La rassegna “Amalfi Coast Music & Arts Festival” riporta a Napoli lo straordinario Fine Arts Quartet

Fine Arts Quartet 1A meno di due mesi dal concerto tenuto nell’ambito del “Maggio della Musica”, il Fine Arts Quartet è tornato a Napoli per il secondo dei tre appuntamenti partenopei legato alla rassegna “Amalfi Coast Music & Arts Festival”.
Rispetto all’esibizione precedente, il violista Juan-Miguel Hernandez ha preso il posto del titolare Nicolò Eugelmi, costretto a fermarsi per noiosi problemi alla cervicale, e ha affiancato i violinisti Ralph Evans e Efim Boico, ed il violoncellista Robert Cohen.
La serata si è aperta con il Quartetto per archi op. 71, n. 2 di Franz Joseph Haydn (1732-1809), appartenente ad un trittico pubblicato a Vienna nel 1793, insieme ai tre quartetti dell’op. 74.
La raccolta fu commissionata dal conte Anton Georg Apponyi, parente della famiglia Esterházi, presso la quale il musicista austriaco aveva prestato i suoi servigi per circa 30 anni, e membro del Gesellschaft der Associirten, istituzione di appassionati della musica, fondata dall’olandese Gottfried van Swieten, autore fra l’altro dei testi dell’oratorio di Haydn “La creazione”.
Secondo brano in programma il Quartetto per archi “Rimedi per l’Anima” del torinese Nicola Campogrande, nato nel 1969, uno dei compositori maggiormente rappresentativi della sua generazione, che ha al suo attivo un curriculum di grande prestigio anche come critico musicale e direttore artistico.
Il pezzo proposto risale al 2011 e evidenzia una scrittura moderna ma adatta al grande pubblico, con sfumature che ricordano il novecento statunitense.
Chiusura con il Quartetto per archi in fa maggiore di Maurice Ravel (1875-1938), dedicato a Fauré e completato nel 1903, che dovette attendere l’anno successivo per il suo esordio, contrassegnato da uno scarso successo, avvenuto nell’ambito della stagione della Societé Nationale de Musique.
Fonte di ispirazione fu il quartetto composto da Debussy una decina di anni prima, anche se Ravel utilizzò una struttura meno compatta e priva di temi ricorrenti.

Juan-Miguel Hernandez

Juan-Miguel Hernandez

E veniamo al Fine Arts Quartet, che si è confermato ensemble di caratura mondiale, caratterizzato da un suono di grande nitidezza e da un affiatamento perfetto, con Juan-Miguel Hernandez inseritosi ottimamente in un gruppo, il cui asse portante è costituito dalla trentennale collaborazione fra i violinisti Ralph Evans e Efim Boico, in quanto anche il violoncellista Robert Cohen rappresenta una recentissima acquisizione.
A completamento del resoconto di uno splendido concerto, terminato con un bis tratto dalla produzione di Rachmaninov, ci sono sicuramente da fare alcune considerazioni.
Innanzitutto la scelta della Sala Martucci, luogo sicuramente consono per la musica da camera, ma anche abbastanza piccolo se paragonato alla Sala Scarlatti, lascia abbastanza perplessi, a meno che non era stata già prevista una affluenza scarsa.
E, in effetti, un avvenimento che in altre città avrebbe richiamato folle di spettatori, a Napoli è passato abbastanza inosservato, nonostante il periodo piuttosto povero di appuntamenti musicali e la possibilità di assistere gratuitamente al concerto.
Al proposito, non si possono giustificare le assenze con il discorso legato all’anticipo dell’orario, rispetto al programma ufficiale, perché mai come questa volta i mezzi di comunicazione si sono rivelati efficienti e tempestivi.
Il problema appare quindi molto serio, ed investe principalmente una platea cittadina distratta, provinciale e di scarsa cultura, pronta a seguire ed osannare a scatola chiusa pochi nomi, imposti dai media o legati a ricordi giovanili, che con la musica classica hanno ormai poco o niente da spartire.
Infine, va ancora segnalato come, se da una parte il conservatorio, in qualità di istituzione ospitante, era rappresentato dalle sue massime autorità, la direttrice Elsa Evangelista e il commissario Achille Mottola, dall’altra si sono visti pochissimi studenti, e anche questo merita un’ attenta riflessione.
Prossimo ed ultimo appuntamento napoletano dell’ “Amalfi Coast Music & Arts Festival”, martedì 22 luglio alla Sala Scarlatti del Conservatorio, con una proposizione delle scene più significative de “Le nozze di Figaro” di Mozart.

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