Un trio inedito ai “Concerti di Primavera”

Max Bruch

Max Bruch

Il secondo appuntamento con i “Concerti di Primavera”, organizzati dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli, sotto la direzione artistica di Luciana Renzetti, ha ospitato il trio costituito da Marino Cappelletti (clarinetto), Luca Signorini (violoncello) e Dario Candela (pianoforte), che ha proposto alcuni brani molto interessanti, considerando anche l’organico piuttosto inusuale.
L’apertura era rivolta a Notturno e allegretto, dagli Otto pezzi per clarinetto, viola e pianoforte, op. 83 di Max Bruch (1838-1920), caratterizzati da una patina di tristezza e nostalgia.
Non a caso vennero composti nel 1910, quando l’autore, ultrasettantenne, aveva ormai compreso che i tempi stavano cambiando, e nuove istanze, completamente estranee alla sua concezione musicale, erano in procinto di affermarsi.
All’opposto, il successivo Trio op. 11 in si bemolle maggiore, scritto nel 1798, si inquadrava fra le opere giovanili di Ludwig van Beethoven (1770-1827) e, pur se originalmente era stato scritto per clarinetto, violoncello e pianoforte, viene oggi considerato parte integrante dei Trii per archi e pianoforte, poiché il clarinetto venne quasi subito sostituto dal violino.
Una particolarità del trio è data dal movimento finale, basato su nove variazioni di un tema tratto da L’ Amor marinaro, dramma giocoso dell’austriaco Joseph Weigl, che aveva esordito a Vienna nel 1797.
Terzo ed ultimo brano in programma, il Trio in la minore op. 114 per clarinetto, violoncello e pianoforte (1891), che appartiene alla produzione cameristica conclusiva di Johannes Brahms (1833-1897) e rappresenta il primo frutto della sua collaborazione con il virtuoso del clarinetto Richard Mühlfeld.
Per l’organico il compositore tedesco si ispirò molto probabilmente a Beethoven, ma gli esiti furono decisamente diversi, essendo questa un’opera della piena maturità.
Veniamo quindi ai tre interpreti, molto bravi ed affiatati, ai quali va innanzitutto il merito di aver proposto al pubblico, in modo impeccabile, un repertorio di raro ascolto.
Ulteriore pregio del trio è stato quello di essere riuscito a concepire un programma di ampio respiro, in tempi ristrettissimi, poiché sono stati chiamati a sostituire all’ultimo momento due colleghi che, per seri motivi, hanno dovuto rinunciare ad esibirsi.
E, in questi casi, solo i grandi interpreti sono in grado di poter ben figurare, per cui chiudiamo con un doveroso ringraziamento, unito ai meritati complimenti, nei confronti del clarinettista Marino Cappelletti, del violoncellista Luca Signorini e del pianista Dario Candela, protagonisti di un recital caratterizzato da intense emozioni e ottima musica.

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