Sabato 7 settembre Pina Cipriani torna nel Cilento con il concerto-spettacolo “Chesta è la terra mia”

Locandina Pina Cipriani a CamerotaSabato 7 settembre, alle ore 19.30, al Baia delle Sirene Hotel di Marina di Camerota (Sa), il Teatro Sancarluccio e Area Arte Associazione Mediterranea Culturale presentano il concerto-spettacolo di Pina Cipriani “Chesta è la terra mia”, un viaggio senza tempo nel Cilento basato sulle musiche di Franco Nico e i testi di Giuseppe Liuccio, con la partecipazione di Egidio Mastrominico (violino), Marco Gesualdi (chitarra), Giacomo Pedicini (contrabbasso), Giosi Cincotti (tastiera e fisarmonica), Michele Maione (percussioni).

La terra rosa del Cilento e le sue parole perdute: il luogo di una memoria sociale, di una “parlata” antica e magica, che racconta di quello straordinario accumulo di esperienze di generazioni scomparse, di quei cilentani erranti, emigranti, pescatori, marinai, che davano ai loro villaggi il nome di ninfe e di dèi, di cui riconoscevano le fattezze nelle forme della roccie e delle montagne.
Perdute sono, in realtà, parole sconosciute, il cui suono potente e poetico, come tutto ciò che l’uomo perde e non comprende più, la natura affida all’arte della musica e del canto affinchè agli le possa ritrovare e dargli un senso nuovo.
(Bianca Mastrominico)

In programma Me ricordo, na vota…, Zì prevete nnucente e sfurtunato, No passero p’amico, Evviva Garibaldi!, Iamo mugliere mia…, Chesta è la terra mia, Povero Pisacane, Cammarota, E’ inutile ca ‘nsisti, Quann’era criaturo, La fera e altro……….

Per Info e prenotazioni
Hotel Baia delle Sirene
via S. Sereni, 29
84040 Camerota (SA)
tel.: 0974 270526
www.hotelbaiadellesirene.com

Teatro Sancarluccio
Via San Pasquale a Chiaia, 49
80121 Napoli
Tel: 081405000
Fax: 081426161
e-mail: sancarluccio@teatrosancarluccio.com
Sito web: www.teatrosancarluccio.com

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Pina Cipriani
Pina Cipriani 2La voce di Pina Cipriani è una delle più coinvolgenti ed emozionanti che sia dato oggi di ascoltare, voce che “arragiona”, voce di teatro, che fa vedere scene e volti, voce di donna intensa, appassionata, prodigiosamente dotata di intelligenza scenica, tragica senza retorica, lirica con sincerità.
Giuseppe Rocca – Paese Sera

Pina Cipriani ha una reputazione internazionale come cantante ed attrice per la sua unica cifra interpretativa e per il suo lavoro di recupero e diffusione della canzone napoletana antica e contemporanea.
La sua attività artistica ha inizio negli anni settanta con il gruppo “Bentornato Mandolino”.
Nel ‘77 interpreta ed incide in prima esecuzione mondiale la versione integrale di “Quando nascette Ninno” di S. Alfonso Maria de’Liguori, interpretata anche nel 91 in Piazza del Plebiscito a Napoli alla presenza di Papa Wojtyla.
Numerosi spettacoli la vedono protagonista della rinascita della Canzone Napoletana classica e per la costituzione di un nuovo repertorio contemporaneo, affiancando a questa il lavoro di ricerca sul repertorio dell’entroterra campano, ricordiamo “Antonio De Curtis in arte Totò”, “Il Sud non è forse”, “RONA”, “Momenti, viaggio nei sentimenti’, “Tiempe Sciupate” con Enzo Moscato, lo storico “Rosa, Preta e Stella”, “MAMA”, “Cantami o Diva“, “Chesta è la Terra mia“, “La forza del dialetto”, “Song’s Eduardo”, “Chist’è nu filo d’erba e chill’è ‘o mare”, fino al recente “Napolinscena”.
Pina nella sua lunga carriera ha tenuto concerti in Italia, tra gli altri alla Biennale di Venezia, a Cagliari, a Torino, Siena, Brindisi, al Teatro Flaiano e al Parioli di Roma, al Festival Città Spettacolo di Benevento, al Festival delle Ville Vesuviane, al Teatro di Corte della Reggia di Caserta, ed all’estero, in Francia al Festival di La Rochelle, ad Avignone e al festival del Teatro Europeo di Grenoble, al Centre George Pompidou di Parigi per il Festival Quartier d’été, all’Istituto di Cultura Italiano di Parigi, in Svizzera in Germania in Turchia ed in Grecia all’Istituto di Cultura Italiano di Salonicco.
Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, lo spettacolo “RONA” è stato registrato e teletrasmesso in quattro puntate da Rai Tre, mentre lo spettacolo “Tiempe Sciupate” con Enzo Moscato è stato registrato e trasmesso da Radio Tre.
In campo cinematografico ha partecipato ai film “Libera” di Pappi Corsicato, “Baby Gang” di Salvatore Piscicelli e “Il resto di niente” di Antonietta De Lillo.
La sua discografia, edita da Fonit Cetra, Polo Sud e da CPS, vanta dieci Cd che sono vere e proprie incisioni di riferimento nell’interpretazione della canzone napoletana antica e contemporanea, dove Pina si esalta nelle interpretazioni del canzoniere composto per lei da Franco Nico.
Per la produzione dei suoi spettacoli e CD ha collaborato con poeti e musicisti napoletani quali Salvatore Palomba, Franco Nico, Giuseppe Liuccio, Daniele Sepe, Marcello Colasurdo, Piero De Asmundis, Paolo Raffone, Raimondo Di Sandro, Giacomo Pedicini.
Nel ‘72 insieme a suo marito Franco Nico, compositore, cantautore e regista, Pina fonda il Teatro Sancarluccio di Napoli, storico spazio di sperimentazione e di nuova drammaturgia, e nel ’78 crea la Compagnia del Sancarluccio che da allora ha prodotto tutti i suoi spettacoli/concerti.
Nella sua lunga carriera, ad una intensa attività artistica Pina ha sempre affiancato la direzione del nucleo artistico ed organizzativo del Teatro Sancarluccio, che definisce la sua casa d’arte.
Ai numerosi riconoscimenti collezionati nel corso della sua lunga carriera Pina ha recentemente aggiunto il prestigioso Premio “NIKE” per lo spettacolo “Cantami o Diva”, insignito da una giuria composta dai critici teatrali e musicali di tutte le testate giornalistiche napoletane, quale miglior spettacolo musicale della stagione teatrale 2009/10, ed il Comune di S. Anastasia ha voluto rendere omaggio alla sua arte con un premio alla carriera.

Franco Nico
Franco NicoInizia la sua attività artistica a conclusione degli studi liceali, come cantautore.
Debutta in televisione con Fred Buscaglione ed incide le sue prime canzoni con la Fonit-Cetra.
Incontra la poesia di Liuccio negli anni ’80 mentre sta riallestendo per la Biennale di Venezia dell ’82 lo spettacolo-documento “Il Sud non è forse”, terza fase di una trilogia dedicata all’entroterra della Campania, in particolare all’Irpinia, ed alle voci poetiche di Agostino Astrominica e Giuseppe Iuliano i cui versi mette in musica.
In quella occasione ha modo di leggere “Chesta è la terra mia” la suggestiva poesia di Liuccio, di musicarla e di inserirla nello spettacolo.
Da allora Liuccio ha continuato a scrivere del suo Cilento. Franco Nico ha continuato a musicare “poesie”: Totò, Eduardo, Salvatore Palomba, Enzo Moscato, Peppe Lanzetta…
Nel Maggio del ’97 Giuseppe Galzerano amico ed attento editore cilentano, gli fa conoscere l’ultima raccolta di versi di Liuccio: “T’anno e mò” da lui pubblicata.
Nascono così, in collaborazione con Pina Cipriani, le musiche di questo CD che è parte di un progetto più ampio dedicato al Cilento ed alla sua cultura.
Claudio Villa, Domenico Modugno e Nino Taranto incidono sue canzoni.
Compone ed incide per l’editore Bideri “Resta ancora a Capri” a cui fa seguito un album “Miti leggende e storie antiche di Capri” con i testi di R. Rossi Bussola e la collaborazione dei maestri Eduardo Caliendo e Roberto De Simone
Significative le “ballate” dedicate ad Axel Munthe ed a Curzio Malaparte, descrittivo “Il giro dell’isola”.
Nel 1969 da un incontro con il giornalista Angelo Fusco nasce il cabaret de “I Cabarinieri” del quale fa parte per alcuni anni componendo le musiche per molti copioni.
Nel 1973 dà vita al Teatro Sancarluccio.

Giuseppe Liuccio
Giuseppe LiuccioNasce a Trentinara nel cuore del Cilento.
Attualmente vive a Roma. Già docente di lettere nei licei classici è da anni giornalista della Rai-TV e collabora anche alla stampa quotidiana ed a varie riviste letterarie.
E’ legato da un fortissimo cordone ombelicale alla memoria contadina, al lavoro, alle stagioni, ai sapori della terra.
Si è sempre battuto per l’elevazione sociale, economica e culturale della sua terra e della sua gente e dovunque ha portato, con impegno ed intelligenza, la sua testimonianza di Cilentano.
Le pietre parlanti delle scale, gli attrezzi contadini, i lavori, le rare foto, gli ortaggi, i pergolati, i frutteti, i sapori, i mestieri, i giochi, le feste, le tradizioni, l’amore, l’eros, i sentimenti, l’amicizia, la vita e la morte, la povertà, la dignità: Liuccio parla di tutto questo e lo fa esprimendosi nel suo “dialetto” offrendoci immagini e versi suggestivi che aderiscono carnalmente al passato ed al presente del Cilento

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