Davide Valluzzi apre con un ottimo recital il XVII Festival Pianistico di Napolinova

Davide ValluzziNella prestigiosa cornice della Cappella del Vasari, situata all’interno della chiesa di S. Anna de’ Lombardi, si è aperta la XVII edizione del Festival Pianistico, rassegna organizzata dall’Associazione Napolinova e affidata alla direzione artistica di Alfredo de Pascale.
Ad aprire la rassegna è stato chiamato Davide Valluzzi, nato a Matera, ma di scuola pugliese, vincitore lo scorso anno del Premio Pianistico Internazionale “Napolinova 2012”.
L’artista ha iniziato il suo recital con la Sonata in re maggiore, op. 10 n. 3 di Beethoven, appartenente ad un trittico pubblicato nel 1798 dall’editore Eder di Vienna con dedica alla contessa Anna Margarete von Browne, moglie del conte Johann von Browne, uno dei primi mecenati del grande musicista tedesco.
I successivi tre pezzi La terrasse des audiences du clair de lune, Ondine e Feux d’artifice, risalenti al 1913, erano tratti dal secondo libro dei Préludes di Debussy, e costituiscono tipici esempi dell’impressionismo del compositore francese.
Dopo un breve intervallo, abbiamo ascoltato la Ballata in fa minore, op. 52 di Chopin, scritta nel 1842 e dedicata alla moglie del barone Rothschild, quarta ed ultima di un genere inaugurato dall’autore polacco.
Infatti precedentemente il termine “ballata”, in ambito musicale, si riferiva a pezzi dove la presenza della voce era indispensabile, in quanto strettamente legati a componimenti poetici.
La tradizione, che parte da Schumann, vuole che Chopin si sia ispirato alle liriche del connazionale Adam Mickiewicz, ma mancano prove certe a sostegno di questa ipotesi.
Brano conclusivo del programma, la Sonata n. 3, op. 23 in fa diesis minore di Scriabin, probabilmente la prima che rivela pienamente lo stile del musicista russo.
Composta fra il 1897 ed il 1898, fu inizialmente battezzata dall’autore con l’appellativo “Gotica”, che poi venne cambiato in “Stati d’animo” per giustificare la presenza di passaggi caratterizzati da atmosfere diverse ma oltremodo suggestive.
Uno sguardo ora a Davide Valluzzi, che ha confermato tutte le qualità che gli avevano permesso di vincere lo scorso anno il concorso pianistico, sintetizzabili in un tocco molto raffinato, un suono nitido, una costante ricerca dei particolari, evidenziata soprattutto nell’esecuzione dei brani del Novecento, ed una estrema versatilità.
Pubblico numeroso ed entusiasta, che ha chiesto ed ottenuto uno splendido bis, consistente in un brano tratto dagli Études-Tableaux di Rachmaninov, degno completamento di un concerto che ha inaugurato nel migliore dei modi la rassegna di Napolinova.

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