polacca, tratta dal repertorio di Henryk Wieniawski (1835-1880), contraddistinta da un connubio fra cantabilità e virtuosismo, sembrava fatta apposta per esaltare la sua bravura.
Chiusura con il Concerto “Pathétique”, op. 23 del moravo Heinrich Wilhelm Ernst (1814-1865), altro illustre, quanto sconosciuto violinista, violista e compositore, eseguito in modo passionale da Christian Saccon, violinista veneto di fama internazionale.
Da quanto finora descritto si comprende come il concerto abbia proposto una serie di brani di grande interesse, sovente di raro e rarissimo ascolto e sia stato particolarmente corposo.
Ma, nonostante quasi due ore ininterrotte di musica, il tempo è veramente volato, grazie a esecutori di altissimo livello che, facendo anche tesoro dei numerosi consigli del maestro Cusano, hanno pienamente espresso le loro enormi potenzialità.
Un grandissimo plauso va, inoltre, a Dario Cusano, che ha accompagnato al pianoforte la maggior parte dei violinisti, ricoprendo in modo impeccabile un ruolo troppo spesso sottovalutato dal pubblico.
A proposito di quest’ultimo, si è comportato benissimo, seguendo l’intero recital con attenzione, interesse e compostezza, caratteristiche raramente mostrate durante l’arco della scorsa stagione, il che fa ben sperare per il futuro.
In conclusione un evento difficilmente ripetibile, per cui non possiamo che ringraziare ancora una volta l’Associazione Napolinova, nella figura del direttore artistico Alfredo de Pascale, che è stato in grado di riunire un cospicuo numero di violinisti ricchi di talento, alcuni già ben affermati, altri di sicuro avvenire.

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