Da domenica 21 aprile iniziano i concerti di primavera della Pietà de’ Turchini alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano

Microsoft Word - Documento1Si rinnova l’appuntamento del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini con Palazzo Zevallos Stigliano per un nuovo ciclo organizzato grazie alla collaborazione di Banca Intesa, il primo concerto è previsto domenica 21 aprile, alle ore 18.30, con un’altra tappa del percorso dedicato alle città del mandolino e divenuto progetto discografico, a cura dell’Accademia mandolinistica napoletana-Scherza l’Alma Ensemble di Mauro Squillante e Leonardo Massa.
Il concerto sarà un omaggio originale al grande Corelli nell’anno delle sue celebrazioni.
Si viaggerà questa volta verso Roma, che nel principio del XVIII secolo fu un centro di grande diffusione degli strumenti della famiglia del mandolino, e dove veniva suonato uno strumento a plettro con definite caratteristiche organologiche, oggi identificato come mandola romana.
In una copiosa produzione musicale la cifra stilistica di spicco fu dettata proprio dal grande Corelli.
Un riferimento riguardo al possibile impiego di uno strumento con tavola piegata e suonato col plettro, per il repertorio Corelliano, si trova in un interessante dipinto di Pompeo Batoni, datato 1758.
Il dipinto ritrae John Montagu, Lord Brudenell, con uno splendido mandolino a 4 ordini del nuovo tipo, che, proprio in quegli anni, si stava con forza affermando come strumento di moda fra l’aristocrazia.
L’artista evidenzia la sensibilità e cultura di Lord Brudenell ritraendolo con una copia manoscritta dell’Op. V di Corelli, testimoniando quel particolare culto inglese di Corelli, che non soltanto sopravvisse all’oblio italiano, ma fu ancora vivo negli anni di Johann Christian Bach e Joseph Haydn.
Le Sonate da camera e, in particolare, quelle di Corelli, costituirono un genere indipendente nella vita musicale di quel periodo e divennero ben presto parte integrante dell’intrattenimento di corte e dei palazzi della nobiltà.
La trio Sonata in Re maggiore di Arcangelo Corelli (1653-1713), qui presentata, è tratta dall’Opera Seconda di Sonate da camera a 3 (1685) ed è per la prima volta trascritta per due mandolini e basso secondo la prassi – assolutamente naturale per lo spirito pragmatico settecentesco- di adattare una sonata allo strumento del caso.
L’op. V si impose in tutta Europa come un magistero di equilibrio e di perfezione formale; la straordinaria popolarità che ebbe nell’ambiente musicale del tempo, richiese innumerevoli ristampe (più di 50 in Italia e 29 in Europa) già a partire dall’anno di pubblicazione e diede origine a una quantità senza precedenti di rielaborazioni a stampa e manoscritte, anche parziali, non soltanto per flauto, clavicembalo, chitarra, ma anche per mandolino, come nel caso dei manoscritti per mandolino qui presentati.
La versione della Sonata n. 7 dell’op. V (Preludio – Corrente – Sarabanda – Giga), qui presentata in prima esecuzione assoluta, è tratta un manoscritto in intavolatura per mandolino a 4 ordini presente nel Libro di Sonate per il Mandolino Dell’Ecc. mo Sig.re Don Bartolomeo Ruspoli Principe di Cerveteri (ms. Santini).
L’Ensemble Scherza l’ Alma, affronta il problema della prassi esecutiva storica del repertorio settecentesco per mandolino e basso continuo con una particolare attenzione all’estetica del suono e alle relative tecniche mandolinistiche storiche descritte nelle fonti dell’epoca, tenendo conto al contempo del contesto storico e la destinazione sociale delle musiche.
Le varie tipologie di mandolini e mandoloni settecenteschi utilizzati, insieme alla varietà degli strumenti impiegati nella realizzazione del basso continuo, oltre a delineare la ricchezza organologica e timbrica della prassi esecutiva dell’epoca costituiscono, infatti, una testimonianza indiretta delle esigenze espressive e artistiche della società e dei loro fruitori.
Ospite per l’occasione di Scherza l’Alma sarà il cembalista Luca Guglielmi, stabilmente attivo come cembalista di Esperion XXI diretto da Jordi Savall.
Mauro Squillante e Davide Rebuffa, mandolini a 5 e 6 ordini; Leonardo Massa, violoncello; Luca Tarantino, arciliuto e chitarra a 5 ordini; Luca Guglielmi, clavicembalo.
(Biglietto unico 7 €, prevendite abituali o mezz’ora prima del concerto)

Si prosegue il 9 maggio, alle ore 20.30, con l’Ensemble La Risonanza che propone “LES GOÛTS-RÉUNIS”, musiche di Johann Sebastian Bach, Johann David Heinichen, Georg Philipp Telemann, François Couperin, un programma intorno ai capisaldi della musica europea dei secoli XVII-XVIII.
Il gruppo che ha ultimato nel 2010 il progetto di registrazione integrale delle Cantate Italiane di Händel, definito dalla rivista “Gramophone” il progetto handeliano più importante del decennio; vincendo il prestigioso Handel Stanley Sadie Prize, con l’ultima pubblicazione «Apollo e Dafne» si è aggiudicato il Gramophone Award 2011.
La Risonanza è ospite regolare delle stagioni concertistiche più importanti in Italia (Santa Cecilia a Roma, Quartetto di Milano, GOG di Genova, Amici della Musica di Firenze) e all’estero (Concertgebouw di Amsterdam, Concertgebouw di Bruges, Bozar di Bruxelles, Auditorium di Barcellona, Kuursal di San Sebastian) ed è presente nei più importanti festival di musica antica europei (Festival di Utrecht, Brugge, Cuenca, Versailles, Saint Michel en Thiérache).
In questa occasione la formazione sarà composta da Andrea Mion (oboe e oboe d’amore); Caterina Dell’Agnello (viola da gamba); Fabio Bonizzoni (clavicembalo e direzione).
Biglietto unico 7 € prevendite abituali o mezz’ora prima del concerto

Sabato 18 maggio, alle ore 21.00, Maria Isa Ercolano, soprano e Antonio Maione, pianoforte, saranno gli interpreti del concerto intitolato Dalla Spagna a Broadway per la Notte europea dei Musei, con un programma al suo debutto, in deroga ai repertori più frequentati solitamente dalla programmazione artistica del Centro.
Partendo dalla Spagna di Fernando Obradors, Miguel Sandoval, Joaquín Turina del primo Novecento, si attraverserà la Francia di Ravel, la cui musica in buona parte si connette alla grande scuola tardoromantica francese e alle autentiche radici folcloriche iberiche, per approdare alle sponde del Nuovo Mondo con alcune delle più belle songs di Gershwin, a loro volta ibridazione tra musica classica e jazz.

Ingresso gratuito

Fondazione Pietà de’ Turchini:
www.turchini.it
Tel. 081 402395

Ufficio Stampa
Federica Castaldo
direzione@turchini.it
335492769

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