La rassegna “Diciassette & Trenta Classica” chiude nel segno dei giovani

Trio Taslavan-Mallozzi-Sannino 2L’ultimo appuntamento dell’edizione 2013 di “Diciassette&Trenta Classica”, rassegna organizzata dall’Associazione Amici dello Spettacolo, è stato caratterizzato dalla presenza di un trio di giovani interpreti.
Sul palcoscenico del Teatro Diana di Napoli sono infatti saliti Alina-Maria Taslavan (violino), Chiara Mallozzi (violoncello) e Bernardo Maria Sannino, che hanno aperto il concerto con il Trio in sol maggiore Hob XV: 25 di Haydn, secondo di un trittico appartenente all’op. 82.
Dedicato all’amica londinese Rebecca Scott, vedova del compositore Johann Samuel Schroeter, il pezzo risale al 1795 ed è noto anche come “Gypsy Trio” per il Rondo finale (“all’ongarese”) contraddistinto da un motivo tzigano.
E’ stata poi la volta del Trio (Divertimento) n. 1 in si bemolle maggiore K. 254 di Mozart, scritto a Salisburgo nel 1776, che porta con sé alcune curiose notizie.
In effetti sembra che a Monaco, durante una esecuzione privata del brano, le prime battute dell’Adagio del secondo movimento siano state fatali per il violinista di corte Dupreille, che sbagliò a tal punto da essere licenziato.
Molto meglio andò l’esordio salisburghese, avvenuto in casa Mozart, grazie ad un trio di esecutori formato da Nannerl, la sorella di Mozart, al pianoforte, Anton Janitsch al violino e Joseph Reicha, zio del compositore Anton Reicha, al violoncello.
Ultimo brano in programma il Trio, op. 1 in mi bemolle maggiore n. 1 di Beethoven, che apriva una raccolta formata da tre trii, con dedica al principe viennese Karl Lichnowsky, suo amico e mecenate.
Pubblicata nel 1795, ha una sicura rilevanza storica, considerando che è il primo lavoro dato alle stampe dal grande musicista.
In particolare nel Trio n. 1, pur saldamente legato alla tradizione (identificata con Haydn e Mozart), troviamo già diverse innovazioni quali, ad esempio, la presenza di quattro movimenti invece di tre, lo Scherzo al posto del Minuetto nel terzo movimento ed una maggiore indipendenza del violoncello.
Riguardo ai tre interpreti, proprio per la concezione dei brani, la parte del leone spettava al pianoforte, e Bernardo Maria Sannino ha saputo sostenere molto bene il duplice ruolo di protagonista principale e di elemento trainante e, dal canto loro, anche Alina-Maria Taslavan e Chiara Mallozzi sono state all’altezza dei brani proposti.
Va ancora ricordato che i tre musicisti si sono conosciuti quando frequentavano i corsi della Scuola di Musica del Teatro Diana per cui, in una sorta di passaggio di testimone, si è pensato di portare alla ribalta, prima dei due tempi del concerto, anche due giovanissimi allievi di quest’anno, i pianisti Matteo Marangio (14 anni) e Federica Morrone (13 anni), ai quali vanno i nostri auguri per il futuro, impegnati rispettivamente nell’ Arabesque n. 1 di Debussy e nel Valzer op. 64 n.1 di Chopin.
Come di consueto, i ringraziamenti conclusivi sono dedicati ad Antonello Cannavale e Alberto Maria Ruta, direttori artistici di una rassegna che, anche quest’anno, ha evidenziato un livello costantemente elevato, riuscendo contemporaneamente ad andare incontro ai gusti del pubblico.

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