Al Museo Filangieri un trio di interpreti giovani e molto bravi si confronta con il repertorio barocco

Musica al Museo Filangieri - 12 maggioIl secondo appuntamento della rassegna “Musica al Museo Filangieri”, organizzata dall’Associazione Napolinova in collaborazione con il Museo Civico Gaetano Filangieri, ha avuto come protagonisti Minni Diodati (soprano), Lena Tschinderle (flauto a becco) e Francesco Luigi Trivisano (clavicembalo).
Il programma proposto era dedicato ad una breve panoramica su autori attivi nel periodo barocco a Roma, Venezia e Napoli.
Apertura rivolta alla città capitolina, rappresentata da Girolamo Frescobaldi, nato a Ferrara, che però trascorse buona metà della sua vita a Roma, autore dell’aria “Se l’aura spira” per soprano, basso continuo e flauto a becco.
A seguire abbiamo ascoltato la Toccata VII (dalle X Toccate e correnti per cembalo, 1657) del genovese Michelangelo Rossi, probabilmente allievo di Frescobaldi e considerato il punto di contatto fra quest’ultimo e Pasquini.
Ultimo pezzo del capitolo romano, la trascrizione per flauto e basso continuo di una delle XII sonate per violino, appartenenti all’op. V di Arcangelo Corelli.
A rappresentare Venezia avevamo invece il franco-fiammingo Cipriano de Rore, in qualità di precursore, essendo vissuto nel Cinquecento, del quale sono state eseguite le Diminuzioni sul madrigale “Anchor che col partire” per flauto a becco e basso continuo, medesimo organico della Ciaccona in do maggiore di Benedetto Marcello, ed infine, di Francesco Cavalli, è stata proposta un’aria dall’opera Statira.
Conclusione con la scuola napoletana che ha permesso di poter apprezzare due delle 555 sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti (K. 15 in mi minore e K. 20 in mi maggiore), la Sonata IV per flauto a becco e basso continuo di Francesco Mancini ed il Recitativo ed aria dalla cantata “La primavera”, di Alessandro Scarlatti, che ha chiuso l’intero concerto.
Uno sguardo ora ai tre protagonisti, tutti molto bravi che, a dispetto della giovane età, hanno già una prestigiosa carriera alle spalle.
Così abbiamo potuto apprezzare la bellissima voce di Minni Diodati, artista dotata anche di una notevole presenza scenica, mentre dal canto suo Lena Tschinderle è riuscita a superare con maestria le numerose difficoltà legate alle partiture eseguite, rilasciando un suono fortemente suggestivo.
Riguardo a Francesco Luigi Trivisano si è reso artefice di una prova di grande sicurezza, oltre a fornire al numeroso pubblico alcune interessanti notizie relative agli autori proposti.
In conclusione un concerto di elevato valore storico-musicale, che ha posto in evidenza alcuni fra i compositori che hanno contribuito ai fasti del periodo barocco.

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