Nella basilica napoletana di Santa Chiara grande lezione organistica del maestro Gilberto Scordari

Gilberto ScordariSi è svolto, nella Basilica napoletana di Santa Chiara, dove è collocato un organo Mascioni del 1962, il secondo appuntamento del ciclo “Gli Organi storici della Campania”, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti, che ha avuto come protagonista Gilberto Scordari, musicista pugliese, trapiantato a Roma dove ricopre il ruolo di organista titolare della Chiesa dei Santi XII Apostoli.
Il recital ha avuto inizio con il Prélude, dalla Suite op. 5, che il francese Maurice Duruflé (1902-1986), uno dei maggiori protagonisti della musica del Novecento, noto soprattutto per un Requiem.
Con un salto indietro di circa tre secoli, siamo passati al Recercare, dalla Messa delli apostoli di Girolamo Frescobaldi (1583-1643).
La Messa delli Apostoli, insieme alla Messa della Domenica, alla Messa della Madonna e a due capricci, venne pubblicata a Venezia nel 1635, nella raccolta Fiori musicali, che ebbe una decisiva influenza sulle generazioni successive.
A seguire è stata la volta di O Lamm Gottes, unschuldig BWV 656, tratto dai Diciotto preludi corale per organo, pezzi della maturità di Bach, in quanto scritti fra il 1740 ed il 1750 a Lipsia, talora su rielaborazioni di brani composti in gioventù, durante la sua permanenza a Weimar.
E’ toccato poi al Corale n. 2 in si minore di César Franck (1822-1890), belga trapiantato in Francia, figura fra le più rappresentative dell’Ottocento musicale francese.
La composizione, dedicata all’editore Auguste Durand, appartiene alla raccolta Trois Chorals pour grand orgue, che può essere considerata alla stregua di un testamento spirituale, in quanto completata nel 1890, poche settimane prima della morte del musicista, avvenuta a causa dei postumi di un incidente stradale.
Non poteva mancare un omaggio a Verdi e Wagner, dei quali si celebra il secondo centenario dalla nascita, con due trascrizioni di Scordari relative rispettivamente all’Ouverture da “Nabucco” e alla Morte di Isotta, da “Tristano e Isotta”.
Chiusura affidata a Fantaisie, da Hommage à Frescobaldi, di Jean Langlais (1907-1991), compositore e interprete di grande virtuosismo, cieco dall’età di due anni, che fu, tra l’altro, organista titolare della chiesa parigina di Santa Clotilde dal 1945 al 1988.
Riguardo all’interprete, il maestro Scordari, confrontatosi con questo programma ampio e articolato, compreso fra il Seicento e i giorni nostri, ha fornito un’altra prova della sua eccezionale bravura e versatilità, davanti ad un pubblico molto numeroso all’inizio, un po’ meno alla fine, in quanto costituito in parte da appassionati ed in parte da curiosi itineranti, questi ultimi sempre presenti, quando lo strumento è l’organo, il concerto è gratuito e la sede è una chiesa (con tanto di fedeli che lasciano cadere le monetine per le offerte nelle apposite feritoie mentre si suona Bach).
Non poteva mancare il bis conclusivo, durante il quale Gilberto Scordari ha eseguito un’intrigante improvvisazione sul motivo di Munasterio ‘e Santa Chiara, sentito omaggio nei confronti degli ospitanti, con il quale ha avuto termine un recital di altissimo livello.

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