Il Campania String Quartet testimonial del Museo Filangieri

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

Inaugurato nel 1888 ed ospitato nel quattrocentesco Palazzo Como, il Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli si deve al mecenatismo del principe Filangieri, che raccolse una serie di opere d’arte di inestimabile valore e di libri e manoscritti datati fra il XIII ed il XIX secolo.
Dopo una serie di vicissitudini, comprensive di un incendio scoppiato durante la seconda guerra mondiale, una riapertura negli anni ’70 ed una chiusura negli anni ’90, il museo è stato in parte nuovamente aperto al pubblico dallo scorso anno, sotto lo slancio della promessa di un arrivo di fondi, utili per riportare la struttura ai fasti fin qui negati.
Purtroppo, come spesso accade in ambito politico, alle promesse non hanno fatto seguito i fatti, per cui il museo vanta crediti per centinaia di migliaia di euro da parte del Comune, praticamente “virtuali” in quanto riscuotibili solo in caso di bilancio comunale attivo.
Come se non bastasse, a causa di pastoie e malintesi burocratici, scarsa elasticità e incompetenza degli organi politici preposti, il museo ha recentemente perso anche la possibilità di accedere a circa un paio di milioni di euro, legati ai fondi europei stanziati per la salvaguardia dei monumenti del centro storico di Napoli.
Per tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo ennesimo sconcio, perpetuato ai danni del patrimonio artistico napoletano dall’inerzia e dall’inettitudine delle forze politiche, è stato organizzato un concerto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Musicale Napolinova, i cui proventi saranno devoluti al Filangieri per la copertura economica delle esigenze di maggiore urgenza.
Ospite dell’evento il Campania String Quartet, formato dai violinisti Gennaro Cardaropoli e Federica Tranzillo, dalla violista Martina Iacò e dalla violoncellista Raffaella Cardaropoli, tutti interpreti giovanissimi, ma con una carriera già importante alle spalle, confrontatisi brillantemente con un repertorio tratto dalla produzione di Rossini, Verdi, Dvořák e Piazzolla.
Prima del concerto, il direttore del museo Gianpaolo Leonetti ha sintetizzato, con molta chiarezza ed una buona dose di amarezza, i recenti avvenimenti, sottolineando la drammaticità della situazione ed il pericolo che la struttura possa chiudere da un momento all’altro per l’assoluta mancanza di fondi.
Ha inoltre preso atto che, essendo ormai inutile aspettarsi qualcosa da Comune e Regione, la soluzione più plausibile al problema va ricercata in un appoggio da parte di sponsor privati, abbinato ad una serie di appuntamenti culturali da tenersi nel museo, come quello proposto per l’occasione.
Pieno appoggio alle parole del direttore è venuto dal breve intervento successivo, curato dal dr. Umberto Bile, vicedirettore del Museo di Capodimonte, nominato lo scorso anno conservatore del Museo dei Girolamini, che ha attivamente collaborato alla riapertura del Filangieri.
Infine, il maestro Alfredo de Pascale, direttore artistico di Napolinova, ha spiegato le attività portate avanti da quasi un ventennio per conto della sua associazione, caratterizzate da un costante connubio fra buona musica, eseguita da talenti giovani o affermati, e prestigiosi luoghi artistici.
In conclusione un evento salutato da un buon successo, considerando che la risposta è risultata eccellente sia in termini di pubblico, sia dal punto di vista mediatico, in quanto le reti televisive hanno svolto egregiamente la loro parte, con ampi servizi sui canali locali e nazionali.
La speranza finale, quindi, è che questo concerto possa dare l’avvio ad una stagione di rinnovato interesse nei confronti del Museo Civico Gaetano Filangieri, una delle tante perle di un patrimonio, quello napoletano, troppo spesso abbandonato all’incuria ed al degrado.

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