Tre musicisti di grande classe esaltano il terzo appuntamento con “Viaggio attraverso il Romanticismo”

Johannes Brahms

Johannes Brahms

A Palazzo Serra di Cassano prosegue la rassegna “Viaggio attraverso il Romanticismo”, organizzata dal Centro Italiano di Musica da Camera, con la collaborazione degli Amici del San Carlo, a sostegno delle attività dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
Protagonisti del recente appuntamento sono stati Eric Porche (clarinetto), Manuela Albano (violoncello) e Dario Candela (pianoforte), confrontatisi con brani della tradizione francese e tedesca.
La serata si è aperta con l’Elegia per violoncello e pianoforte, op. 24 di Gabriel Fauré, che fu poi orchestrata nel 1890 su richiesta del direttore d’orchestra Édouard Colonne.
L’autore transalpino la scrisse nel 1883, in memoria del violoncellista Jules Loeb, partendo da un movimento di una sonata incompiuta.
La successiva Sonata in mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 167 rappresenta la penultima delle composizioni di Camille Saint-Saëns e risale al 1921, anno della morte, avvenuta ad Algeri, dove trascorse gli ultimi anni della sua esistenza.
Formata da quattro movimenti, è un pezzo molto piacevole e si caratterizza soprattutto per una grande serenità, indice della soddisfazione di aver speso bene la propria vita.
Esattamente il contrario di quanto emergeva dall’ultimo brano in programma, il Trio in la minore per clarinetto, violoncello e pianoforte, op. 114 (1891), appartenente alla stagione conclusiva di Brahms e primo dei pezzi ispirati dal suo incontro con il grande clarinettista Richard Mühlfeld.
Opera della piena maturità, il trio risulta intriso di enorme nostalgia, legata alla consapevolezza del tempo che trascorre inesorabile, con il suo carico di rimpianti, affidato in particolare al violoncello.
Qualche nota, ora, in merito ai tre interpreti, a cominciare dal pianista Dario Candela, l’unico impegnato durante l’intero concerto, che ha fornito il suo consueto apporto di ottimo esecutore, grazie ad un suono morbido e ad un tocco estremamente raffinato.
Molto bravi anche Manuela Albano, il cui violoncello ha prestato la sua voce prima allo struggimento di Fauré e poi ai rimpianti brahmsiani, ed il francese Eric Porche, attualmente primo clarinetto dell’Orchestra dell’Opera di Digione, dotato di un suono di grande brillantezza e precisione, che si è amalgamato perfettamente con gli altri due musicisti, come si è potuto apprezzare pure nello splendido bis, rivolto al secondo movimento del Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte di Rota.
In conclusione un’altra serata di grande intensità musicale, che pone la rassegna in forte evidenza nel panorama musicale cittadino, per cui è un vero peccato che l’evento non abbia ricevuto un maggiore riscontro di pubblico.

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