Da venerdì 31 maggio l’ “Omaggio a Bach” di alcuni dei migliori allievi del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino

BachVenerdì 31 maggio, lunedì 3 giugno e giovedì 6 giugno, alle ore 16.00, nell’Auditorium del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino si terrà la quinta edizione di “Omaggio a Johann Sebastian Bach – Incontro… al gran Maestro”, incentrato quest’anno sulla proposizione del ciclo integrale delle Toccate per tastiera del sommo compositore, affidato ad alcune delle eccellenze del locale conservatorio, appartenenti alle Classi di Clavicembalo di Enrico Baiano, di Pianoforte Principale di Adriana Aprea, di Musica da Camera di Pierfrancesco Borrelli e di Lettura della Partitura di Giuseppe De Fusco.

Ingresso libero

Rieccoci dunque ancora quest’anno all’articolato appuntamento con un progetto che, unendo le forze di più classi dell’Istituto e individuando un bel numero di selezionati allievi, ha in diverse stagioni celebrato nel suono vivo l’arte somma di Johann Sebastian Bach.
Questa quinta stagione viene dopo compiute e ambiziose realizzazioni della musica di lui (rammentiamo, tra le molte opere eseguite in diverse formazioni, le integrali dei due libri del Clavicembalo ben Temperato, il progetto dedicato alle Trascrizioni e l’integrale delle Partite per tastiera), cosicchè il Conservatorio di Avellino possa ancorvi trarvi lustro.
Vi presentiamo stavolta una sonata per violino e cembalo, due concerti (per uno e due clavicembali, riadattamenti dello stesso Bach dal violino e dall’oboe, a dimostrazione di quanto Bach “ritrascrivesse” sé stesso); un’opera speciale, quell’ “Aria variata alla maniera italiana”, in cui il pretesto della divisione progressiva dei valori delle note del tema non impedisce all’autore una visione speculativa (anticipazione delle future variazioni Goldberg) e una “reinvenzione” nel senso della danza (la variazione VII, ad esempio è una “pastorale” alla napoletana).
E ancora, la celebre Ciaccona per violino solo in una trascrizione a due pianoforti del tardo ‘800 di Fortunato Luzzatto per l’editore Durand, che si rifà agli accompagnamenti pianistici realizzati da Schumann e Mendelssohn sull’originale bachiano.
Ma, come ogni anno, c’è un “filo rosso” che attraversa il progetto.
La chiave di quest’anno è nell’esecuzione delle Toccate per tastiera (con in aggiunta la toccata in Do per organo trascritta da Ferruccio Busoni per il pianoforte), ben sette composizioni che con un po’di orgoglio abbiamo il piacere di presentarvi in forma integrale.
Due di esse, grazie al contributo della classe di Enrico Baiano, saranno pure eseguite al clavicembalo per uno stimolante raffronto con l’esecuzione al pianoforte.
La Toccata, la cui etimologia rimanda già dai tempi più antichi (fine del XIV secolo) all’idea di “toccare” e quindi tentare, ovvero intonare, dei suoni al liuto o alla tastiera, magari “introducendo” la composizione o fungendo da interludio tra motivi vocali o di danza, ha per questo natura musicale eminentemente polimorfa. Cromatismi, sincopi, dissonanze, imitazioni, note sostenute, rapidi passaggi di scale ed elaborate ornamentazioni sono cifra palese di tale composizione sin dai primordi del “cieco degli organi”, Francesco Landini, ed alle forme mature italiane poi espresse, nel tardo Cinquecento, negli esiti veneziani di Claudio Merulo, Annibale Padovano e Andrea e Giovanni Gabrieli. Quegli influssi, poi ripresi nel secolo successivo da Girolamo Frescobaldi e confluiti quindi nella scuola fiamminga di Jan Sweelinck e in quella tedesca di Johann Froberger e Dietrich Buxtehude (che vi unì i principi della variazione tematica), ci conducono direttamente a Johann Sebastian Bach.
Già Froberger aveva fissato la Toccata in una forma bipartita che nella sua erraticità e virtuosismo armonicamente capriccioso si componeva di due sezioni: la prima, in modo di preludio; e la seconda, in modo di fuga.
Bach su influenza di Buxtehude, scrive dapprima alcune toccate per organo tedesco a pedaliera, come la grande Toccata, Adagio e e Fuga in Do, BWV564, qui presentata nella sontuosa trascrizione pianistica di Ferruccio Busoni; poi, riprendendo lo schema di Froberger, e colandovi l’esperienza musicale cosmopolita raggiunta (derivante anche della conoscenza del barocco italiano, e specialmente quello di Antonio Vivaldi), compone tra il 1709 (Toccate in Re e in Sol) e il 1720 (Toccate in Do minore e Fa # minore) un totale di sette toccate per tastiera, le quali risentono di tutta la sperimentazione da lui già messa in campo per questo tramite.
Per quanto ricche di numerosi movimenti o “sezioni” distinte (e sommariamente, o niente affatto, nominate dallo stesso Bach) esse sono tutte apparentabili ad uno schema bipartito: ad esempio 5 sezioni (cfr.Toccata in Sol minore e Fa# minore) divise in due porzioni (introduzione, arioso, fuga; interludio, fuga) ovvero 4 sezioni (preludio, fuga; arioso, fuga) o 3 sezioni (fantasia o allegro di concerto, intermezzo; fuga).
Sempre la seconda sezione (e spesso la prima) si conclude con una fuga; ma tali composizioni, per quanto energiche e strumentalmente affilate, rifuggono dai dotti artifizi (aumentazione, inversione, ecc.) usati da Bach altrove, rimandando l’ascoltatore ad un semplice, ma impetuoso, stile contrappuntistico imitativo.
E così una nuova sfida ci si è presentata per una sua soluzione.
Se un corretto “stile” esecutivo bachiano è fondamentale per la fruibilità e la corretta, e soddisfacente, percezione della musica di lui, è vero altresì che differenti composizioni dello stesso Bach esigono diverso stile.
Nel caso delle Toccate, fortemente impregnate di stile improvvisatorio, bisognava superare sia la coscienza della polifonia bachiana complessa (qui totalmente trasfigurata) sia l’elasticità formale della suite o del concerto (qui spesso rimodulata); e in qualche modo “reinventare” più di quanto non avesse già detto François Couperin (“noi non suoniamo come è scritto”) la notazione a noi pervenuta.
E ci siamo adoperati perchè ciò che dapprincipio poteva essere interpretato come ridondante, o peggio ripetitivo, risuonasse infine alle nostre e, speriamo, alle vostre orecchie, quale sublime improvvisazione tramandataci, oggi, per la nostra felicità; fantasticando, grazie al genio di Bach, con una sensazione di liberazione interiore prodotta dalla musica che trascende la semplice libertà.
Buon ascolto e, ancora una volta, un sentito grazie agli intervenuti da parte di coloro che hanno contribuito a questa piccola, preziosa, festa musicale.

(nota a cura di Giuseppe De Fusco)
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Venerdì 31 Maggio, ore 16.00
Classe di Clavicembalo di Enrico Baiano, di Lettura della Partitura di Giuseppe De Fusco e di Musica da Camera di Pierfrancesco Borrelli

Programma

J. S. Bach
Toccata in Re maggiore BWV 912
(Introduzione)-Allegro – Adagio- Fuga
Antonio Caporaso, clavicembalo (Baiano: II livello)

J. S. Bach
Toccata in Re maggiore BWV 912
(Introduzione)-Allegro – Adagio- Fuga
Antonio Gomena, pianoforte
(De Fusco: III corso)

J. S. Bach
Aria variata nello stile italiano BWV 989
Aria – variazioni I-X
Valeria Cristea Nechita, pianoforte
(De Fusco: I propedeutico)

J. S. Bach
Toccata in Do minore BWV 911
(Introduzione)- Adagio- (Fuga) – (Preludio)- (Fuga e coda:)- Adagio
Iyo Yoshimi, clavicembalo
(Baiano: II livello)

J. S. Bach
Sonata in Do minore BWV 1017 per violino e cembalo
Largo-Allegro Adagio
Yuko Okano, violino Iyo Yoshimi, clavicembalo
(Borrelli: II livello)

Lunedì 3 Giugno, ore 16.00
Classe di Pianoforte Principale di Adriana Aprea e di Lettura della Partitura di Giuseppe De Fusco

Programma

J. S. Bach
Toccata in Mi minore BWV 914
(Introduzione) – Un poco allegro (Fuga) – Adagio – Fuga: Allegro
Irene Massaro, pianoforte
(Aprea: tirocinante)

J. S. Bach
Toccata in Sol maggiore BWV 916
(Allegro) – Adagio – Allegro e presto
Antonella D’ Argenio, pianoforte
(Aprea: VII corso)

J. S. Bach
Toccata in Re minore BWV 913
(Introduzione) – Presto – Fuga – Adagissimo – Fuga: Allegro
Rosa Maione, pianoforte
(Aprea: III corso)

J. S. Bach
Ciaccona, dalla Partita n. 2 per violino solo BWV1004
(trascrizione per 2 pianoforti di Fortunato Luzzatto dalle parti di accompagnamento di R. Schumann e F. Mendelssohn)
Pier Carmine Garzillo e Antonio Gomena, pianoforti
(De Fusco: III corso)

J. S. Bach
Concerto in Fa minore BWV 1056 per cembalo, archi e continuo
(riduzione per 2 pianoforti di Roiznam e Nathanson)
Allegro maestoso – Largo – Presto
Cristina Iorillo, pianoforte solista
(Aprea: II livello)
Carlo Martiniello, pianoforte (riduz. orchestrale)
(Aprea: V corso)

Giovedì 6 Giugno, ore 16.00
Classe di Pianoforte Principale di Adriana Aprea e di Lettura della Partitura di Giuseppe De Fusco

Programma

J. S. Bach
Toccata in Do minore BWV 911
(Introduzione)- Adagio- (Fuga) – (Preludio)- (Fuga e coda:)- Adagio
Marianna Nappo, pianoforte
(Aprea: VI corso)

J. S. Bach
Toccata in Sol minore BWV 915
(Introduzione) – (Arioso) – (Allegro: Fuga) – (Adagio) – Fuga
Carlo Martiniello, pianoforte
(Aprea: V corso)

J. S. Bach
Toccata in Fa diesis minore BWV 910
(Introduzione) – (Adagio) – (Fuga:)-Presto e staccato – (Preludio)- (Fuga)
Maria Scala, pianoforte
(De Fusco: I livello)

J. S. Bach
Toccata, Adagio e Fuga in Do maggiore BWV 564
(trascrizione per pianoforte di Ferruccio Busoni dall’originale per organo)
Pier Carmine Garzillo, pianoforte
(De Fusco: III corso)

J. S. Bach
Concerto in Do minore BWV 1060 per due cembali, archi e continuo
(riduzione per 2 pianoforti di Arne Dich)
Allegro – Adagio – Allegro
Cristina Iorillo, pianoforte solista
(Aprea: II livello)
Carlo Martiniello, pianoforte (riduz. orchestrale)
(Aprea: V corso)

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