Un quartetto eccezionale al “Maggio della Musica”

Fine Arts QuartetIl recente appuntamento con la rassegna “Maggio della Musica”, che si svolge nella suggestiva cornice della Veranda neoclassica di Villa Pignatelli, ha ospitato il prestigioso Fine Arts Quartet, fondato nel 1946 a Chicago e costituito attualmente da Ralph Evans e Efim Boico (violini), Nicoló Eugelmi (viola) e Robert Cohen (violoncello).
Due i brani in programma, il Quartetto in la minore, op. 41 n. 1 di Robert Schumann (1810-1856) e il Quartetto per archi n. 14 in re minore D. 810 di Franz Schubert (1797-1828).
Il primo appartiene ad un trittico, dedicato a Felix Mendelssohn-Bartholdy, che rimase l’unico esempio di incursione schumanniana nell’ambito del quartetto d’archi.
Il compositore tedesco, con l’op. 41 aprì, nel 1842, quello che viene ricordato come il suo “anno della musica da camera”, durante il quale scrisse altri brani, che finirono per offuscare questi pezzi di esordio.
Celeberrimo, invece, il Quartetto in re minore D. 810 di Schubert (1824), noto anche con l’appellativo “La morte e la fanciulla”, in quanto l’autore austriaco utilizzò nel secondo movimento il motivo dell’ omonimo lied, da lui scritto nel 1817, ispirandosi ad una lirica del poeta tedesco Matthias Claudius.
Quest’ultimo, a sua volta, prendendo spunto da una iconografia molto popolare nell’Europa centrale, a partire dal Rinascimento, diretta emanazione della Danza Macabra medievale, aveva costruito un vero e proprio dialogo fra una Fanciulla impaurita, e invano supplicante, e la Morte, giunta per portarla con sé.
Il quartetto, considerato dal critico tedesco Walter Dahms come “il più diretto anello di congiunzione fra Beethoven e Brahms”, venne pubblicato soltanto nel 1832, ma da quel momento ha ottenuto un successo costante, conoscendo anche una versione per orchestra d’archi curata da Mahler.
E veniamo ora agli interpreti che, come abbiamo accennato in apertura, appartengono ad un quartetto nato nel 1946, dove i due violinisti, Ralph Evans e Efim Boico, suonano insieme dai primi anni ’80, quando hanno raccolto l’eredità dei loro predecessori, rispettivamente Leonard Sorkin (fra i fondatori dell’ensemble), e Lawrence Shapiro, mentre il violista Nicolò Eugelmi ed il violoncellista Robert Cohen si sono aggiunti recentemente, nel 2009 il primo, soltanto lo scorso anno il secondo.
Una sorta di fusione fra talenti giovani e meno giovani, dalla quale scaturiscono delle sonorità straordinarie per intensità e raffinatezza, abbinate ad un affiatamento e ad una compattezza eccezionali, che contribuiscono ad alimentare la leggenda di un quartetto di caratura mondiale, sicuramente fra i migliori da noi ascoltati in questi ultimi anni.
Pubblico numerosissimo ed entusiasta, che ha chiesto ed ottenuto un bis, piacevolmente lieve come il movimento conclusivo del Quartetto in fa maggiore op. 74, n. 2 di Franz Joseph Haydn, che ha chiuso in grande stile un magnifico concerto.

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